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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 997/2025 del 10/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di appello che aveva condannato l'imputato per furto e indebito utilizzo di carte di credito, chiedendo: 1) la declaratoria di non doversi procedere anche per il furto in danno di Gavazza Clara per mancanza della querela; 2) la rimozione dell'aggravante di cui all'art. 625, n.7 cod. pen. (esposizione del bene alla pubblica fede) con riferimento alla borsetta lasciata in auto; 3) la sostituzione della pena detentiva con la detenzione domiciliare sostitutiva ex art. 53 legge n. 689/1981.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile in quanto manifestamente infondato. Ha confermato che la Corte d'appello ha correttamente: a) dichiarato non doversi procedere per il furto in danno di Cozzolino Michela (per mancanza di querela) ma legittimamente mantenuto il procedimento e la condanna per i fatti in danno di Gavazza Clara in quanto la stessa si era costituita parte civile anteriormente alla riforma della procedibilità (d.lgs. n.150/2022) e non aveva revocato tale costituzione, dimostrando la volontà punitiva; b) ritenuto applicabile l'aggravante di cui all'art. 625 n.7 al bene temporaneamente lasciato nell'autovettura, in linea con la giurisprudenza consolidata; c) motivato adeguatamente il rigetto della richiesta di detenzione domiciliare sostitutiva, richiamando il curriculum criminale dell'imputato e la sua personalità incline ai reati contro il patrimonio. Di conseguenza il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 625, comma primo, n.7 cod. pen.

    L'aggravante per esposizione del bene alla pubblica fede si applica anche ai beni temporaneamente lasciati in un'autovettura parcheggiata quando ciò rientri nella necessità, consuetudine o abituale affidamento di protezione del bene; la ratio è la maggiore vulnerabilità del bene e la lesione della fiducia della collettività

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Prevede la sentenza di non doversi procedere per mancanza di condizione di procedibilità; la querela della persona offesa è condizione di procedibilità per alcuni reati salvo che la parte offesa abbia manifestato la volontà punitiva in altro modo (es. persistente costituzione di parte civile)

  • d.lgs. n.150 del 2022 (riforma 'Cartabia')

    Ha modificato il regime della procedibilità per taluni reati richiedendo la querela della persona offesa; tuttavia la costituzione di parte civile antecedente all'entrata in vigore e mantenuta può essere interpretata come espressione di volontà punitiva che salva la procedibilità

  • art. 53 legge n. 689 del 1981

    Regola le sanzioni sostitutive della pena detentiva; la valutazione per la concessione della detenzione domiciliare sostitutiva richiede una motivazione specifica del giudice rispetto al curriculum e alle condizioni personali dell'imputato

  • Giurisprudenza (Sez. 2, sent. n. 28305 del 18/06/2019, Mumlek; citata anche Sez. 5, n. 47791 del 27/10/2022 Ferracane; Sez. 5, n. 38900 del 14/06/2019 Lucchiari)

    Rv. 276540-02; Rv. 283903; Rv. 277119-01

    Consolidata interpretazione secondo cui la persistente costituzione di parte civile, anche successiva all'introduzione della procedibilità a querela, può costituire manifestazione di volontà punitiva idonea a integrare la condizione di procedibilità; e che i beni lasciati in auto possono essere considerati esposti alla pubblica fede se rispondono a condizioni di necessità o consuetudine

Massime di principio

  • La persistente costituzione di parte civile, mantenuta anche dopo modifiche normative che richiedono la querela, può essere interpretata come volontà punitiva della persona offesa e quindi sopperire alla mancata querela ai fini della procedibilità
  • Ai fini dell'aggravante di cui all'art. 625 n.7 cod. pen., rientrano nell'esposizione alla pubblica fede anche i beni temporaneamente lasciati in un'autovettura parcheggiata quando tale collocazione risulti motivata da necessità, consuetudine o abitudine, valutazione che spetta al giudice di merito
  • In Cassazione non è consentito rinnovare il giudizio di fatto o rivalutare il compendio probatorio: le censure sulla persuasività delle motivazioni o sulla diversa valutazione delle prove sono, di regola, inammissibili salvo che emergano vizi di motivazione manifesti, contraddittorietà o omissioni essenziali
  • Il diniego di misure sostitutive della detenzione deve essere motivato con riferimento a elementi concreti come il curriculum criminale e le condizioni personali: una motivazione che richiami tali elementi in modo coerente è sufficiente a giustificare il rigetto
  • Se la persona offesa non presenta querela e non si è costituita parte civile, è concreto il rischio che il procedimento sia dichiarato non doversi procedere per mancanza della condizione di procedibilità

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