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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42515/2024 del 20/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che, in accoglimento dell'appello del Pubblico Ministero, aveva disposto il sequestro preventivo dei "titoli" agricoli della società Le Colline s.r.l.s. (c.d. "titoli tossici") in relazione ai reati descritti nei capi 37-39 dell'incolpazione provvisoria. La ricorrente deduceva tre motivi: (i) violazione di legge e illogicità motivazionale per errata interpretazione dell'art. 9 d.lgs. 24/02/1948 n.114 e delle clausole contrattuali (patto di riservato dominio), sostenendo che la decadenza fiscale prevista dall'art.9 opera solo in determinati casi e non rende di per sé "tossici" i titoli; (ii) contraddittorietà nella valutazione circa la consapevolezza di falsità dei contratti allegati e omissione di considerare che la società Agribovini deteneva altri fondi non contestati e aveva ottenuto altri titoli PAC; (iii) violazione dell'art.321 c.p.p. in ordine ai presupposti del fumus e del periculum, con la tesi che il sequestro aveva già esaurito la sua finalità impedendo l'utilizzo dei titoli e dunque non sussisterebbe la potenzialità criminosa della misura.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile per carenza della procura speciale da parte del difensore che ha proposto il ricorso a nome della società. Il Collegio ha rilevato che la procura speciale, richiesta dall'art.100 c.p.p. per le parti private che stanno in giudizio, non risultava nel deposito; la nomina difensiva prodotta non conteneva una chiara manifestazione di conferimento del potere di proporre il ricorso per cassazione. Per tale motivo la Corte non ha esaminato il merito delle censure e ha condannato la società ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.lgs. 24 febbraio 1948, n. 114, art. 9

    La disposizione disciplina la decadenza dal beneficio fiscale in caso di mancato rispetto del vincolo quinquennale di alienazione del fondo o di cessazione della coltivazione diretta. La Corte rileva che la norma non comporta automaticamente la 'tossicità' dei titoli in assenza della specifica fattispecie di decadenza accertata.

  • codice di procedura penale, art. 100

    Stabilisce che le parti private stanno in giudizio mediante difensore munito di procura speciale. La Corte ha ritenuto imprescindibile la procura speciale per proporre ricorso in cassazione quando si agisce a tutela di diritti sostanziali del terzo interessato; l'assenza della procura rende il ricorso inammissibile.

  • codice di procedura penale, art. 321

    Fissa i presupposti del sequestro preventivo (fumus e periculum in mora). La ricorrente lamentava che tali presupposti non sussistessero e che la misura avesse già esaurito la sua finalità impeditiva; la Corte non ha però esaminato il merito, essendosi soffermata sulla carenza di procura speciale.

  • codice di procedura civile, art. 182, comma 2

    Norma sulla regolarizzazione del difetto di rappresentanza nel processo civile. La Corte ha ritenuto non applicabile tale istituto al processo penale in tema di procura speciale per le parti private, confermando la giurisprudenza che non consente la sanatoria del difetto in cassazione.

  • Corte costituzionale, sent. n. 186 del 2000

    Richiamata per giustificare la condanna alle somme a favore della Cassa delle ammende: la Corte ha ritenuto che la richieste del ricorso non siano state proposte senza colpa rispetto alla causa di inammissibilità.

Massime di principio

  • In sede penale, quando parti private o soggetti terzi intendono proporre impugnazioni o ricorsi devono esser muniti di procura speciale ai sensi dell'art.100 c.p.p.; la mera nomina difensiva potrebbe non essere sufficiente se non contiene espressa delega al compimento dell'atto specifico.
  • La carenza di procura speciale è causa di inammissibilità che impedisce alla Corte di Cassazione di entrare nel merito delle questioni sostanziali; quindi la regolarità della rappresentanza processuale va verificata e documentata prima di proporre ricorso.
  • I provvedimenti cautelari (sequestro preventivo) richiedono la presenza dei requisiti di fumus commissi del reato e periculum in mora; tuttavia, questioni sostanziali relative alla valutazione della "tossicità" di titoli o all'interpretazione di normative agevolative richiedono la valutazione di elementi di fatto e prova che la Corte di Cassazione non esamina quando il ricorso è inammissibile per ragioni formali.
  • Nel contenzioso che coinvolge titoli PAC o agevolazioni agricole è importante fornire documentazione precisa (contratti, pagamenti, decorrenze temporali) che dimostri la regolarità dei vincoli quinquennali e la concreta operatività dell'azienda, nonché richiamare normative e giurisprudenza comunitaria solo se pertinenti e adeguatamente provate.
  • Prima di proporre impugnazioni straordinarie è prudente la verifica preventiva dei poteri di rappresentanza del difensore e, in caso di società, il deposito esplicito della procura speciale che autorizzi il compimento dell'atto specifico (anche per la cassazione).

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