Cassazione Penale, Sentenza n. 10768/2026 del 20/03/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso straordinario ex art. 625-bis cod. proc. pen. deduceva un errore di natura processuale consistente nella mancata e/o erronea comunicazione della fissazione dell'udienza alla difesa nominata. La cancelleria aveva comunicato l'udienza al presunto difensore "avv. Paolo Grillo" domiciliato a Napoli (omonymia e riferimento errato; peraltro persona deceduta), anziché al difensore di fiducia effettivamente incaricato nell'interesse del ricorrente. Per tale ragione né il difensore né l'imputato hanno avuto contezza della celebrazione dell'udienza davanti alla Corte di cassazione e non hanno potuto partecipare né chiedere la trattazione in pubblica udienza o depositare conclusioni, con conseguente violazione del diritto di difesa.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato: dopo verifica degli atti ha accertato l'errore nella notifica (indicazione del difensore errata e mancata ulteriore comunicazione al difensore effettivo), e ha revocato la sentenza n. 29460 del 25/06/2025 emessa dalla Quinta Sezione penale della Corte di cassazione. Ha disposto la prosecuzione del giudizio, fissando l'udienza per il 3 giugno 2026 (stesso relatore) e ordinando che si dia avviso alle parti affinché il giudizio rescissorio e la nuova decisione sul ricorso per cassazione siano trattati in udienza successiva.
Norme richiamate
art. 625-bis cod. proc. pen.
Consente il ricorso straordinario per fatti nuovi o errori di fatto/prospettici che hanno inciso sulla decisione; è lo strumento impiegato per dedurre l'errore percettivo/processuale relativo alla mancata notificazione al difensore e per ottenere la rescissione della sentenza impugnata.
art. 610, comma 1, cod. proc. pen.
Disciplina la comunicazione della fissazione dell'udienza: la corretta indicazione del difensore destinatario della comunicazione è essenziale perché la parte possa esercitare il diritto di difesa; un errore in tale comunicazione può configurare un vizio rilevante.
art. 610, comma 5, cod. proc. pen.
Prevede modalità e soggetti cui va data comunicazione della fissazione dell'udienza; nella vicenda la Cancelleria ha dato avviso ai sensi di questa norma ma con indicazione errata del difensore, con conseguente inefficacia rispetto al difensore realmente incaricato.
art. 216, comma 1, n.1, r.d. 16/03/1942 n.267
Indica il reato per cui il ricorrente era stato dichiarato responsabile in sede di merito: è la norma sostanziale cui si riferiva la condanna che è stata poi impugnata e fatta oggetto del procedimento di cassazione e del successivo ricorso straordinario.
Orientamento giurisprudenziale consolidato della Corte di cassazione
La giurisprudenza di legittimità ammette che l'omissione dell'avviso per l'udienza alla Corte di cassazione all'unico difensore costituisca errore di fatto rilevabile tramite il ricorso straordinario ex art. 625-bis; in tali casi la Corte può esaminare gli atti e revocare la decisione impugnata.
Massime di principio
- La mancata o erronea comunicazione della fissazione dell'udienza al difensore di fiducia può costituire un errore processuale rilevante e dare luogo a rescissione della decisione mediante ricorso straordinario ex art. 625-bis.
- Se l'unico difensore non è stato validamente avvisato dell'udienza di Cassazione, la partecipazione alla decisione risulta compromessa e il diritto di difesa è violato: la Corte può revocare la sentenza e fissare nuova udienza.
- L'errore di notifica per omonimia o per riferimento a un avvocato appartenente a un altro foro (o deceduto) non è in assoluto ininfluente: la cancelleria deve assicurare l'esattezza dei dati del difensore e, in caso di contestazione, fornire prova della corretta comunicazione.
- In situazioni analoghe conviene procedere tempestivamente con un ricorso straordinario ex art. 625-bis per far esaminare dalla Corte gli atti e dimostrare l'errore di fatto nella comunicazione, allegando documentazione (iscrizione all'albo, procura, eventuali notifiche) che provi l'errata destinazione dell'avviso.
- La partecipazione effettiva del difensore (o la possibilità reale di partecipare) è condizione di regolarità del processo: ove manchi per cause imputabili a errori della cancelleria, la rimessione in termini della decisione è la soluzione praticata dalla Corte.
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