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Ordinanza

Ordinanza n. 275/2026 - Firenze, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - del provvedimento Prot. 101292 della Direzione Attività Economiche e Turismo del Comune di Firenze, del 06.03.2026, che dichiara la inefficacia della Scia di somministrazione n. 5850/2025 SUAP, del 30.05.2025, diffidandola dall'esercizio di somministrazione di alimenti e bevande (pratica 7/2026/PE/Provv.); - del provvedimento Prot. 104269 della Direzione Attività Economiche e Turismo del Comune di Firenze, del 09.03.2026, che ordina la cessazione del commercio al dettaglio in sede fissa di generi alimentari (pratica 2/2026/CF/ABU); - nonché di ogni ulteriore provvedimento presupposto, conseguente e comunque connesso, anche se di estremi ignoti.

Giustizia amministrativa202600787

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimenti comunali che hanno dichiarato inefficace la SCIA per la somministrazione di alimenti e bevande e ordinato la cessazione del commercio al dettaglio di generi alimentari

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'impresa ha impugnato, chiedendone la sospensione cautelare, il provvedimento comunale che dichiarava inefficace la SCIA per la somministrazione di alimenti e bevande, diffidandola dal relativo esercizio, nonché il provvedimento che ordinava la cessazione del commercio al dettaglio in sede fissa di generi alimentari. Dagli atti risultava un rapporto della Polizia Municipale corredato da fotografie del 4 febbraio 2026. La ricorrente contestava la legittimità degli atti comunali e ne chiedeva l'annullamento, oltre alla tutela cautelare. Il TAR ha rilevato, in questa fase, che le fotografie dimostrano che l'attività concretamente svolta consisteva nella vendita di prodotti alimentari e non nella somministrazione. Ha inoltre osservato che il provvedimento impugnato non sembra riconducibile alla potestà sanzionatoria dell'Amministrazione, apparendo piuttosto diretto a ripristinare l'interesse pubblico leso dall'utilizzo del titolo abilitante in modo non conforme allo scopo per il quale era stato formato.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare ai sensi dell'art. 55 c.p.a., senza accogliere la richiesta di sospensione dell'efficacia dei provvedimenti comunali. La motivazione cautelare valorizza l'accertamento, documentato fotograficamente, che l'attività esercitata era vendita di prodotti alimentari e non somministrazione, nonché la qualificazione non sanzionatoria, ma ripristinatoria dell'interesse pubblico, attribuita in via provvisoria al provvedimento comunale. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare nel processo amministrativo; nel caso concreto il TAR ha respinto la richiesta di sospensione dell'efficacia degli atti impugnati.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la documentazione fotografica acquisita nell'ambito di un rapporto della Polizia Municipale può essere valorizzata per accertare in via sommaria la concreta natura dell'attività esercitata dall'operatore economico.
  • Quando un titolo abilitante viene utilizzato per svolgere un'attività diversa o non conforme a quella autorizzata, il provvedimento amministrativo diretto a neutralizzare gli effetti dell'utilizzo non conforme può avere natura ripristinatoria dell'interesse pubblico, anziché natura sanzionatoria.

Come è indicizzato

MaterieCommercio e grandi strutture di venditaSCIA e liberalizzazioni
RamiCommercio e attività produttiveProcedimento amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaEfficacia ed esecutorietà

Testo integrale

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