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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35222/2022 del 21/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che dichiarava inammissibile l'istanza di revisione presentata da Petruzzelli avverso la condanna irrevocabile (12/07/2018) per il reato di ricettazione di 1805 litri di alcol proveniente da una rapina. Il ricorrente ha dedotto violazione di legge (artt. 630, 631, 632, 633, 634, 127 e 192 c.p.p.) e vizio di motivazione, sostenendo che la Corte distrettuale aveva errato ritenendo le due dichiarazioni di persone informate dei fatti non decisive o già note all'imputato, avendo la Corte anticipato la valutazione comparativa tra prove nuove e pregresse senza garantire il pieno contraddittorio e una nuova verifica complessiva del materiale probatorio in termini idonei a fondare un ragionevole dubbio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondati i motivi o inammissibili per carenza del requisito della decisività. Ha condiviso che le due dichiarazioni raccolte dalla difesa (di Giovanni Carriero e Vito Manduano) risultavano ictu oculi inconferenti e incapaci di scalfire il quadro probatorio che aveva portato alla condanna, posto che il prevenuto era stato ritenuto coinvolto anche nella gestione della consegna delle bottiglie e sollecitazione del venditore (emergenze intercettative). La Corte ha altresì richiamato il principio secondo cui non è possibile prosciogliere esclusivamente sulla base di una diversa valutazione delle prove già assunte e che la richiesta di revisione può essere dichiarata manifestamente infondata quando le nuove ragioni appaiono a prima vista inidonee a consentire un esito favorevole. Condanna del ricorrente alle spese e a una somma in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen.

    Norma che disciplina il reato di ricettazione, ossia il fatto per cui il ricorrente era stato condannato per aver concorso nella ricettazione di alcol di provenienza delittuosa.

  • art. 630 cod. proc. pen.

    Disciplina le prove nuove ai fini della revisione; la Corte ha valutato che le dichiarazioni prodotte dovevano essere esaminate alla luce del principio della decisività e della loro efficacia rispetto al precedente quadro probatorio.

  • art. 631 cod. proc. pen.

    Rilevato come parte della disciplina procedurale sulla revisione, evocata nel ricorso ma non decisiva nello specifico caso.

  • art. 632 cod. proc. pen.

    Richiamato tra le norme procedurali relative alla revisione; la Corte ha applicato i criteri di ammissibilità delle prove nuove.

  • art. 633 cod. proc. pen.

    Richiamato nella materia dell'istanza di revisione; utilizzato nel quadro della valutazione dell'ammissibilità.

  • art. 634 cod. proc. pen.

    Prevede l'inammissibilità per manifesta infondatezza dell'istanza di revisione; la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile ai sensi di tale norma ritenendo le ragioni addotte evidentemente inidonee a modificare l'esito del giudizio.

  • art. 637, comma 3, cod. proc. pen.

    Stabilisce che il giudice non può prosciogliere esclusivamente sulla base di una diversa valutazione delle prove già assunte nel precedente giudizio; la Corte ha richiamato questo principio per sottolineare che le nuove prove devono collocarsi al di fuori del quadro probatorio già valutato o essere manifestamente decisive.

  • art. 127 cod. proc. pen.

    Richiamato nel ricorso; parte della normativa processuale richiamata dal ricorrente nell'impugnazione.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamato nel ricorso; parte della disciplina processuale menzionata tra i motivi di doglianza.

  • artt. 391-bis e 391-ter cod. proc. pen.

    Norme che regolano l'acquisizione di dichiarazioni di persone informate dei fatti da parte del difensore; la Corte ha osservato che le dichiarazioni acquisite in tali forme erano state valutate come scarsamente attendibili e inidonee a mutare il giudizio di colpevolezza.

Massime di principio

  • La revisione basata su prove nuove richiede che le nuove prove siano potenzialmente decisive: se esse appaiono ictu oculi inconferenti rispetto al materiale già valutato, l'istanza può essere dichiarata manifestamente infondata.
  • Non è ammesso che il giudice pronunci il proscioglimento esclusivamente sulla base di una diversa rivalutazione delle prove già acquisite; le prove nuove devono collocarsi al di fuori del quadro probatorio già formato o essere tali da dimostrare in modo chiaro un errore.
  • Il giudice della revisione può effettuare una valutazione preliminare e sommaria di comparazione tra prove nuove e pregresse per verificare l'ammissibilità; un diniego de plano è legittimo quando l'inconferenza delle nuove prove è evidente.
  • La circostanza che le nuove prove fossero conoscibili prima del giudizio definitivo non esclude automaticamente la loro rilevanza ai fini della revisione, ma l'omessa acquisizione può incidere sulla credibilità e sulla valutazione della loro efficacia.
  • Il diritto al contraddittorio non impedisce che, in presenza di nuove prove manifestamente inidonee, la Corte dichiari l'istanza di revisione inammissibile senza ulteriori indagini, purché la decisione sia motivata e non manifestamente illogica.
  • In casi analoghi, la difesa deve mirare a produrre elementi nuovi che non si limitino a rielaborare o a contestare l'attendibilità delle prove già assunte, ma che introducano fatti o circostanze estranei al precedente quadro probatorio e idonei a generare un ragionevole dubbio.

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