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Ordinanza

Ordinanza n. 1469/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202602414

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Campania, Sezione staccata di Salerno, Sezione II, che aveva respinto il ricorso di primo grado relativo a lavori edilizi incidenti sulle distanze tra proprietà

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’appellante ha proposto appello contro la sentenza del TAR che aveva respinto il ricorso di primo grado e ha chiesto, in via incidentale, la sospensione dell’efficacia della sentenza. La controversia riguarda lavori edilizi rispetto ai quali l’appellante deduceva, secondo quanto emerge dall’ordinanza, la violazione delle distanze legali tra proprietà. In sede cautelare sono stati esaminati il fumus boni iuris e il periculum in mora. Il Consiglio di Stato ha rilevato, quanto al fumus, che le NTA del piano consentivano la deroga alle distanze legali previste dal codice civile e che le parti avevano stipulato un accordo con il quale avevano assentito alla possibile riduzione dei confini tra le rispettive proprietà in occasione dell’eventuale edificazione. Il Collegio ha inoltre considerato quanto meno dubbi la tempestività del ricorso e la sussistenza della giurisdizione amministrativa. Quanto al periculum, l’appellante lamentava un danno grave e irreparabile derivante dall’esecuzione della sentenza impugnata, ma i lavori risultavano già ultimati.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’istanza cautelare. Ha escluso il necessario fumus boni iuris, poiché le NTA consentivano la deroga alle distanze legali e le parti avevano previamente concordato la possibile riduzione dei confini in caso di edificazione; ha inoltre rilevato dubbi sulla tempestività del ricorso e sulla giurisdizione. Ha escluso anche il periculum in mora, in quanto i lavori risultavano ultimati e non era quindi ravvisabile un danno grave e irreparabile derivante dall’esecuzione della sentenza. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    La disposizione è richiamata quale base normativa della domanda cautelare in appello; l’istanza è stata respinta per l’assenza congiunta di fumus boni iuris e periculum in mora.

  • NTA del Piano

    Le norme tecniche di attuazione del piano sono state interpretate nel senso di consentire la deroga alle distanze legali previste dal codice civile.

Massime di principio

  • In sede cautelare d’appello, la sospensione della sentenza presuppone la presenza del fumus boni iuris e del periculum in mora; l’assenza di uno solo dei due requisiti è sufficiente a respingere l’istanza.
  • La previsione contenuta nelle NTA di una deroga alle distanze legali può escludere, sul piano cautelare, la plausibilità della censura fondata sulla violazione delle distanze codicistiche.
  • Un accordo tra proprietari che assenta alla possibile riduzione dei confini tra le rispettive proprietà in occasione dell’edificazione può incidere negativamente sulla configurabilità del fumus della pretesa di illegittimità dei lavori sotto il profilo delle distanze.
  • Non sussiste il periculum in mora quando i lavori cui si riferisce la controversia risultano già ultimati, in assenza di una specifica dimostrazione di un danno grave e irreparabile derivante dall’esecuzione della sentenza impugnata.

Come è indicizzato

MaterieDistanze, altezze e volumiPiani regolatori e variantiTutela cautelare
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaRiparto di giurisdizioneDecadenza e tardività

Testo integrale

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