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Ordinanza

Ordinanza n. 22/2026 - Campobasso, Sezione 1

per l'annullamento per la declaratoria dell’illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Termoli sull'istanza di localizzazione di edilizia agevolata e convenzionata ex art. 6 L.R. Molise n. 30/2009 e s.m.i. proposta con atto del 13.3.2014 nonché per l'accertamento del conseguente obbligo dell'Amministrazione di provvedere alla conclusione del procedimento amministrativo come sopra iniziato, previa assegnazione da parte del Giudice di apposito termine perentorio, con la nomina di un Commissario che proceda per il caso di reiterata inerzia dell'Amministrazione nel termine assegnato dal Giudice alla conclusione del procedimento.

Giustizia amministrativa201500152

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Molise - Campobasso, Sez. IOrdinanzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: istanza di proroga del termine assegnato al commissario ad acta per concludere il procedimento di localizzazione di edilizia agevolata e convenzionata

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (società privata)

Prevale il privato

La controversia

La società ricorrente aveva ottenuto una sentenza che imponeva al Comune di Termoli di concludere con un provvedimento espresso il procedimento di localizzazione di edilizia agevolata e convenzionata avviato ai sensi dell'art. 6 della legge regionale Molise n. 30/2009. A causa della perdurante inerzia dell'amministrazione, il TAR aveva nominato e successivamente sostituito più commissari ad acta. L'ultimo commissario, nominato con ordinanza n. 115 del 18 aprile 2025 e sottoposto a un termine di 90 giorni, ha chiesto una proroga di ulteriori 90 giorni, motivandola con le esigenze connesse all'incarico e alla complessità dell'attività da svolgere. La società ricorrente non si è opposta; il Comune, benché ritualmente evocato, non si è costituito.

La decisione

Il TAR ha accolto l'istanza del commissario ad acta e ha assegnato ulteriori 90 giorni per l'espletamento e l'ultimazione dell'incarico, decorrenti dalla comunicazione dell'ordinanza o, se anteriore, dalla sua notificazione. La proroga è stata ritenuta giustificata dalle ragioni rappresentate dal commissario, subentrato da poco nella procedura, e dalla complessità dell'incarico. Il TAR ha inoltre precisato che il compenso del commissario sarà determinato, sulla base dell'attività effettivamente svolta e risultante dalla relazione finale, secondo la disciplina del d.P.R. n. 115/2002.

Norme richiamate

  • art. 6 L.R. Molise n. 30/2009

    La disposizione costituisce la base normativa del procedimento di localizzazione di edilizia agevolata e convenzionata che il Comune era stato condannato a concludere con un provvedimento espresso.

  • artt. 57, 49 e segg., e 83 d.P.R. n. 115/2002

    La disciplina è richiamata per la determinazione del compenso spettante al commissario ad acta, da stabilire in relazione all'attività commissariale effettivamente svolta e documentata nella relazione finale.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, il giudice amministrativo può prorogare il termine assegnato al commissario ad acta quando le ragioni rappresentate risultino motivate e l'attività ancora da svolgere presenti profili di complessità, soprattutto se il commissario è subentrato da poco nell'incarico.
  • La proroga del termine per l'attività commissariale decorre dalla comunicazione dell'ordinanza che la dispone o, se anteriore, dalla notificazione della stessa.
  • Il compenso del commissario ad acta deve essere determinato in relazione all'attività concretamente espletata, quale risultante dalla relazione finale, secondo la disciplina delle spese di giustizia.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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