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Sentenza

Corte di giustizia, Sentenza C-59/22

Sentenza della Corte (Sesta Sezione) del 22 febbraio 2024. — MP e a. contro Consejería de Presidencia, Justicia e Interior de la Comunidad de Madrid e a. — Domande di pronuncia pregiudiziale proposte dal Tribunal Superior de Justicia de Madrid. — Rinvio pregiudiziale – Politica sociale – Direttiva 1999/70/ CE – Accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato – Contratti di lavoro a tempo determinato nel settore pubblico – Personale non permanente assunto a tempo indeterminato – Clausole 2 e 3 – Ambito di applicazione – Nozione di “lavoratore a tempo determinato” – Clausola 5. – Misure volte a prevenire e a sanzionare il ricorso abusivo a una successione di contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato – Norme equivalenti. — Cause riunite C-59/22, C-110/22 e C-159/22

Giurisprudenza europea62022CJ0059

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha chiarito che il personale pubblico spagnolo "indefinido no fijo" rientra nella nozione di lavoratore a tempo determinato e che la proroga automatica del rapporto, quando l'amministrazione non copre il posto nei termini, può integrare un abuso rilevante ai sensi della clausola 5 dell'accordo quadro. Ha inoltre ritenuto inadeguate, di per sé, l'indennità forfettaria di fine rapporto, le generiche responsabilità per atti irregolari e le procedure di stabilizzazione scollegate dall'abuso. In assenza di misure nazionali effettive e dissuasive, la trasformazione in contratto a tempo indeterminato può costituire una misura conforme al diritto UE, anche se ciò impone al giudice nazionale un'interpretazione conforme delle norme interne e della giurisprudenza nazionale consolidata.

Lavoratori pubblici spagnoli qualificati come "indefinidos no fijos": inclusione nell'ambito della direttiva 1999/70, abuso nella proroga ipso iure dei rapporti e adeguatezza delle sanzioni nazionali.

La questione giuridica

Se il personale pubblico spagnolo qualificato come lavoratore non permanente assunto a tempo indeterminato ("indefinido no fijo") rientri nella nozione di "lavoratore a tempo determinato" dell'accordo quadro; se la mancata copertura del posto e la conseguente proroga ipso iure del rapporto integrino una "successione" di contratti o rapporti a termine ai sensi della clausola 5; se la normativa spagnola preveda misure equivalenti e sufficientemente effettive e dissuasive per prevenire e sanzionare l'abuso; e, in mancanza, se la trasformazione in contratto a tempo indeterminato sia una sanzione consentita anche rispetto ai vincoli costituzionali nazionali.

Principio di diritto

Il lavoratore pubblico spagnolo qualificato come "indefinido no fijo" deve essere considerato un lavoratore a tempo determinato ai sensi dell'accordo quadro, perché il rapporto resta temporaneo e cessa al verificarsi dell'evento oggettivo della copertura del posto; se l'amministrazione non indice la procedura di selezione entro il termine, la proroga automatica del rapporto integra una successione di rapporti a termine rilevante ai fini della clausola 5. La clausola 5 osta a una disciplina nazionale che, per tali rapporti, non preveda misure effettive ed equivalenti di prevenzione e sanzione dell'abuso: né un'indennità di fine rapporto svincolata dall'abusività, né generiche responsabilità amministrative non concretamente efficaci, né procedure di stabilizzazione indipendenti dall'abuso sono sufficienti da sole; in mancanza di misure adeguate, la conversione in contratto a tempo indeterminato può costituire la sanzione necessaria, e il giudice nazionale deve interpretare il diritto interno, anche costituzionale, in modo conforme, modificando se necessario la giurisprudenza consolidata.

Norme richiamate

  • Articolo 267 TFUE
  • Direttiva 1999/70/CE
  • Accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato (clausole 2, 3 e 5)
  • Articolo 288 TFUE
  • Articolo 2 della direttiva 1999/70/CE
  • Costituzione spagnola, articoli 23, paragrafo 2, e 103, paragrafo 3
  • Statuto dei lavoratori spagnolo, articolo 15, paragrafi 3 e 5
  • EBEP, articoli 8, 11, 55 e 70
  • Quindicesima disposizione aggiuntiva dello Statuto dei lavoratori
  • Diciassettesima disposizione aggiuntiva dell'EBEP
  • Trentaquattresima disposizione aggiuntiva della legge sul bilancio generale dello Stato per il 2017
  • Quarantatreesima disposizione aggiuntiva della legge sul bilancio generale dello Stato per il 2018
  • Regio decreto legge 14/2021

Lavoratori pubblici spagnoli "indefinidos no fijos" e clausola 5 dell'accordo quadro

La pronuncia, resa in rinvio pregiudiziale dal Tribunal Superior de Justicia de Madrid, riguarda tre controversie nel settore pubblico spagnolo concernenti lavoratori assunti con la figura giurisprudenziale dell'"indefinido no fijo". La Corte è chiamata a stabilire se tale status rientri nell'ambito della direttiva 1999/70/CE e quali siano le conseguenze, ai fini della clausola 5 dell'accordo quadro, della mancata copertura definitiva dei posti occupati da tali lavoratori.

Fatti e procedimento principale

Nella causa C‑59/22, MP lavorava stagionalmente dal 1994 presso il servizio di prevenzione degli incendi della Comunità di Madrid; già nel 2007 era stata qualificata come lavoratrice non permanente assunta a tempo indeterminato. Nel 2020 ha chiesto la trasformazione del rapporto in permanente e un'indennità, senza esito positivo.

