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Sentenza

Sentenza del 18/09/2017 n. 42561 - Corte di Cassazione

Società fallita - Imputazione riciclaggio - Mancata contestazione indagato - Non rilevanza - Gravi indizi - Concorso in reato - Sussistenza.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Pubblico Ministero ha impugnato l'ordinanza del Tribunale del Riesame di Messina che aveva annullato gli arresti domiciliari applicati a P.P. Il ricorrente sosteneva che P.P., consulente contabile delle società coinvolte, fosse consapevole della provenienza illecita delle somme e avesse contribuito al loro reimpiego mediante la gestione della contabilità, l'accesso ai conti societari e l'omessa segnalazione di operazioni sospette ai sensi dell'art. 41 del D.Lgs. n. 231 del 2007. Contestava inoltre che la mancata imputazione a P.P. del reato presupposto di bancarotta potesse escludere i gravi indizi per l'autoriciclaggio, poiché era ipotizzato un concorso dell'extraneus nel reato proprio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo insufficiente e parzialmente omessa la motivazione del Tribunale del Riesame. In particolare, il Tribunale non aveva adeguatamente valutato il ruolo di P.P. nella tenuta della contabilità delle società attraverso cui transitavano le somme, l'omessa segnalazione del doppio trasferimento di Euro 270.347,38 e gli opachi rapporti con il dominus del gruppo societario. La Corte ha affermato che la mancata contestazione del reato presupposto non esclude i gravi indizi di colpevolezza per autoriciclaggio quando sia prospettato il concorso dell'extraneus nel reato proprio. L'ordinanza impugnata è stata annullata con rinvio al Tribunale del Riesame di Messina per un nuovo esame complessivo degli indizi.

Norme richiamate

  • Art. 648-ter.1 c.p. (autoriciclaggio)

    La responsabilità per autoriciclaggio può essere valutata anche nei confronti di chi non sia formalmente imputato del reato presupposto, quando sia ipotizzato il concorso dell'extraneus nel reato proprio.

  • Art. 311 c.p.p.

    decorrenza del termine per proporre ricorso per cassazione dalla data della comunicazione o della notificazione dell'avviso di deposito del provvedimento

    La Corte ha ritenuto tempestivo il ricorso per Cassazione applicando la disciplina specifica prevista per le impugnazioni delle ordinanze in materia cautelare.

  • Art. 41 del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231

    obbligo di comunicare ... le operazioni sospette

    L'omessa segnalazione di operazioni anomale da parte del professionista obbligato può costituire, insieme agli altri elementi, un indizio della consapevole partecipazione al reimpiego di denaro di provenienza illecita.

Massime di principio

  • La mancata contestazione formale del reato presupposto non esclude automaticamente la responsabilità o i gravi indizi per riciclaggio o autoriciclaggio, soprattutto quando si ipotizzi il concorso di un soggetto estraneo nel reato proprio.
  • La valutazione degli indizi deve essere globale e coordinata: ruolo professionale, rapporti con gli autori del reato, gestione della contabilità, accesso ai conti, movimentazioni anomale e omissione di segnalazioni devono essere considerati nel loro insieme, non isolatamente.
  • Per un consulente contabile, la conoscenza tecnica e l'omessa segnalazione di operazioni oggettivamente sospette possono assumere rilievo indiziario, ma devono essere valutate insieme alla concreta consapevolezza della provenienza delittuosa delle somme.
  • In sede cautelare la Corte di Cassazione non rivaluta normalmente il merito degli indizi, ma verifica che il provvedimento del giudice del riesame sia adeguatamente motivato e non presenti omissioni o illogicità manifeste.
  • L'annullamento con rinvio non equivale a una dichiarazione definitiva di colpevolezza: impone al giudice del riesame una nuova valutazione motivata degli elementi indiziari.

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