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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42498/2023 del 18/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione in cassazione per presunta violazione dell'art. 6 della legge n. 401/1989 (commi 2-bis e 3) e carenza di motivazione: si censura che la convalida dell'obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria è intervenuta dopo solo 10 minuti dallo spirare del termine dilatorio di 48 ore dalla notifica del provvedimento del Questore, impedendo il pieno esercizio del diritto di difesa; inoltre si sosteneva che il GIP non avrebbe tenuto conto di due memorie difensive depositate dallo stesso giorno (pervenute alle ore 9:56 e 10:50), prima della convalida alle 11:10, e che mancava motivazione adeguata rispetto a tali deduzioni.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità. Pur ribadendo che la disciplina e la giurisprudenza riconoscono un termine minimo di 48 ore tra notifica del provvedimento e convalida per consentire l'effettiva interlocuzione, la Corte ha osservato che il ricorrente non ha descritto il contenuto delle memorie difensive né indicato quale argomento decisivo fosse contenuto in esse e non valutato dal GIP. Perciò il motivo risultava generico e inammissibile. In conseguenza è stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • legge 23 dicembre 1989, n. 401 (c.d. "Daspo")

    La Corte richiama il principio che tra la notifica del provvedimento del Questore e la convalida da parte del GIP deve intercorrere un termine minimo di 48 ore per permettere l'effettiva possibilità di difesa e la presentazione di memorie; il giudice della convalida deve considerare e, se necessario, confutare le deduzioni difensive per garantire l'effettività del diritto di difesa.

  • codice di procedura penale

    Articolo invocato per la condanna alle spese e all'ammenda (versamento alla Cassa delle ammende) a carico del ricorrente in caso di ricorso inammissibile.

Massime di principio

  • Il termine minimo di 48 ore tra notifica del provvedimento amministrativo cautelare (es. Daspo) e la convalida giurisdizionale è inteso a garantire un'effettiva possibilità di difesa: memorie e deduzioni presentate in tale arco temporale devono poter essere valutate dal giudice della convalida.
  • Se il ricorrente denuncia l'omessa valutazione di memorie difensive, in sede di impugnazione deve indicare espressamente il contenuto concreto delle memorie e spiegare perché tale contenuto avrebbe avuto rilevanza decisiva per la decisione; la mera affermazione dell'omessa valutazione è generica e conduce all'inammissibilità del ricorso.
  • La mancata considerazione di memorie difensive può rendere illegittimo il provvedimento di convalida, ma ciò deve essere dedotto in modo specifico e motivato: il rimedio impugnatorio richiede la dimostrazione della rilevanza sostanziale delle argomentazioni non valutate.
  • In sede di impugnazione in Cassazione è necessario costruire il motivo con precisione fattuale e giuridica (riportando testi di memorie o indicandone gli argomenti chiave) per superare il filtro di ammissibilità; l'omissione di tale obbligo espone al rigetto per genericità e alle conseguenze economiche previste dalla legge.

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