Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42666/2023 del 19/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione del decreto di confisca di prevenzione emesso dalla Corte d'appello di Napoli che aveva: accertato la pericolosità sociale generica di Salvatore Perrella (art. 1, comma 1, lett. b) e c), d.lgs. n. 159/2011); ritenuto sproporzione tra redditi/redditi familiari e valore di immobili e quote societarie intestati, per presunta fittizia interposizione, a moglie e figli; ordinato la confisca per mancata dimostrazione della legittima provenienza. I ricorrenti deducono: violazione del principio di legalità perché la fattispecie di pericolosità generica sarebbe stata delineata in modo tassativo solo dopo la sentenza CEDU De Tommaso (e la successiva giurisprudenza); contestano altresì la mancanza di indizi sufficienti per ricondurre i beni al proposto, l'inversione dell'onere della prova, l'errata valutazione delle prove di provenienza (provvista dal suocero Domenico Franchini), omissione nell'assunzione di testimonianze e carenze motivazionali.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto i ricorsi. Ha dichiarato inammissibile la memoria difensiva depositata oltre il termine dei cinque giorni previsti dall'art. 611 c.p.p. e, nel merito, ha ritenuto infondati i profili relativi alla presunta carenza di base legale per l'accertamento della pericolosità generica, affermando che la giurisprudenza di legittimità aveva già fornito prima della pronuncia De Tommaso parametri interpretativi idonei e che la successiva giurisprudenza ha rafforzato tale definizione. Ha puntualizzato che la materia della confisca di prevenzione, incidendo sul diritto di proprietà (art. 1 Prot. add. CEDU), può trovare legittimità anche sulla base di un'interpretazione uniforme e consolidata della norma anteriore al fatto. Quanto ai terzi intestatari, la Corte ha ritenuto adeguata la motivazione del giudice di merito in ordine all'assenza di autonome e sufficienti disponibilità economiche dei familiari e ha escluso aporia tale da integrare vizio di motivazione censurabile in cassazione. Condanna alle spese.

Norme richiamate

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (codice antimafia)

    Art. 1, comma 1, lett. b) e c) richiamato come fondamento della pericolosità sociale generica e della confisca di prevenzione; interpretato in questo caso alla luce di una costante giurisprudenza che ha delineato i parametri applicativi anche per fatti anteriori alla pronuncia De Tommaso.

  • art. 611 cod. proc. pen.

    Fissazione del termine di deposito della memoria difensiva (cinque giorni antecedenti l'udienza); il deposito oltre tale termine è stato escluso dalla valutazione.

  • art. 172 cod. proc. pen.

    Regole di computo del termine di cui all'art. 611; richiamato per motivare l'inammissibilità della memoria tardiva.

  • art. 10 e art. 27 d.lgs. n. 159/2011

    Limiti del ricorso per cassazione nel procedimento di prevenzione: ammesso solo per violazione di legge, sostanziale o processuale; la Corte ha applicato questo criterio per escludere censure di merito.

  • art. 25 Cost. e art. 7 CEDU

    Richiamati per distinguere la disciplina penale (per la quale la predeterminazione è più stringente) dalla materia della prevenzione, ove la predeterminazione può essere assicurata anche tramite interpretazione giurisprudenziale costante.

  • art. 1 Protocollo addizionale CEDU

    Tutela del diritto di proprietà: la Corte riconosce la necessità di una base legale idonea per le misure che incidono sul diritto di proprietà ma ammette che essa possa desumersi anche da interpretazione giurisprudenziale uniforme.

  • Corte EDU, De Tommaso v. Italia (23/02/2017)

    Richiamata nella controversia: i ricorrenti sostenevano che la definizione tassativa della pericolosità sia derivata da questa sentenza; la Cassazione ha però ritenuto che la giurisprudenza interna aveva già progressivamente delineato i parametri applicativi.

  • Corte costituzionale, sentenza n. 24 del 2019

    Richiamata dalla difesa come indice che la determinazione 'tassativizzante' sarebbe successiva a De Tommaso; la Cassazione interpreta la pronuncia della Consulta come una ricognizione di un percorso giurisprudenziale pluriennale che già antecedeva De Tommaso.

Massime di principio

  • La confisca di prevenzione può essere fondata su un'interpretazione giurisprudenziale consolidata della norma anche se tale interpretazione si è evoluta nel tempo: non è necessario che la 'tassativizzazione' sia già avvenuta formalmente al momento dei fatti, purché esista una giurisprudenza costante che abbia delineato i parametri applicativi.
  • Nei procedimenti di prevenzione le esigenze di predeterminazione della norma (più stringenti in materia penale) sono mitigate: l'interferenza con il diritto di proprietà richiede una base legale, ma questa può emergere anche da un'interpretazione uniforme e consolidata della legge.
  • In sede di cassazione nei procedimenti di prevenzione è consentita la censura soltanto per violazione di legge o per carenza/assenza di motivazione nei termini processualmente rilevanti; contestazioni pure di merito sull'apprezzamento probatorio non sono normalmente sindacabili.
  • Per i terzi intestatari di beni oggetto di confisca, l'onere di provare la lecita provenienza e l'autonoma capacità economica resta importante: la semplice produzione di documenti non impedisce al giudice di valutare la plausibilità e coerenza complessiva delle prove e di escludere la mera interposizione.
  • Il rispetto dei termini processuali (es. deposito memorie) è essenziale: documenti o memorie depositate fuori termine possono essere disattesi e pregiudicare le difese.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.