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Ordinanza

Ordinanza n. 131/2026 - Milano, Sezione 5

per l'annullamento - della nota prot. 4657 del 25.3.2023 del Comune di Lodi Vecchio, avente ad oggetto “comunicazione dello spandimento di “gessi di defecazione da fanghi” su terreni dell''Az. Agr. Ferrari Paolo”, nella parte in cui diffida CRE Centro Ricerche Ecologiche S.r.l. e l''Az. Agr. Ferrari Paolo allo spandimento di gessi di defecazione da fanghi, fanghi di depurazione, compost, digestati, su alcuni terreni siti nel Comune di Lodi Vecchio in considerazione del divieto sancito dal regolamento comunale, approvato con delibera del consiglio comunale n. 45 del 4 ottobre 2017; - della nota prot. 5222 del 05.04.2023 del Comune di Lodi Vecchio, avente ad oggetto “spandimento di gessi di defecazione da fanghi su terreni dell''azienda agricola “Ferrari Paolo” in comune a Lodi Vecchio – riscontro a vostro atto di diffida in data 31 marzo 2023”, nella parte in cui estende il divieto allo spandimento di gessi di defecazione da fanghi in tutti i sedimi indicati da CRE Centro Ricerche Ecologiche S.r.l. nella comunicazione del 17 marzo 2023; - della nota prot. 6407 del 26.04.2023 del Comune di Lodi Vecchio, avente ad oggetto “spandimento di gessi di defecazione da fanghi su terreni dell''Azienda Agricola “Ferrari Paolo” in comune a Lodi Vecchio – riscontro a vostra nota del 14/04/2023 (prot. n. 5815)”, nella parte in cui conferma e ribadisce tutte le valutazioni, gli atti ed i provvedimenti adottati; - del regolamento comunale, approvato con delibera del consiglio comunale n. 45 del 4 ottobre 2017, che disciplina l''utilizzo in agricoltura dei fanghi di depurazione nonché gessi e carbonati di calcio di defecazione, ammendanti compostati con fanghi (digestati) e dei liquami zootecnici e assimilati; - ove occorrer possa, di ogni altro atto e/o provvedimento presupposto, conseguente e/o comunque connesso al provvedimento qui gravato, ancorché non noto.

Giustizia amministrativa202300927

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. VOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: note comunali che diffidano e vietano lo spandimento agricolo di gessi di defecazione da fanghi, nonché regolamento comunale che disciplina tale utilizzo

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

L'impresa ricorrente ha impugnato le note del Comune di Lodi Vecchio del 25 marzo, 5 aprile e 26 aprile 2023, nella parte in cui hanno vietato o confermato il divieto di spandimento di gessi di defecazione da fanghi, fanghi di depurazione, compost, digestati e altri materiali sui terreni indicati, richiamando un regolamento comunale approvato nel 2017. È stato inoltre impugnato il regolamento comunale e ogni atto presupposto, conseguente o connesso. Dall'ordinanza non risultano esposti né esaminati gli specifici vizi di legittimità dedotti nel ricorso, poiché il giudice non decide il merito e dispone invece incombenti istruttori per verificare l'attuale permanenza dell'interesse alla decisione.

La decisione

Il TAR non ha definito il giudizio né si è pronunciato sulla legittimità degli atti impugnati. Ha ordinato alla ricorrente di dichiarare motivatamente, mediante breve memoria, se permanga l'interesse alla decisione di merito e, in caso affermativo, di aggiornare la situazione di fatto e di diritto, indicando anche l'eventuale necessità di ulteriori attività istruttorie. Ha ordinato al Comune di fornire chiarimenti documentati e aggiornati sui fatti di causa e di depositare, ove non già prodotti, gli atti impugnati e la relativa documentazione. Gli adempimenti devono essere eseguiti entro trenta giorni dalla comunicazione dell'ordinanza nelle forme del PAT. Il TAR ha avvertito che l'inerzia della ricorrente sulla dichiarazione di interesse potrà essere valutata quale manifestazione implicita e inequivoca di disinteresse, con conseguente possibile dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi degli artt. 64, comma 4, e 84, comma 4, c.p.a.

Norme richiamate

  • art. 63 c.p.a.

    Richiamato quale base normativa per i poteri istruttori del giudice amministrativo.

  • art. 64, comma 4, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla possibilità di valorizzare il comportamento processuale della parte e la sua eventuale inerzia nella verifica della permanenza dell'interesse.

  • art. 65 c.p.a.

    Richiamato tra le disposizioni processuali applicabili all'adozione dell'ordinanza.

  • art. 84, comma 4, c.p.a.

    Consente di valutare l'inerzia della parte compulsata a dichiarare la permanenza dell'interesse quale elemento idoneo a fondare la dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 85 c.p.a.

    Richiamato tra le disposizioni processuali applicabili all'ordinanza.

Massime di principio

  • Quando il giudice amministrativo disponga un incombente istruttorio volto a verificare la permanenza dell'interesse alla decisione, la parte ricorrente deve fornire una dichiarazione motivata e aggiornare la situazione relativa alla controversia entro il termine assegnato.
  • L'inerzia della parte ricorrente a fronte della richiesta giudiziale di dichiarare la permanenza dell'interesse può essere valutata, ai sensi dell'art. 84, comma 4, c.p.a., come manifestazione implicita ma inequivoca dell'attuale disinteresse alla decisione e condurre alla dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
  • Nell'ambito degli incombenti istruttori, il giudice amministrativo può ordinare all'amministrazione resistente di fornire chiarimenti documentati e aggiornati sui fatti di causa e di depositare gli atti impugnati e la documentazione di corredo, ove non già prodotti.

Come è indicizzato

MaterieRifiutiIstruttoria processualeEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAmbienteProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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