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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15400/2023 del 12/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto negativo di competenza territoriale su un complesso procedimento con 37 imputati e 26 capi di imputazione. Il G.u.p. di Bolzano aveva precedentemente dichiarato la propria incompetenza (sentenza 26/06/2019) e il G.u.p. di Alessandria ha sollevato conflitto ai sensi dell'art. 30 c.p.p. La questione centrale era quale fosse il luogo di commissione del "più grave reato" (capo C) - induzione indebita a dare o promettere utilità ex art. 319‑quater c.p. - considerato elemento che, ai sensi dell'art. 16 c.p.p., assegna la competenza territoriale

La decisione

La Corte ha dichiarato ammissibile il conflitto negativo e ha risolto il contrasto riconoscendo la competenza territoriale del G.u.p. del Tribunale di Bolzano per tutti i reati contestati. Ha ritenuto che il reato più grave (capo C) si sia consumato nel circondario di Bolzano, in particolare con la stipula con data certa del 3/9/2015 di un contratto a Bolzano, e ha applicato il criterio del luogo della consumazione dell'indebita utilità (promessa o consegna) per individuare la competenza. Ha altresì confermato la rilevanza della connessione teleologica (art. 12 lett. c) c.p.p.) e ha escluso effetto preclusivo vincolante delle decisioni prese nella fase delle indagini preliminari sullo stato definitivo della competenza

Norme richiamate

  • art. 30 cod. proc. pen.

    Regola la procedura per sollevare il conflitto di competenza; usato come base per la rimessione alla Corte per risolvere il conflitto negativo tra G.u.p.

  • art. 28 cod. proc. pen.

    Richiamato per descrivere la situazione di stallo processuale derivante dal rifiuto di entrambi i giudici di prendere cognizione dei medesimi fatti

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Applicato per attribuire la competenza al giudice del luogo della commissione del reato più grave; la Corte ha ritenuto che il criterio vada individuato nel luogo della consumazione dell'utilità illecita

  • art. 12 cod. proc. pen. (lett. c e lett. b)

    Lettera c) (nexus teleologico): utilizzata per giustificare la connessione tra reati diversi sulla base di un legame finalistico; lettera b) (continuazione): applicata ai reati commessi per continuazione

  • art. 319‑quater c.p.

    Delitto di induzione indebita a dare o promettere utilità; la Corte ha ritenuto che si consuma nel luogo e nel momento in cui l'utilità viene promessa o data, come per la corruzione

  • legge 27 maggio 2015 n. 69, art. 1 comma 1 lett. h)

    Citata per la modifica legislativa che ha aumentato la pena massima per l'art. 319‑quater per fatti commessi dopo il 14/6/2015, rilevante per la riqualificazione e per la gravità del reato considerato

  • art. 25 cod. proc. pen.

    Richiamato per affermare che le decisioni di competenza prese nella fase delle indagini hanno efficacia "allo stato degli atti" e non vincolano definitivamente la valutazione della competenza nel procedimento, per cui non impediscono una nuova valutazione

  • giurisprudenza (Sez. U. n. 15208/2010; Sez. U. n. 53390/2017)

    Usate per sostenere i princìpi che la consumazione della corruzione/induzione si verifica nel luogo della promessa/consegna dell'utilità e che il nesso teleologico non richiede identità degli imputati ma un effettivo legame finalistico

Massime di principio

  • In caso di conflitto di competenza negativo tra giudici ordinari, il ricorso va risolto scegliendo il luogo di competenza del "reato più grave" ai sensi dell'art. 16 c.p.p.; il giudice che ha sede nel luogo di consumazione del reato più grave è competente per tutte le imputazioni connesse
  • Per i reati come corruzione o induzione indebita (art. 319‑quater c.p.), la consumazione si determina nel momento e nel luogo in cui l'indebita utilità viene promessa o viene effettivamente data; perciò il luogo della stipula/atto in cui si cristallizza la promessa è decisivo per la competenza territoriale
  • La connessione per nesso teleologico (art. 12 lett. c) c.p.p.) può giustificare la riunione di reati diversi anche quando non c'è identità di imputati, purché emerga un vincolo finalistico reale tra i reati
  • Le decisioni assunte nella fase delle indagini preliminari hanno efficacia limitata "allo stato degli atti" e non precludono la revisione della questione di competenza nel corso del procedimento; dunque sentenze cautelari o provvedimenti di indagine non vincolano irrevocabilmente la competenza
  • Nella determinazione della competenza bisogna basarsi sulla contestazione formulata dal pubblico ministero senza entrare nel merito della fondatezza dell'accusa, salvo il rischio di strumentalità che però deve essere effettivamente allegato per essere preso in considerazione

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