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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2564/2022 del 24/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso il decreto della Corte d'appello di Genova che aveva ridotto la durata della misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno da 5 a 2 anni ma aveva confermato il resto della decisione del Tribunale. Il difensore deduceva carenza o apparente motivazione circa la pericolosità sociale e l'abitualità delinquenziale del proposto, rilevando che tra il 2013 e il 2020 non vi furono reati (salvo un furto nel 2019), che lo stesso aveva lavorato continuativamente dal 2014 e aveva beneficiato di misure alternative (affidamento in prova) con esito positivo; inoltre richiamava una precedente decisione della Corte di appello (4/12/2019) che limitava la pericolosità al periodo 2006-2013 e sosteneva che elementi prodotti (buste paga, dichiarazioni dei redditi, risarcimento danni) dimostravano l'episodicità dei fatti del maggio 2020.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché, nelle misure di prevenzione, il ricorso per cassazione è ammesso solo per violazione di legge e, nel caso, non sussisteva motivazione mancante o apparente. La Corte territoriale aveva valutato tutti gli elementi prodotti (lavoro, periodo senza reati, provvedimenti precedenti) ma li aveva ritenuti superati da altri fatti obiettivi: modus operandi professionale dei furti del 2020, uso di complici, collegamenti con ricettatori, redditi da lavoro modesti non compatibili con la dedizione ai furti, ripresa di un "vecchio lavoro illecito" dopo un periodo di quiescenza che la Corte ha ritenuto dovuta a misure coercitive. La Cassazione ha ritenuto che tali valutazioni fossero fondate e non ricomprendibili nella sola sindacabilità in sede di legittimità, ha rigettato il ricorso e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a una somma in favore della Cassa delle ammende per lite temeraria.

Norme richiamate

  • d.lgs. 159/2011, art. 10, comma 3

    Limita l'ammissione del ricorso per cassazione avverso i decreti sulle misure di prevenzione alla sola violazione di legge; la Cassazione ricorda che la censura sulla motivazione vale solo se mancante o apparente.

  • d.lgs. 159/2011, art. 1, comma 1, lett. b)

    Definisce la categoria dei soggetti cui può essere applicata la sorveglianza speciale: la Corte territoriale ha interpretato la norma ritenendo che l'abitualità nel delitto e il vivere anche in parte dei proventi illeciti possano essere desunti da elementi fattuali quali modus operandi, professionalità, recidiva e collegamenti con ricettatori.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 24/2019

    Richiamata dal ricorrente come interpretazione "tassativizzante" della categoria di cui all'art. 1 lett. b), la Corte di Cassazione ha ritenuto il richiamo generico e non ostativo alla valutazione concreta dell'abitualità operata dal giudice territoriale sulla base degli elementi di fatto.

Massime di principio

  • In materia di misure di prevenzione il ricorso per cassazione è ammissibile solo per violazione di legge; le valutazioni di merito e di fatto sulla pericolosità sociale sono sindacabili limitatamente alla mancanza o all'apparenza della motivazione.
  • La sussistenza dell'abitualità del reato può essere desunta da un quadro di elementi concreti: ripetizione o analogia di condotte, modus operandi professionale, uso di complici, rapporti con ricettatori, ed entità dei proventi in relazione ai redditi leciti.
  • Un precedente provvedimento favorevole (es. decisione su confisca o valutazione anteriore di pericolosità) non impedisce una nuova valutazione se sono intervenuti fatti successivi che modificano il quadro (nuovi reati commessi dopo la decisione).
  • Il periodo di quiescenza senza reati può essere interpretato come effetto di misure coercitive o alternative (custodia, affidamento in prova) e non esclude necessariamente la prognosi di pericolosità futura.
  • Elementi come lavoro continuativo, produzione di buste paga e risarcimento del danno attenuano la valutazione di rischio ma non la escludono se coesistono elementi indicativi di una dedizione abituale alinquilinato illecito.
  • Presentare ricorsi manifestamente infondati su questioni di fatto può comportare condanne alle spese e sanzioni per lite temeraria.

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