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Sentenza

Sentenza n. 1188/2026 - Milano, Sezione 1

per l'annullamento, previa sospensione dell’efficacia, a) del decreto del 23.03.2023, Cat. 6F/2023 Div. P. a.s.i. della Questura di Sondrio, notificato in data 28.03.2023, con cui il Questore di Sondrio ha disposta la revoca del porto di fucile per uso caccia e del relativo libretto personale; b) del decreto del 22.03.2023 del Prefetto di Sondrio, con il quale è stato emanato il divieto di detenzione di armi e munizioni; c) di ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale.

Giustizia amministrativa202300934

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del porto di fucile per uso caccia e del relativo libretto personale, nonché divieto prefettizio di detenzione di armi e munizioni

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto della Questura di Sondrio con cui era stato revocato il porto di fucile per uso caccia e il relativo libretto personale, nonché il presupposto decreto del Prefetto di Sondrio recante il divieto di detenzione di armi e munizioni. Il ricorso era accompagnato da una domanda cautelare, respinta dal TAR. Nel corso del giudizio, la Prefettura e la Questura hanno adottato, rispettivamente, nuovi provvedimenti di revoca degli atti impugnati e al ricorrente è stato rilasciato un nuovo titolo di polizia. Il ricorrente ha quindi chiesto la cessazione della materia del contendere.

La decisione

Il TAR ha escluso la cessazione della materia del contendere, poiché essa richiede un'attività amministrativa sopravvenuta integralmente satisfattiva dell'interesse azionato, idonea a soddisfarlo pienamente e irretrattabilmente. Nel caso concreto, le revoche sopravvenute sono state adottate nell'esercizio di un potere amministrativo di ritiro discrezionale e non hanno eliminato con efficacia retroattiva ogni possibile effetto lesivo derivante dagli atti impugnati, anche in prospettiva risarcitoria. Il Collegio ha tuttavia ritenuto venuta meno l'utilità concreta e attuale della decisione sulla legittimità degli atti, poiché la revoca del divieto prefettizio e del porto d'armi impediva al ricorrente di conseguire un'utilità attuale dal giudizio. Il ricorrente, inoltre, non aveva chiesto una pronuncia sulla legittimità degli atti ai fini risarcitori ai sensi dell'art. 34, comma 3, c.p.a. Il ricorso è stato pertanto dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. a), c.p.a. Le spese della fase di merito sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 3, c.p.a.

    La pronuncia sulla legittimità del provvedimento può conservare utilità ai fini risarcitori; nel caso concreto il ricorrente non aveva ravvisato i presupposti per richiederla.

  • art. 35, comma 1, lett. a), c.p.a.

    Consente di dichiarare improcedibile il ricorso quando sopravviene una situazione che fa venir meno l'interesse concreto alla decisione.

Massime di principio

  • La cessazione della materia del contendere presuppone un'attività amministrativa sopravvenuta integralmente satisfattiva dell'interesse azionato, idonea a soddisfarlo pienamente e irretrattabilmente, senza lasciare alcuna utilità residua alla pronuncia giudiziale.
  • La mera revoca sopravvenuta dell'atto impugnato non determina automaticamente la cessazione della materia del contendere quando si tratti dell'esercizio discrezionale del potere di ritiro e la revoca non elimini con efficacia ex tunc ogni possibile effetto lesivo dell'atto originario, anche ai fini risarcitori.
  • Il ricorso diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando una situazione di fatto o di diritto nuova rispetto alla proposizione della domanda renda concretamente inutile la decisione sulla legittimità dell'atto e il ricorrente non chieda una pronuncia autonoma sulla legittimità ai fini risarcitori ai sensi dell'art. 34, comma 3, c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàLicenze e autorizzazioni di polizia
RamiProcesso amministrativoForze armate e forze di polizia
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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