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Ordinanza

Ordinanza n. 174/2026 - Palermo, Sezione 2

Giustizia amministrativa202600439

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Avviso pubblico per la progressione verticale di personale dall’Area degli Assistenti all’Area dei Funzionari, nonché le disposizioni regolamentari e gli atti applicativi relativi al computo dell’esperienza professionale e al riconoscimento di un titolo di abilitazione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (assessorato regionale)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare, l’avviso pubblico regionale per la progressione verticale di complessive 296 unità dall’Area degli Assistenti all’Area dei Funzionari, nella parte in cui prevedeva che, ai fini del calcolo dell’esperienza professionale, rilevasse la sola decorrenza economica dell’inquadramento. Sono stati inoltre impugnati il regolamento regionale sui criteri di valutazione delle progressioni verticali in deroga, le FAQ e FAQ integrative, gli atti di differimento e rettifica dell’avviso, la circolare tecnico-operativa, il modulo telematico di domanda e gli atti connessi. Il ricorrente ha chiesto che l’amministrazione consentisse la sua partecipazione alla procedura, computando l’anzianità a decorrere dal 31 dicembre 2008 e valorizzando un titolo di abilitazione. Il TAR ha rilevato anche possibili profili di inammissibilità, poiché le censure non sembravano rivolte contro clausole immediatamente escludenti. In sede cautelare, ha comunque esaminato sommariamente il fumus boni iuris, ritenendolo insufficiente: il requisito dell’esperienza richiesto dal bando presuppone l’effettivo svolgimento del servizio e il titolo di abilitazione di cui il ricorrente chiedeva il riconoscimento risultava, allo stato, privo di prova, anche quanto alle modalità del suo conseguimento.

La decisione

Il TAR, ai sensi dell’art. 55 c.p.a., ha respinto la domanda cautelare. Il giudice ha ritenuto che, allo stato degli atti e con il sommario esame proprio della fase cautelare, mancasse un sufficiente fumus boni iuris. In particolare, ha affermato che l’esperienza professionale richiesta dalla procedura deve riferirsi all’effettivo svolgimento del servizio e ha rilevato l’assenza di prova del titolo di abilitazione invocato dal ricorrente, anche con riguardo alle modalità di conseguimento. Il TAR non ha quindi disposto la sospensione degli atti impugnati né ha ordinato all’amministrazione di ammettere il ricorrente alla procedura. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo; la domanda è stata respinta per insufficienza del fumus boni iuris.

  • art. 73 c.p.a.

    Richiamato in relazione agli eventuali profili di inammissibilità del ricorso, connessi al fatto che le censure non riguarderebbero clausole escludenti.

Massime di principio

  • In una procedura selettiva per progressione verticale, il requisito dell’esperienza professionale può essere valutato in relazione all’effettivo svolgimento del servizio richiesto dal bando.
  • In sede cautelare, la domanda di sospensione deve essere respinta quando il titolo o requisito posto a fondamento della pretesa del ricorrente non sia adeguatamente provato, anche con riguardo alle modalità del suo conseguimento.
  • La contestazione di disposizioni del bando che non siano immediatamente escludenti può porre un problema di ammissibilità del ricorso, da valutare nel rispetto del contraddittorio processuale.

Come è indicizzato

MaterieConcorsi pubbliciTutela cautelare
RamiPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
SottomaterieRequisiti di ammissione ed esclusione dal concorso
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivoLegittimazione e interesse a ricorrere

Testo integrale

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