Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4896/2024 del 02/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore impugnava l'ordinanza del Tribunale di Pesaro che, in sede di convalida dell'arresto eseguito il 15 marzo 2023 per violazione dell'art. 13, comma 13, d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, non aveva convalidato l'arresto e aveva disposto la liberazione. La contestazione centrale riguardava l'interpretazione della norma: il Procuratore sosteneva che l'art. 13, comma 13, sanziona non solo il reingresso illegale ma anche la permanenza oltre i limiti imposti dall'ordine di espulsione e dalle eventuali autorizzazioni (quali quelle rilasciate ai sensi dell'art. 17), trattandosi di fattispecie a natura permanente; pertanto, alla scadenza dell'autorizzazione la permanenza di Xhimi nel territorio nazionale integrava il reato e giustificava l'arresto operato dalla polizia giudiziaria.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, osservando che il giudice di convalida deve limitarsi a valutare la liceità e la ragionevolezza dell'operato della polizia giudiziaria sulla base degli elementi conosciuti al momento, senza procedere a una definitiva qualificazione della responsabilità penale. Il Tribunale di Pesaro aveva invece compiuto una valutazione di merito ritenendo inesistente il fumus commissi delicti basandosi su una specifica interpretazione della compatibilità tra gli artt. 13 comma 13 e 17 del d.lgs. n. 286/1998. La Corte ha ricordato che esiste una interpretazione altrettanto plausibile (richiamata in precedenti) secondo cui la permanenza oltre il termine dell'autorizzazione ex art. 17 può integrare il delitto di cui all'art. 13, comma 13, e quindi l'arresto appariva ragionevole. Ne è conseguito l'annullamento senza rinvio dell'ordinanza impugnata e, valutate le condizioni di legge, la convalida dell'arresto di Qari Xhimi.

Norme richiamate

  • d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 - art. 13, comma 13

    La Corte interpreta la norma come idonea a sanzionare non solo il reingresso illegale ma anche la permanenza nel territorio dello Stato oltre i limiti imposti dall'ordine di espulsione o da autorizzazioni temporanee; si tratta di fattispecie a natura permanente che può quindi giustificare l'arresto quando la permanenza continua oltre il termine autorizzato risulti prima facie dagli elementi noti agli operanti.

  • d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 - art. 17

    L'autorizzazione prevista dall'art. 17 ha la funzione di sospendere temporaneamente l'efficacia dell'ordine di espulsione fino alla scadenza indicata; tuttavia, la Corte segnala che il superamento del termine dell'autorizzazione non esclude di per sé la configurabilità del reato previsto dall'art. 13, comma 13.

  • d.lgs. 25 luglio 1998 - art. 13, comma 13-ter

    Riferimento procedurale richiamato nel ragionamento: una volta scaduta l'autorizzazione, la situazione apparente poteva rendere obbligatorio l'arresto ai sensi delle norme procedurali richiamate (art. 13, comma 13-ter nel testo di riferimento).

  • Codice di procedura penale - art. 386, comma 3

    Richiamato come termine procedurale che il giudice di convalida deve verificare: il giudice deve accertare il rispetto dei termini procedurali previsti per la convalida dell'arresto.

  • Codice di procedura penale - art. 390, comma 1

    Altro riferimento ai termini da osservare nella fase di convalida dell'arresto; il giudice deve valutare l'operato della polizia giudiziaria secondo il parametro della ragionevolezza basandosi sugli elementi all'epoca noti.

  • Codice di procedura penale - artt. 380 e 381

    Gli artt. 380 e 381 sono richiamati per delimitare l'ambito dei reati che, in presenza di flagranza o fatti apparenti, possono giustificare l'arresto e la convalida; il giudice di convalida valuta l'ipotizzabilità di tali reati senza decidere sulla responsabilità.

Massime di principio

  • Nel giudizio di convalida dell'arresto il giudice è vincolato a verificare i termini procedurali e la ragionevolezza dell'operato della polizia giudiziaria sulla base degli elementi conosciuti al momento, senza procedere a una valutazione di merito sulla responsabilità o sulla gravità indiziaria.
  • La permanenza nello Stato oltre il termine di una autorizzazione temporanea concessa ex art. 17 può integrare il reato di cui all'art. 13, comma 13, d.lgs. n. 286/1998: la fattispecie è di natura permanente e si realizza con la continuazione della condotta illecita.
  • Se dalla situazione apparente emerge, in modo non manifestamente irragionevole, che la condotta rientra nella fattispecie penalmente rilevante, l'arresto operato dalla polizia giudiziaria deve essere ritenuto convalidabile.
  • Il giudice di merito che, in sede di convalida, estenda il proprio controllo a interpretazioni giuridiche definitive della fattispecie commette un vizio: in presenza di interpretazioni plausibili contrastanti, deve limitarsi a valutare la ragionevolezza dell'intervento cautelare.
  • La Cassazione può annullare senza rinvio l'ordinanza di non convalida quando ritenga che, alla luce degli elementi incontestati e delle interpretazioni giuridiche plausibili, l'arresto debba essere convalidato.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.