Cassazione Penale, Sentenza n. 449/2023 del 10/01/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Contino, detenuto in regime differenziato ex art. 41-bis, aveva proposto reclamo chiedendo che la Direzione dell'istituto adottasse adeguamenti tecnici sugli impianti di ricezione e sul telecomando per consentirgli la visione di canali televisivi aggiuntivi (TV8, Focus, Canale 34 e altri). Il Magistrato di sorveglianza di Sassari aveva accolto il reclamo disapplicando le disposizioni della circolare DAP del 2 ottobre 2017 e del regolamento interno, ordinando misure tecniche entro 90 giorni. Hanno quindi impugnato tale ordinanza la Casa circondariale, il D.A.P. e il Ministero della Giustizia, sostenendo in particolare l'inammissibilità della tutela giurisdizionale (le questioni riguarderebbero modalità di esercizio del diritto e prerogative discrezionali dell'Amministrazione) e la legittimità delle deroghe al principio di parità di trattamento in regime 41-bis per ragioni di controllo dei flussi informativi.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo di ricorso, affermando che il magistrato di sorveglianza deve preliminarmente qualificare lo strumento giuridico attivato e verificare se la pretesa rilevi come situazione di diritto soggettivo (ai sensi dell'art. 69, comma 6, lett. b), Ord. Pen.). Se manca tale situazione di diritto, il reclamo deve essere qualificato come generico ai sensi dell'art. 35, comma 1, n. 5, Ord. Pen., e la tutela giurisdizionale non è esperibile. La Corte ha quindi annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e la precedente del Magistrato di sorveglianza del 28/09/2021, ritenendo che quest'ultimo avesse pronunciato oltre i limiti della giurisdizione.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, n. 5, Ordinamento Penitenziario
art. 35, comma 1, n. 5, Ord. Pen.
I reclami generici che non rientrano nelle previsioni di legge in tema di tutela giurisdizionale sono inammissibili; se la pretesa non riguarda un diritto soggettivo ma le modalità del suo esercizio, il reclamo va qualificato come generico e la giurisdizione non opera
art. 69, comma 6, lett. b), Ordinamento Penitenziario
art. 69, comma 6, lett. b), Ord. Pen.
Il magistrato di sorveglianza deve verificare preliminarmente se, rispetto alla pretesa dedotta, sussista una situazione di diritto soggettivo correlabile alla condotta dell'Amministrazione; questa qualificazione è condizione di ammissibilità del reclamo
art. 41-bis, Ordinamento Penitenziario
Il regime differenziato 41-bis autorizza misure restrittive e deroghe al principio di parità di trattamento per esigenze di sicurezza e controllo dei flussi informativi esterni; tali prerogative amministrative possono incidere sulle modalità di esercizio di alcuni diritti
Circolare DAP del 2 ottobre 2017
Circolare DAP 2 ottobre 2017
La circolare individua i canali televisivi autorizzati e disciplina le modalità di fruizione da parte dei detenuti; il Magistrato di sorveglianza non poteva disapplicare tali disposizioni qualora la richiesta non configurasse un diritto soggettivo
Regolamento interno del reparto
Regolamento interno del reparto (istituto)
Le disposizioni regolamentari interne disciplinano modalità operative e di sicurezza del reparto; possono legittimamente limitare alcune richieste di fruizione di servizi se rientrano nelle prerogative amministrative
art. 666, comma 2, cod. proc. pen.
art. 666, comma 2, cod. proc. pen.
Riferita dalla giurisprudenza citata: consente la declaratoria d'inammissibilità de plano di reclami giurisdizionali che siano manifestamente infondati o inammissibili, come reclami aventi natura generica
Massime di principio
- Se la richiesta del detenuto concerne la modifica delle modalità di fruizione di servizi (es. attivazione di canali TV aggiuntivi) e non l'esistenza di un diritto soggettivo, il reclamo davanti al magistrato di sorveglianza può essere qualificato come generico e risultare inammissibile.
- Il magistrato di sorveglianza deve sempre procedere a una verifica preliminare della natura della pretesa: determinare se sussiste un diritto soggettivo effettivo (ai sensi dell'art. 69, comma 6, lett. b) Ord. Pen.) è condizione di giurisdizione.
- In regime 41-bis le limitazioni alla parità di trattamento possono essere legittime per esigenze di sicurezza e controllo dei flussi informativi, e rientrano nella discrezionalità amministrativa; le questioni meramente tecniche o organizzative sono tipicamente sottratte alla giurisdizione penale di sorveglianza.
- Prima di proporre reclamo giurisdizionale su questioni afferenti modalità di trattamento, il detenuto dovrebbe indicare elementi che dimostrino la lesione di un diritto soggettivo concreto (es. violazione grave di diritti fondamentali) per evitare l'inammissibilità del ricorso.
- Se l'oggetto della controversia attiene a regolamenti interni o circolari amministrative, la via amministrativa o eventuali rimedi specifici possono essere più appropriati rispetto al reclamo giurisdizionale, salvo che sia dimostrabile un diritto soggettivo leso.
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