Cassazione Penale, Sentenza n. 22965/2024 del 06/06/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile o parzialmente respinto la domanda di liberazione anticipata relativa ai periodi di custodia dal 16/03/2016 al 13/02/2018. Il ricorrente contestava la mancanza di motivazione circa l'esclusione dei semestri 16/03/2016-16/09/2016 e 16/09/2016-16/03/2017 dalla valutazione per effetto di una presunta partecipazione a delitto associativo, nonché la dichiarazione di inammissibilità del periodo 16/09/2017-12/02/2018 e la necessità di tener conto di ulteriori periodi di custodia per raggiungere il semestre.
La decisione
La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso: ha ritenuto corretta l'esclusione del semestre 16/03/2016-16/09/2016 perché la sentenza definitiva aveva accertato la commissione del delitto di associazione mafiosa fino a settembre 2016; ha invece annullato l'ordinanza limitatamente al semestre 16/09/2016-16/03/2017, ritenendo che, applicando il principio del favor rei alla indicazione temporale 'settembre 2016', la consumazione del reato deve ritenersi terminata il 01/09/2016 e quel semestre doveva essere valutato dal Tribunale di Sorveglianza; ha confermato l'insussistenza di valutazione per il periodo 16/09/2017-12/02/2018 in quanto inferiore al semestre. Provvedimento annullato e rimesso al Tribunale di Sorveglianza per la rivalutazione esclusivamente del semestre 16/09/2016-16/03/2017.
Norme richiamate
art. 54 ord. pen. (legge 354/1975)
Stabilisce il requisito della partecipazione all'opera di rieducazione per la concessione della liberazione anticipata e la valutazione riferita al singolo semestre di espiazione; consente che comportamenti tenuti in periodi diversi possano influenzare negativamente la valutazione del semestre richiesto.
art. 606, comma 1, lettere b) ed e) c.p.p.
Richiamato come base formale del motivo di ricorso per violazione di legge e carenza di motivazione nella decisione impugnata; consente la censura in Cassazione per vizio di motivazione e applicazione di norme.
principio del favor rei (giurisprudenza della Corte di Cassazione)
Se la sentenza di condanna indica un mese generico quale termine di cessazione di un reato permanente, per il principio favor rei la consumazione va intesa al primo giorno del mese indicato (es. settembre 2016 = 01/09/2016), con conseguenze sul computo dei semestri utili per i benefici.
principio del giudicato (giurisprudenza della Corte di Cassazione)
Il tribunale di sorveglianza deve rispettare l'esatta delimitazione temporale della condotta stabilita dal giudice della cognizione nella sentenza di condanna definitiva e non può rivederne i limiti in sede esecutiva.
Massime di principio
- La concessione della liberazione anticipata si valuta semestre per semestre, ma la condotta tenuta in periodi diversi (anche in libertà o durante misure cautelari) può influenzare la valutazione del singolo semestre.
- Se la sentenza di condanna definitiva indica espressamente il periodo di commissione di un reato permanente, quel termine temporale è vincolante per il tribunale di sorveglianza e non può essere rideterminato in esecuzione.
- Quando la sentenza indica soltanto il mese di cessazione di un reato permanente, per il principio favor rei il dies a quo della cessazione si assume al primo giorno del mese indicato, con possibili effetti favorevoli sul calcolo dei semestri utili per benefici.
- I periodi di detenzione inferiori al semestre non sono valutabili singolarmente ai fini della liberazione anticipata; per periodi residui inferiori va verificata la possibilità di aggregare altri periodi utili già sofferti.
- In caso di carenza o contraddittorietà della motivazione del tribunale di sorveglianza riguardo all'ostatività o meno di reati permanenti, la Corte di Cassazione può annullare e rinviare la decisione per una nuova valutazione motivata.
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