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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23841/2024 del 14/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

AOUINI ha impugnato la sentenza di appello deducendo in Cassazione (i) l'intervenuta estinzione del reato contravvenzionale per prescrizione, maturata prima della pronuncia della sentenza di appello, e (ii) vizio di motivazione per omessa sostituzione, d'ufficio, della pena detentiva breve applicata. La Suprema Corte ha ritenuto inammissibile il secondo motivo, per contrasto con il consolidato orientamento che esclude l'obbligo del giudice di procedere d'ufficio alla sostituzione della pena detentiva breve (è necessaria la richiesta dell'imputato). Ha invece accolto il primo motivo: il reato indicato nel capo B) è estinto per prescrizione maturata il 4 giugno 2021, quindi anteriormente alla sentenza di appello (22/06/2023). Per l'effetto la Corte di legittimità ha annullato la sentenza impugnata limitatamente a quel reato e ha proceduto al ricalcolo del trattamento sanzionatorio eliminando l'aumento di pena dovuto alla continuazione, operazione qualificata come scomputo non discrezionale.

La decisione

Annullamento senza rinvio della sentenza impugnata limitatamente al reato indicato nel capo B) perché estinto per prescrizione (maturata il 4/6/2021). Rideterminazione della pena complessiva: quattro mesi di reclusione e euro 733 di multa (in precedenza la condanna era mesi 4 giorni 10 di reclusione ed euro 800 di multa). L'annullamento e la rideterminazione sono stati disposti dalla Cassazione senza rinvio al giudice di merito, procedendo all'elisione dell'aumento di pena per continuazione tramite scomputo.

Norme richiamate

  • art. 620 comma 1 lett. l cod. proc. pen.

    Consente alla Corte di Cassazione, quando si tratti di operazioni di mera eliminazione di aumenti di pena risultanti da sentenze di merito (scomputo), di procedere direttamente alla rettifica senza rinvio, poiché si tratta di un'operazione non discrezionale

  • sez.4, n.536 del 29/11/2023, De Marino, Rv.285630

    Confermato il principio secondo cui non grava sul giudice l'obbligo di sostituire d'ufficio la pena detentiva breve; è necessaria la richiesta dell'imputato per procedere alla sostituzione

  • SU Ricci, Rv.266818

    Principio secondo cui la prescrizione, se intervenuta anteriormente alla pronuncia di appello, configura causa di non punibilità che impone l'annullamento della condanna riguardante il reato estinto

Massime di principio

  • Verificare sempre la decorrenza e i termini della prescrizione rispetto a tutte le pronunce (anche di merito e di appello): se la prescrizione è maturata prima della sentenza di appello il reato è estinto e deve essere annullata la relativa condanna.
  • Quando l'estinzione riguarda uno dei reati in una fattispecie plurima che ha dato luogo a un aumento per continuazione, la Cassazione può eliminare direttamente l'aumento mediante scomputo ai sensi dell'art. 620 c.1 lett. l, senza rinviare al giudice di merito, se l'operazione è meramente aritmetica e non richiede valutazioni discrezionali.
  • Non è obbligo del giudice di merito sostituire d'ufficio una pena detentiva breve con una sanzione alternativa: la sostituzione richiede la specifica istanza dell'imputato.
  • In un'impugnazione è utile articolare rilievi sia sul punto della prescrizione sia su eventuali errori nel calcolo delle pene per ottenere, in caso di accoglimento parziale, la rideterminazione immediata delle sanzioni.
  • Se si contesta la prescrizione, è importante fornire al giudice elementi cronologici chiari (date di fatto, di notifica, di sentenze) per dimostrare che il termine si è estinto prima della pronuncia impugnata.

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