Cassazione Civile, Sentenza n. 18415/2023 del 28/06/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione in cassazione della sentenza d'appello che aveva confermato il licenziamento per giusta causa inflitto a De Fonzo (dirigente responsabile della Direzione Capitale Sociale). Il ricorso articolava tre censure principali: 1) violazione delle regole probatorie (art. 116 c.p.c., artt. 2727 e 2729 c.c.), accusando la Corte d'appello di aver fatto un uso errato delle prove atipiche e del ragionamento presuntivo; 2) illegittimità del licenziamento per mancanza di giusta causa e vizi procedurali (art. 2119 c.c. e disciplina sul procedimento disciplinare); 3) violazione del principio di tempestività della contestazione disciplinare ex art. 7 dello Statuto dei Lavoratori.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse correttamente valutato il materiale probatorio (documentale e dichiarativo), che le dichiarazioni di terzi avevano ruolo sussidiario e non costitutivo unico della prova, e che non risultava un uso illegittimo del ragionamento presuntivo. I motivi che sollevavano vizi di illiceità del licenziamento e di tardività della contestazione sono stati giudicati, in massima parte, come mera rivisitazione dei fatti o inammissibili perché non specifici: la tempestività della contestazione è stata valutata alla luce della complessità delle indagini interne e dell'intervento di autorità esterne (Consob). Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese di giudizio di legittimità, con liquidazione degli onorari e indicazione del contributo unificato dovuto.
Norme richiamate
art. 116 c.p.c.
Richiamato in relazione al potere del giudice di valutare le prove; la Cassazione conferma che l'apprezzamento prudente delle risultanze probatorie è riservato al giudice del merito salvo violazioni di legge.
art. 2729 c.c.
Disciplina le presunzioni, richiedendo indizi "gravi, precisi e concordanti"; la Corte ha ricordato che la presunzione deve essere adeguatamente motivata e che non risultano nella sentenza in esame presunzioni illegittime o fondate su elementi che manchino dei requisiti richiesti.
art. 2727 c.c.
Rilevante nella parte che considera il valore probatorio delle scritture private e delle dichiarazioni: la Cassazione ricorda la natura atipica e in parte indiziaria delle scritture di terzi, valorizzabili insieme ad altri elementi probatori.
art. 2119 c.c.
Norma sul licenziamento per giusta causa; la Corte ha ritenuto che, posto che la maggior parte delle contestazioni fosse stata ritenuta fondata dai giudici di merito, non sussistessero vizi di motivazione tali da rendere illegittimo il licenziamento.
art. 7 legge n. 300/1970 (Statuto dei Lavoratori)
Norma sulla contestazione disciplinare e tempestività: la Corte ha confermato che il principio di immediatezza è relativo e può tollerare intervalli più lunghi quando le indagini siano complesse e quando vi sia l'intervento di attività ispettive esterne.
art. 414 e segg. c.p.c.
Richiamati per il mutamento del rito e la prosecuzione del giudizio nelle forme del rito speciale del lavoro; uso procedurale richiamato nelle fasi di merito.
art. 360 c.p.c. (comma primo, nn. 3 e 5)
Regole di ammissibilità del ricorso per cassazione; la Corte applica i limiti al sindacato di merito, distinguendo vizi di diritto (n.3) da una mera diversa valutazione del fatto (n.5) non sindacabile se non nei ristretti limiti indicati.
art. 13 D.P.R. n. 115/2002 (comma 1-bis)
Richiamato rispetto al contributo unificato: la Corte segnala l'obbligo di versamento dell'ulteriore importo in caso di determinate condizioni di rito.
D.M. n. 147/2022
Richiamato per la liquidazione delle spese di giudizio in cassazione.
Massime di principio
- La valutazione della prova è riservata al giudice di merito: la Cassazione non riesamina i fatti se la critica si limita a proporre una diversa lettura delle prove invece di indicare violazioni di legge specifiche.
- Le scritture private o dichiarazioni di terzi hanno natura atipica e valore essenzialmente indiziario: possono però concorrere a formare convincimento se integrate e corroborate da altri elementi documentali.
- Per fondare una presunzione valida occorrono indizi 'gravi, precisi e concordanti' (art. 2729 c.c.); il ricorso per cassazione può censurare la violazione della norma quando il giudice abbia fondato la presunzione su elementi privi di tali caratteri.
- Il principio di immediatezza della contestazione disciplinare è relativo: nei casi di indagini complesse o di accertamenti derivanti da ispezioni esterne (es. Consob), un intervallo temporale tra fatti e contestazione può essere compatibile con la legittimità del licenziamento.
- La censura in cassazione deve essere specifica e individuare dove la motivazione di merito si sarebbe sottratta all'applicazione della norma; critiche generiche o nuove rivalutazioni dei fatti sono inammissibili.
- Il datore di lavoro può attendere elementi probatori più completi prima di contestare formalmente, soprattutto quando l'accertamento richiede analisi complesse o coinvolge controlli esterni, fermo restando il divieto di abuso.
- Le questioni procedurali (mutamento del rito, sospensione cautelare, oneri probatori) devono essere specificamente censurate in grado di merito per poterne dedurre profili di illegittimità in cassazione.
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