Nella causa C‑110/22, IP lavorava dal 1994 per l'UNED come addetto alla produzione video, sulla base di una successione di contratti a termine; nel 2001 era stato riconosciuto come "indefinido no fijo". Anche qui il lavoratore ha chiesto il riconoscimento della stabilità del rapporto.

Nella causa C‑159/22, IK lavorava dal 1998 presso l'agenzia madrilena di assistenza sociale, con una successione di contratti a termine e un'interruzione tra 1999 e 2010. Egli ha chiesto il riconoscimento del rapporto a tempo indeterminato, in via subordinata come "indefinido no fijo".

Normativa rilevante

La Corte richiama la direttiva 1999/70/CE e l'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, in particolare le clausole 2, 3 e 5. Vengono inoltre esaminati l'articolo 2 della direttiva, l'articolo 267 TFUE e, sul piano interno, gli articoli 23, paragrafo 2, e 103, paragrafo 3, della Costituzione spagnola, l'articolo 15 dello Statuto dei lavoratori, nonché varie disposizioni dell'EBEP e delle leggi di bilancio che introducono regole sulla stabilizzazione e sulle responsabilità per atti irregolari.

Ricevibilità e competenza della Corte

La Corte respinge le eccezioni di incompetenza e irricevibilità sollevate dalle convenute e dal governo spagnolo. Precisa che l'interpretazione del diritto nazionale spetta al giudice del rinvio, mentre la Corte fornisce solo l'interpretazione del diritto UE. Dichiara irricevibili solo la tredicesima e la quattordicesima questione nella causa C‑59/22 per difetto di indicazioni sufficienti sul contenuto delle norme nazionali richiamate.

Qualificazione del lavoratore come "a tempo determinato"

La Corte afferma che la clausola 2 dell'accordo quadro ha un ambito di applicazione ampio e che la nozione di lavoratore a tempo determinato è autonoma rispetto alle qualificazioni del diritto interno. Poiché il contratto "indefinido no fijo" è, secondo il giudice del rinvio, un rapporto temporaneo destinato a cessare quando il posto viene coperto definitivamente tramite procedura selettiva, esso va qualificato come contratto a tempo determinato ai sensi della clausola 3.

Successione di rapporti a termine e proroga ipso iure

Quanto alla clausola 5, la Corte osserva che essa si applica a una successione di contratti o rapporti a termine e non al primo e unico contratto a termine. Tuttavia, nel caso dei lavoratori "indefinidos no fijos", la mancata indizione della procedura di copertura del posto entro i termini comporta una proroga automatica del rapporto per anni; tale proroga può essere assimilata a rinnovi successivi e quindi a una successione di rapporti a tempo determinato. Spetta al giudice del rinvio verificare in concreto tale carattere.

Insufficienza delle misure preventive nazionali

La Corte ritiene che la clausola 5 osta a una disciplina nazionale che non preveda, per questa categoria di rapporti, alcuna misura equivalente alle tre misure tipizzate dalla clausola 5, paragrafo 1, lettere a), b) e c). Richiamando la giurisprudenza su "Sánchez Ruiz" e "Instituto Madrileño", osserva che la semplice previsione di procedure di selezione, se non effettivamente rispettate, non basta a prevenire l'abuso. La possibilità teorica di coprire il posto con concorso non è sufficiente se la procedura non viene organizzata nei termini.

Indennità forfettaria e inefficacia sanzionatoria

La Corte esclude che sia sufficiente un'indennità forfettaria di 20 giorni di retribuzione per anno di servizio, fino a un massimo di un anno, quando essa è dovuta indipendentemente dal carattere legittimo o abusivo del ricorso ai contratti. Un siffatto pagamento di fine rapporto non è legato alla sanzione dell'abuso, né consente di rimuovere le conseguenze della violazione del diritto dell'Unione.

Responsabilità per "atti irregolari" e procedure di stabilizzazione

La Corte esamina poi le norme spagnole che attribuiscono responsabilità per gli "atti irregolari" e le procedure di stabilizzazione degli impieghi temporanei. Ritiene che disposizioni troppo generiche e astratte, che rinviano senza precisione a una responsabilità non concretamente definita, non siano di per sé sufficientemente effettive e dissuasive. Analogamente, le procedure di stabilizzazione che consentono una partecipazione concorsuale indipendente dall'abuso, e il cui esito può anche determinare la perdita del posto con mera indennità, non sanzionano debitamente l'illecito abusivo.

Conversione in contratto a tempo indeterminato e diritto interno costituzionale

La Corte ribadisce che la clausola 5 non impone in astratto la conversione in contratto a tempo indeterminato, ma tale conversione può costituire una misura adeguata quando il diritto nazionale non prevede altre sanzioni effettive. In tale ipotesi, il giudice nazionale deve interpretare il diritto interno, anche le norme costituzionali, in modo conforme al diritto UE, e, se necessario, modificare la giurisprudenza nazionale consolidata che osti a tale soluzione.

Dispositivo

La Corte conclude che:

  • il lavoratore "indefinido no fijo" è un lavoratore a tempo determinato ai sensi dell'accordo quadro;
  • la proroga ipso iure del rapporto per mancata copertura del posto rientra nella nozione di successione di rapporti a termine;
  • la clausola 5 osta a una normativa priva di misure preventive equivalenti e a rimedi non effettivi o non dissuasivi;
  • in mancanza di misure adeguate, la trasformazione in contratto a tempo indeterminato può costituire la sanzione idonea.

Come è indicizzato

Materielavoro a tempo determinatopubblico impiegoabuso di contratti a terminetutela contro la precarietàinterpretazione conforme e primato del diritto ue

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