Cassazione Penale, Sentenza n. 16246/2022 del 27/04/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano il decreto con un unico motivo denunciando l'inosservanza dell'art. 24 del d.lgs. n. 159/2011 in relazione alla ritenuta sproporzione tra i redditi percepiti e il valore dell'immobile confiscato. Contestavano inoltre che la Corte d'appello avesse compiuto un'analisi parziale della documentazione, avesse travisato i fatti riguardanti la composizione del nucleo familiare e che le entrate familiari fossero comunque idonee, seppur con difficoltà, a sostenere le rate del mutuo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. I giudici di merito avevano accertato che l'immobile era stato acquistato nel 2004 per 68.000 euro con un mutuo, che nel 2008 era stata simulata la vendita della quota di Carbone alla moglie e che i redditi familiari risultavano irrisori e incompatibili con il pagamento delle rate. Le censure proposte in Cassazione sono state ritenute generiche e meramente fattuali, non configurando una specifica violazione di legge deducibile in questa sede. Sono state respinte le note difensive che non hanno scongiurato l'esito. I ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
d.lgs. n. 159/2011, art. 24
La norma è stata richiamata dai ricorrenti per contestare la misura di prevenzione patrimoniale per sproporzione tra redditi e patrimonio; i giudici di merito hanno ritenuto sussistente la sproporzione e la simulazione di atti (cessione della quota), legittimando la confisca. In sede di Cassazione è stato inoltre ribadito che possono essere esaminati solo vizi di diritto specificamente dedotti, non meri rilievi di fatto
Massime di principio
- In Cassazione vanno dedotte censure di diritto specifiche: rilievi generici o meramente infondati sui fatti sono inammissibili
- Nelle procedure di prevenzione patrimoniale la discrepanza tra valore dei beni e redditi dichiarati è elemento decisivo; trasferimenti sospetti tra coniugi o terzi possono essere qualificati come simulazione
- La prova della lecita provenienza dei beni grava sul proposto/ricorrente: bisogna fornire documentazione chiara e convincente per superare l'accertamento di sproporzione
- Le note difensive successive non possono trasformare un motivo fattuale in un valido motivo di diritto per Cassazione se il vizio principale rimane di fatto
- In caso di inammissibilità del ricorso sono ordinarie le condanne alle spese e, in materia di prevenzione, può essere disposta la sanzione alla Cassa delle ammende
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