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Sentenza

Sentenza n. 607/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Bologna n. 380/2025, depositata e resa pubblica il 28.03.2025.

Giustizia amministrativa202501770

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Bologna che riconosceva alla ricorrente il bonus "carta del docente" per gli anni indicati nel ricorso

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Bologna n. 380/2025, passata in giudicato e notificata al Ministero dopo il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto per l'esecuzione. Ha chiesto l'attuazione della pronuncia e una somma a titolo di penalità di mora. Nel corso del giudizio, dopo la proposizione del ricorso, il Ministero ha documentato il pagamento del bonus "carta del docente" relativo agli anni controversi. La domanda di penalità di mora è stata contestata o comunque esaminata dal Collegio, che l'ha ritenuta infondata poiché la sentenza del giudice ordinario aveva già previsto la corresponsione della maggior somma tra interessi e rivalutazione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo che il pagamento intervenuto in corso di giudizio avesse integralmente soddisfatto la pretesa sostanziale della ricorrente. Ai fini della soccombenza virtuale, ha respinto la richiesta di penalità di mora, ritenendo equa la previsione contenuta nella sentenza ottemperanda della maggior somma tra interessi e rivalutazione, anche rispetto alla funzione prevista dall'art. 114, comma 4, c.p.a. Il Ministero è stato comunque condannato al pagamento delle spese del giudizio, liquidate in 400 euro, oltre spese generali e accessori, nonché alla restituzione del contributo unificato se versato, con distrazione in favore dei difensori.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La sopravvenuta piena soddisfazione della pretesa azionata determina la cessazione della materia del contendere.

  • art. 114, comma 4, c.p.a.

    La penalità di mora nell'ambito del giudizio di ottemperanza non è dovuta quando la sentenza da eseguire ha già previsto una maggior somma tra interessi e rivalutazione ritenuta equa dal giudice.

  • art. 114 c.p.a.

    La norma costituisce la base del giudizio di ottemperanza e dei relativi poteri esecutivi del giudice amministrativo.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, il pagamento o l'adempimento integrale intervenuto dopo la proposizione del ricorso determina la cessazione della materia del contendere quando soddisfa pienamente e puntualmente la pretesa sostanziale azionata.
  • La penalità di mora prevista dall'art. 114, comma 4, c.p.a. non è dovuta se la sentenza da eseguire ha già riconosciuto la maggior somma tra interessi e rivalutazione e tale misura è ritenuta equa dal giudice dell'ottemperanza.
  • Anche quando la materia del contendere cessa per sopravvenuto adempimento, le spese possono essere liquidate sulla base della soccombenza virtuale, ponendole a carico dell'amministrazione che ha adempiuto solo dopo la proposizione del ricorso.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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