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Cassazione Civile, Ordinanza n. 22519/2024 del 08/08/2024

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia trae origine dalla cessazione/revoca dell'incarico di direzione generale di un dipartimento regionale conferito a un dirigente esterno alla Regione. Il ricorrente sosteneva che l'incarico dovesse essere ricondotto alla disciplina generale dell'art. 19 del d.lgs. n. 165 del 2001, come modificato dal d.lgs. n. 150 del 2009, con conseguente incompatibilità e abrogazione implicita della normativa regionale sullo spoil system; in particolare contestava l'applicazione della normativa regionale che prevede la cessazione degli incarichi apicali in caso di mutamento politico. Deduceva inoltre che il proprio incarico non fosse apicale/fiduciario ma di natura tecnico-gestionale, quindi sottratto allo spoils system, che il richiamo alla disciplina regionale fosse inconferente perché egli era soggetto esterno al ruolo regionale, e che il contratto individuale limitasse il recesso della Regione ai soli casi ivi previsti. Il ricorso per cassazione articolava varie censure per violazione e falsa applicazione di norme statali e regionali, contestando sia la qualificazione giuridica dell'incarico sia la legittimità della revoca automatica all'esito del mutamento politico.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto, in continuità con precedenti già consolidati, che la disciplina regionale sullo spoils system degli incarichi dirigenziali generali non sia incompatibile con l'art. 19 del d.lgs. n. 165 del 2001, come novellato, purché l'accertamento in concreto confermi che si tratti di incarico apicale e fiduciario. Ha condiviso la valutazione della Corte territoriale secondo cui il capo dipartimento regionale svolge funzioni di coordinamento, direzione, organizzazione generale del dipartimento e assistenza agli organi politici, pur potendo anche svolgere compiti gestionali; ha inoltre ritenuto coerente l'accertamento che la procedura di selezione fosse caratterizzata da ampia discrezionalità, senza graduatoria né previa valutazione comparativa di una commissione, elementi compatibili con la natura fiduciaria dell'incarico. È stata infine esclusa rilevanza alle clausole del contratto individuale incompatibili con la disciplina normativa sopravveniente o integrativa. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato alle spese di legittimità, con distrazione in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 360, n. 3, cod. proc. civ.

    norma processuale invocata per denunciare violazione o falsa applicazione di legge nel ricorso per cassazione.

  • art. 19 d.lgs. n. 165 del 2001

    la novella del 2009 ha procedimentalizzato il conferimento degli incarichi dirigenziali, ma non esclude di per sé rapporti fiduciari per incarichi apicali; la disciplina non è incompatibile con lo spoils system degli incarichi dirigenziali generali regionali, nei limiti del controllo di legittimità costituzionale.

  • d.lgs. n. 150 del 2009

    ha inciso sull'art. 19 del d.lgs. n. 165 del 2001 introducendo una procedura selettiva comparativa, senza però eliminare la possibilità di incarichi fiduciari apicali revocabili secondo il meccanismo dello spoils system.

  • art. 10, comma 2, lett. b), legge Regione Calabria n. 31 del 2002

    norma regionale ritenuta applicabile dalla Corte, non incompatibile con la disciplina statale sopravvenuta, per gli incarichi dirigenziali generali regionali.

  • artt. 16 e 17 d.lgs. n. 165 del 2001

    richiamati dal ricorrente per sostenere l'erronea qualificazione dell'incarico; la Corte non ha accolto la censura.

  • artt. 3, 25, 26 e 30 legge Regione Calabria n. 7 del 1996

    disciplinano l'organizzazione dei dipartimenti regionali e le funzioni dei dirigenti generali; la Corte li interpreta nel senso che il capo dipartimento è organo apicale con funzioni di coordinamento e organizzazione generale, compatibili con la revocabilità fiduciaria.

  • art. 8 legge Regione Calabria n. 31 del 2002

    richiamato dal ricorrente nell'ambito delle censure normative regionali; la Corte non ne valorizza un effetto di abrogazione o incompatibilità.

  • artt. 11, 12, 13, 14, 17 e 28 legge Regione Calabria n. 7 del 1996

    richiamati dal ricorrente; la Corte, con particolare riferimento all'art. 28, ribadisce che il dirigente generale capo dipartimento ha funzioni di coordinamento, direzione e organizzazione generale, anche a supporto dell'indirizzo politico-amministrativo.

  • artt. 3, 4 e 5 del contratto individuale di lavoro

    le pattuizioni individuali non possono escludere l'applicazione di regole normative imperative sullo spoils system, che integrano il contratto e prevalgono su clausole difformi.

  • art. 97 Cost.

    richiamato attraverso la giurisprudenza costituzionale per affermare che la revocabilità automatica è incompatibile con i principi di buon andamento e imparzialità solo se riferita a incarichi non apicali e non fiduciari, ma può essere ammissibile per posizioni apicali di collaborazione con l'organo politico.

  • art. 28, comma 2, lett. a), legge Regione Calabria n. 7 del 1996

    attribuisce al capo dipartimento la funzione di coordinare e dirigere il dipartimento, assicurando l'unitarietà di azione e assistendo gli organi di direzione politica.

  • art. 28, comma 2, lett. b), legge Regione Calabria n. 7 del 1996

    attribuisce il potere di organizzazione generale del dipartimento e di adozione degli atti conseguenti secondo i principi di legge e le direttive politiche.

  • D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater

    richiamato nel dispositivo per l'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato in caso di rigetto dell'impugnazione.

Massime di principio

  • La disciplina dello spoils system può operare anche per incarichi dirigenziali generali regionali quando la posizione sia apicale, fiduciaria e strettamente connessa all'attuazione dell'indirizzo politico-amministrativo, senza violare automaticamente l'art. 97 Cost.
  • La riforma dell'art. 19 d.lgs. n. 165 del 2001 ha introdotto una procedimentalizzazione della scelta dirigenziale, ma la presenza di una selezione comparativa non esclude, di per sé, la natura fiduciaria dell'incarico se la scelta finale rimane rimessa all'organo politico con ampia discrezionalità.
  • Per qualificare un incarico come sottratto o meno allo spoils system non basta isolare singoli compiti tecnici o gestionali: occorre guardare alla struttura complessiva delle funzioni, alla posizione nell'organizzazione amministrativa e al rapporto di collaborazione con gli organi politici.
  • Le clausole del contratto individuale non possono derogare a norme imperative che disciplinano la cessazione o revoca degli incarichi pubblici; la disciplina legale integra il contratto e prevale su eventuali pattuizioni incompatibili.
  • L'accertamento della natura fiduciaria o apicale dell'incarico e della concreta procedura di conferimento è rimesso al giudice di merito ed è coerente con la legittimità dello spoils system solo se la selezione non si traduce in una vera graduatoria comparativa vincolante.
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Come è indicizzato

MaterieDirigentiImpugnazioni
RamiLavoroProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiBuona fede e correttezzaOnere della prova

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