Cassazione Penale, Sentenza n. 6602/2022 del 23/02/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza di appello contestando principalmente l'erronea qualificazione giuridica dei fatti: per Massimiliano Grossi si denunciava la sussunzione come concussione (art. 317 c.p.) di condotte che avrebbero dovuto essere qualificate come abuso d'ufficio (art. 323 c.p.) e, quanto al capo 14), come istigazione alla corruzione (art. 322 c.p.) anziche' corruzione. Per entrambi gli imputati si deduceva la mancanza dell'elemento strutturale della concussione, cioe' l'abuso costrittivo (minaccia o coartazione reale), sostenendo che le vittime avrebbero acconsentito per calcolo economico o per situazioni di fatto non costrittive. Altre censure riguardavano presunte omissioni probatorie, travisamento delle prove e richieste di riqualificazione di reati connessi (falso, peculato, rapina, resistenza).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per motivi generici e manifestamente infondati. Ha pertanto confermato l'esito delle pronunce di merito: le conclusioni dei giudici di appello, che avevano ritenuto integrata la concussione e la responsabilità concorrente del Grossi in base alle intercettazioni, alle osservazioni e alla presenza materiale alle operazioni di carico, non sono state rimesse in discussione. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende. Inoltre Deleonibus e' stato condannato a rimborsare le spese di rappresentanza e difesa sostenute dalle parti civili (liquidate in euro 3.000 per ciascuna), oltre agli accessori di legge.
Norme richiamate
art. 317 cod. pen. (concussione)
La Corte richiama la giurisprudenza (Sez. U., Maldera e successive) e conferma che la concussione richiede un abuso costrittivo della qualita' dell'agente pubblico, che puo' manifestarsi anche in forma implicita o velata; l'accertamento deve valutare se la condotta ha determinato una coartazione della volonta' dell'extraneus in relazione all'antigiuridicita' del danno prospettato.
art. 323 cod. pen. (abuso d'ufficio)
Il reato e' distinto dalla concussione e costituisce fattispecie residuale: richiede l'abuso dei poteri nell'esercizio della funzione ma non la stessa intensita' di costrizione propria della concussione. La Corte evidenzia i rapporti ermeneutici tra abuso e concussione e che la mera asserzione di abuso non e' sufficiente a escludere la concussione quando dagli elementi concreti emerga la coartazione.
art. 319-quater cod. pen. (induzione alla corruzione)
Viene distinto dalla concussione: l'induzione e la corruzione per persuasione hanno carattere meno vincolante rispetto alla concussione; la Corte usa questo criterio per delimitare i confini tra persuasione/induzione e costrizione/abuso.
art. 318 cod. pen. (corruzione per l'esercizio della funzione)
La Corte valuta la qualita' della condotta contestata al capo 14) e ritiene che, per i fatti esaminati, sussista un accordo stabile e una condotta che puo' integrare corruzione per l'esercizio della funzione, non una mera istigazione, sulla base di osservazioni, intercettazioni e comportamento continuativo.
citazione giurisprudenziale: Sez. U. n. 12228 del 24/10/2013 (Maldera)
La sentenza Maldera e le successive pronunce sono utilizzate come parametro interpretativo per individuare le condizioni in cui la minaccia e l'abuso costrittivo possono essere impliciti o avere carattere 'morbido' ma comunque efficaci a limitare la liberta' di autodeterminazione della vittima.
Massime di principio
- Per distinguere concussione da abuso d'ufficio e' decisivo l'accertamento della coartazione della volonta' della vittima: la minaccia non deve essere necessariamente esplicita, puo' essere implicita o velata, ma deve risultare idonea a ingenerare timore e a produrre una scelta forzata dell'extraneus.
- La qualificazione come concussione richiede un giudizio complessivo sulle modalita' operative, sul contesto e sulle conseguenze prospettate dalla pubblica autorita'; la presenza materiale dell'extraneus e atti volti a precludere alternative reali alla vittima rafforzano la sussunzione nella concussione.
- Le argomentazioni difensive che propongono una riqualificazione in abuso d'ufficio devono confrontarsi con la ricostruzione fattuale motivata: non basta proporre una ricostruzione alternativa senza indicare specifici vizi di motivazione o errori logico-giuridici nelle valutazioni probatorie.
- Le intercettazioni, le osservazioni e la prova documentale (verbali, movimenti dei mezzi, presenza agli eventi) sono elementi che, se congruentemente valutati, possono dimostrare l'esistenza di un sistema organizzato e la consapevolezza dell'extraneus/privato rispetto all'abuso di potere.
- I ricorsi generici o basati su mera assertivita' dell'errore di diritto sono a rischio di inammissibilita'. Le censure devono essere specifiche e circostanziate, indicando dove la motivazione sia viziata o quali elementi probatori siano stati travisati.
- In presenza di condotte continuative e di contatti periodici tra pubblico ufficiale e privato, la giurisprudenza puo' ricostruire un accordo stabile sussumibile nel reato di corruzione per l'esercizio della funzione quando emerga asservimento duraturo e impegno a compiere una serie di atti funzionalmente collegati.
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