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Sentenza

Sentenza n. 319/2026 - Campobasso, Sezione 1

Giustizia amministrativa202300003

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Molise, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Decreto commissariale di definizione dei livelli massimi di finanziamento per l'acquisto di prestazioni sanitarie da operatori privati accreditati per l'anno 2022, relativo schema contrattuale e provvedimento dell'azienda sanitaria che subordinava l'accettazione e contabilizzazione delle fatture dell'ultimo bimestre alla sottoscrizione del contratto annuale

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni sanitarie)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La struttura sanitaria privata accreditata ha impugnato il decreto del Commissario ad acta che definiva, per l'anno 2022, il budget regionale destinato all'acquisto di prestazioni di assistenza ospedaliera e specialistica ambulatoriale dagli operatori privati accreditati, nonché gli allegati tecnici e lo schema contrattuale collegato. È stato inoltre impugnato il provvedimento dell'azienda sanitaria che comunicava il rifiuto di accettare e contabilizzare le fatture relative alle prestazioni erogate nell'ultimo bimestre del 2022, in assenza della sottoscrizione dell'accordo contrattuale per l'anno 2022. Dal testo della sentenza non risultano esposti i singoli motivi di illegittimità dedotti nel ricorso, poiché il giudizio è stato definito per sopravvenuto difetto di interesse senza esame del merito.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione depositata dalla ricorrente, con la quale essa ha segnalato di non avere più interesse alla decisione e ha chiesto la declaratoria di improcedibilità. Il giudice ha ritenuto effettivamente venuto meno l'interesse alla decisione di merito. Le spese di lite sono state integralmente compensate, in ragione dei giusti motivi individuati dal Collegio e dell'assenza di opposizione delle controparti.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    Consente la definizione del giudizio con declaratoria di improcedibilità quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nel provvedimento quale disposizione processuale applicabile alla definizione del giudizio.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell'udienza di smaltimento.

  • art. 8-quinquies d.lgs. 502/1992

    Indicato quale fondamento dell'accordo contrattuale necessario per l'operatività degli erogatori privati accreditati nel sistema sanitario regionale; la sentenza non ne esamina l'applicazione nel merito.

Massime di principio

  • Il ricorso giurisdizionale amministrativo deve essere dichiarato improcedibile quando, nel corso del giudizio, sopravviene il difetto di interesse alla decisione e tale venir meno dell'interesse risulta effettivo e non residua alcuna utilità concreta derivante dalla pronuncia di merito.
  • La dichiarazione della parte ricorrente circa il sopravvenuto difetto di interesse può fondare la declaratoria di improcedibilità quando non sia contestata dalle controparti e il giudice verifichi che non permane un interesse alla decisione.

Come è indicizzato

MaterieAccreditamento e convenzionamentoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiSanitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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