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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17857/2024 del 07/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso deduceva violazione di legge e vizio della motivazione: la Corte di appello aveva dichiarato di voler fissare la pena base per il reato di cui all'art. 493 ter cod. pen. al minimo edittale (1 anno di reclusione e euro 310,00 di multa) ma poi aveva effettivamente fissato la pena base in misura superiore (1 anno e 6 mesi e euro 500,00). Inoltre la Corte non ha motivato specificamente gli aumenti applicati ai singoli reati satellite nella continuazione, applicando per questi pene di non esigua entità senza spiegare la misura e il criterio di ciascun aumento, in contrasto con la giurisprudenza di legittimità che richiede motivazione distinta e proporzionata per ogni aumento.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza della Corte di appello con rinvio ad altra sezione della Corte di appello di Roma per nuovo giudizio relativo alla determinazione della pena. In motivazione la Corte ha evidenziato la contraddizione della Corte territoriale nel dichiarare di voler partire dal minimo edittale e nel contempo fissare una pena base superiore, nonché la mancata motivazione degli aumenti per i reati satellite, richiamando il principio che il giudice deve individuare il reato più grave, stabilire la pena base e calcolare e motivare distintamente l'aumento per ciascun reato satellite, in modo da consentire la verifica del rispetto del rapporto di proporzione e dei limiti di cui all'art. 81 cod. pen. Conseguentemente la determinazione complessiva della pena (originariamente 2 anni e 8 mesi di reclusione ed euro 1.000,00 di multa, risultata dopo conteggi e riduzione per il rito abbreviato) è stata annullata e rimessa in istruttoria esclusivamente sul punto della determinazione del trattamento sanzionatorio.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    Richiama i limiti e le regole nel cumulo e nella determinazione dell'aumento per reati in continuazione; la Corte ha richiesto che il giudice motivi distintamente gli aumenti per consentire verifica del rispetto dei limiti di proporzione e dell'assenza di un surrettizio cumulo materiale.

  • art. 493 ter cod. pen.

    Individua il reato assunto come reato base per la determinazione della pena; la Corte territoriale aveva indicato di voler partire dal minimo edittale di tale norma ma ha poi fissato una pena base più alta senza adeguata motivazione.

  • art. 416 cod. pen.

    Norma relativa al reato satellitare considerato nella imputazione complessiva; la Corte di appello ha incluso la relativa pena nel calcolo complessivo senza adeguata motivazione del relativo aumento.

  • Sez. U, n. 47127 del 24/06/2021 (Pizzone)

    Giurisprudenza richiamata secondo cui, nel reato continuato, il giudice deve indicare il reato più grave, stabilire la pena base e motivare distintamente l'aumento per ciascun reato satellite, in misura commisurata e verificabile.

Massime di principio

  • Se il giudice dichiara di voler partire dal minimo edittale deve effettivamente applicare quel minimo o spiegare in modo chiaro e adeguato perché si discosta aumentando la pena base.
  • In caso di reato continuato, oltre alla determinazione della pena base, il giudice è tenuto a motivare separatamente ogni aumento relativo ai reati satellite, indicando criteri e misura in modo da consentire la verifica del rispetto del rapporto di proporzione e dei limiti dell'art. 81 cod. pen.
  • L'omessa o contraddittoria motivazione sulla determinazione della pena (sia sul livello della pena base sia sugli aumenti per continuazione) può comportare l'annullamento con rinvio della sentenza limitatamente al trattamento sanzionatorio.
  • La motivazione relativa agli aumenti deve avere grado di dettaglio proporzionato all'entità dell'aumento: maggiori aumenti richiedono argomentazioni più articolate.
  • Per evitare un surrettizio cumulo di pene, il giudice deve esplicitare come ha operato il raffronto tra i delitti considerati e come ha rispettato i limiti legali nel calcolo complessivo della pena.

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