Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 469/2026 - Latina, Sezione 1

per l'annullamento - del diniego n. 180 del 17/10/16 con cui il Comune di Sabaudia ha respinto la domanda di sanatoria edilizia presentata il 12/03/04 con prot. n. 5840 fascicolo n. 59; - se del caso, della nota della Regione Lazio - Dipartimento Territorio, Direzione Regionale Territorio e 1 Urbanistica, Area D2 2B 12 - Legislativo Contenzioso e Vigilanza prot. n. 184307 del 28.10.2005.

Giustizia amministrativa201700108

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di sanatoria edilizia, successivamente annullato d’ufficio dal Comune

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato il diniego con cui il Comune di Sabaudia aveva respinto una domanda di sanatoria edilizia, deducendo i vizi dell’atto indicati nel ricorso, il cui contenuto specifico non è riportato nel testo. È stato inoltre impugnato, ove occorrente, un atto della Regione Lazio avente natura endoprocedimentale. Nel corso del giudizio i ricorrenti hanno depositato il provvedimento comunale con cui il diniego è stato annullato in autotutela ai sensi dell’art. 21-nonies l. n. 241/1990.

La decisione

Il TAR ha rilevato che il Comune, con il provvedimento successivo, ha annullato in autotutela il diniego impugnato. Il giudice ha qualificato correttamente tale atto come annullamento d’ufficio ex art. 21-nonies l. n. 241/1990, nonostante fosse denominato “revoca”, poiché le ragioni e gli effetti erano propri dell’annullamento d’ufficio. L’eliminazione del diniego ha integralmente soddisfatto l’interesse dei ricorrenti e ha determinato la cessazione della materia del contendere. L’atto regionale è stato ritenuto endoprocedimentale e non lesivo. Le spese sono state dichiarate irripetibili, in considerazione dell’evoluzione della vicenda e del repentino annullamento in autotutela dell’atto impugnato.

Norme richiamate

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    Il provvedimento comunale, benché denominato “revoca”, è stato qualificato come annullamento d’ufficio in ragione delle sue ragioni e dei suoi effetti.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato nel provvedimento in relazione alla trattazione della causa, senza una specifica interpretazione nel merito.

Massime di principio

  • La qualificazione giuridica di un provvedimento amministrativo dipende dal suo contenuto sostanziale, dalle ragioni poste a fondamento e dagli effetti prodotti, non dalla denominazione formale utilizzata dall’amministrazione.
  • L’annullamento d’ufficio del provvedimento impugnato, quando soddisfa integralmente l’interesse sostanziale del ricorrente, determina la cessazione della materia del contendere.
  • Un atto endoprocedimentale privo di autonoma lesività non è direttamente impugnabile, se la lesione dell’interesse del privato deriva soltanto dal provvedimento conclusivo.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioAutotutelaInvalidità del provvedimentoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.