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Ordinanza

Ordinanza n. 579/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) n. 8365/2023

Giustizia amministrativa202310082

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIIOrdinanza istruttoriaAzione risarcitoria

Atto impugnato: sentenza del TAR Lazio che aveva definito il giudizio risarcitorio relativo a provvedimenti comunali successivamente annullati

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La società ha proposto appello avverso la sentenza del TAR Lazio n. 8365/2023, nell’ambito di una controversia risarcitoria avente a oggetto i danni asseritamente subiti in conseguenza di provvedimenti adottati da Roma Capitale e successivamente annullati dal Consiglio di Stato con sentenza n. 2469/2014. A sostegno della pretesa risarcitoria, la società ha prodotto una consulenza tecnica di parte, secondo la quale la commercializzazione di un complesso composto da 96 appartamenti aveva inizialmente registrato 16 promesse di acquisto, di cui 15 relative a immobili ancora da edificare; i provvedimenti comunali adottati nel giugno-luglio 2009 avrebbero determinato un forte scetticismo nei potenziali acquirenti e il conseguente blocco delle vendite. La consulenza ha inoltre indicato l’assenza di significative variazioni dei valori immobiliari fino al 2013, una successiva fase discendente del mercato, la ripresa dell’interesse nel 2014 e la necessità di ridurre i prezzi anche in ragione della situazione giuridica degli immobili. L’ordinanza rileva la necessità di verificare, con un accertamento tecnico indipendente, la sussistenza e la quantificazione del danno emergente e del lucro cessante, l’incidenza di eventuali fattori concausali autonomi e le condotte esigibili dalla società per evitare o ridurre il danno ai sensi dell’art. 1227, comma 2, c.c.

La decisione

Il Consiglio di Stato non ha definito la domanda risarcitoria, ma ha disposto un ulteriore incombente istruttorio mediante verificazione. In precedenza il Collegio aveva incaricato un professore di estimo di prima fascia del Dipartimento di Architettura dell’Università La Sapienza di Roma di esaminare le quantificazioni del danno emergente e del lucro cessante, gli eventuali fattori concausali autonomi — tra cui la riduzione dei valori del mercato immobiliare e interventi incidenti sull’area o su zone limitrofe — nonché le condotte idonee a contenere il danno, ai sensi dell’art. 1227, comma 2, c.c. Poiché l’Ateneo ha comunicato l’assenza di professori di prima fascia titolari dell’insegnamento di Estimo, il Collegio ha esteso la facoltà di individuazione del verificatore anche ai professori di seconda fascia titolari del medesimo insegnamento. La Segreteria è stata incaricata di trasmettere l’ordinanza al Direttore del Dipartimento, che dovrà individuare il verificatore. È stato assegnato il termine di 60 giorni dalla nomina per l’espletamento della verificazione. Le spese sono state riservate alla decisione definitiva.

Norme richiamate

  • art. 1227, comma 2, c.c.

    condotte che la parte appellante avrebbe potuto porre in essere per ridurre le conseguenze dannose lamentate

    Il giudice dispone che la verificazione accerti anche l’eventuale incidenza di condotte omissive o alternative della parte danneggiata suscettibili di ridurre il danno, ai fini della limitazione del risarcimento prevista dalla norma.

  • sentenza n. 2469/2014 del Consiglio di Stato

    È richiamata quale pronuncia che ha annullato i provvedimenti di Roma Capitale dai quali la società assume siano derivati i danni.

Massime di principio

  • Quando la quantificazione del danno risarcibile derivante da provvedimenti amministrativi annullati richiede specifiche competenze tecniche, il giudice amministrativo può disporre una verificazione affidandola a un esperto qualificato individuato presso un’istituzione universitaria.
  • La verificazione in materia risarcitoria può comprendere non solo la stima del danno emergente e del lucro cessante, ma anche l’accertamento dell’incidenza di fattori concausali autonomi e delle condotte che il danneggiato avrebbe potuto adottare per ridurre le conseguenze pregiudizievoli.
  • Qualora l’istituzione indicata dal giudice non disponga di professori di prima fascia titolari della specifica disciplina richiesta, l’incarico di verificatore può essere affidato a professori di seconda fascia titolari del medesimo insegnamento, se ritenuti adeguatamente qualificati.
  • Nello svolgimento della verificazione deve essere assicurata la partecipazione delle parti processuali, anche mediante l’assistenza di propri tecnici, nel rispetto del contraddittorio istruttorio.

Come è indicizzato

MaterieIstruttoria processualeDanno da provvedimento illegittimoPerdita di chance e quantificazione del danno
RamiProcesso amministrativoResponsabilità della pubblica amministrazione
IstitutiIncompetenza

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