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Sentenza

Sentenza n. 8067/2026 - Roma, Sezione 1T

per l'annullamento a) del decreto del Direttore della Direzione Sanità, Welfare e Coesione Sociale della Regione Toscana n. 24681 del 14 dicembre 2022 avente ad oggetto “approvazione degli elenchi delle aziende fornitrici di dispositivi medici soggette al ripiano per ciascuno degli anni 2015, 2016, 2017, 2018, ai sensi dell''''articolo 9 ter, comma 9 bis del D.L. 78/2015”; b) della comunicazione di avvio del procedimento della Direzione Sanità, Welfare e Coesione sociale del 14 novembre 2022 avente ad oggetto “l''''adozione del decreto del Direttore della Direzione Sanità, welfare e coesione, sociale con il quale sono definiti gli elenchi delle aziende fornitrici di dispositivi medici soggetti al ripiano per ciascuno degli anni 2015, 2016, 2017, 2018 ai sensi dell''''articolo 9 ter, comma 9 bis del d.l. 78/2015”; c) della deliberazione n. 1363 del 30/09/2019 del direttore generale dell''''AUSL Toscana Centro; d) della deliberazione n. 769 del 05/09/2019 del direttore generale dell''''AUSL Toscana Nord Ovest; e) della deliberazione n. 1020 del 16/09/2019 del direttore generale dell''''AUSL Toscana Sud Est; f) della deliberazione n. 623 del 06/09/2019 del direttore generale dell''''AOU Pisana; g) della deliberazione n. 740 del 30/08/2019 del direttore generale dell''''AOU Senese; h) della deliberazione n. 643 del 16/09/2019 del direttore generale dell''''AOU Careggi; i) della deliberazione n. 497 del 09/08/2019 del direttore generale dell''''AOU Meyer; j) della deliberazione n. 386 del 27/09/2019 del direttore generale dell''''ESTAR; k) ove occorrer possa: (i) del decreto del Ministero della salute del 6 luglio 2022 (Certificazione del superamento del tetto di spesa dei dispositivi medici a livello nazionale e regionale per gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018), pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 216 del 15 settembre 2022; (ii) del decreto del Ministro della Salute del 6 ottobre 2022 (Adozione delle linee guida propedeutiche all''''emanazione dei provvedimenti regionali e provinciali in tema di ripiano del superamento del tetto dei dispositivi medici per gli anni 2015 2016 2017 2018), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 26 ottobre 2022, destinato a quantificare gli importi dovuti dai singoli fornitori; (iii) dell''''accordo del 7 novembre 2019 sottoscritto tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano su proposta del Ministero della Salute di attuazione dell''''art. 9-ter del d.l. 19 giugno 2015, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, recante “Individuazione dei criteri di definizione del tetto di spesa regionale per l''''acquisto di dispositivi medici e di modalità di ripiano per gli anni 2015-2016-2017 e 2018” (rep. atti n. 181/CSR); (iv) della circolare del Ministero della Salute prot. n. 22413 del 29 luglio 2019, avente per oggetto “Indicazioni operative per l''''applicazione delle disposizioni previste dall''''articolo 9-ter, commi 8 e 9, del decreto-legge 18 giugno 2015, n. 78” (già impugnati dalla ricorrente con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica); l) di tutti gli atti presupposti, connessi, collegati e/o consequenziali, antecedenti e/o successivi, ancorché non conosciuti, ancorché esecutivi degli atti impugnati.

Giustizia amministrativa202301539

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimenti regionali di individuazione dell'impresa tra le aziende fornitrici di dispositivi medici soggette al ripiano del superamento del tetto di spesa per gli anni 2015-2018, nonché atti presupposti e connessi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni pubbliche)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'impresa ha impugnato gli atti relativi al pay-back sui dispositivi medici, deducendo l'illegittimità degli atti regionali e degli atti presupposti, tra cui i decreti ministeriali, l'accordo Stato-Regioni e la circolare ministeriale richiamati in epigrafe. Nel corso del giudizio ha dichiarato di avere versato alla Regione Toscana l'importo corrispondente alla quota ridotta del 25% degli importi indicati nei provvedimenti impugnati e ha chiesto la declaratoria di cessazione della materia del contendere, con compensazione delle spese. La Regione ha chiesto la decisione allo stato degli atti.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile, anziché dichiarare la cessazione della materia del contendere. Ha rilevato che l'art. 7, comma 1, del d.l. 95/2025, convertito dalla legge n. 118/2025, subordina la cessazione ex lege della materia del contendere alla ricorrenza di specifici presupposti procedimentali: decorso il termine previsto, la Regione deve accertare l'avvenuto versamento della quota ridotta del 25% mediante provvedimento pubblicato sul proprio bollettino e sul sito istituzionale e comunicarlo alla segreteria del TAR. Poiché la Regione Toscana non aveva depositato alcun provvedimento di accertamento pubblicato sul bollettino regionale, non sussistevano i presupposti per la cessazione della materia del contendere. Tuttavia, il versamento effettuato dalla ricorrente e il suo comportamento processuale sono stati ritenuti elementi univoci dai quali desumere la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, ai sensi dell'art. 84, comma 4, c.p.a. Il ricorso è stato quindi dichiarato improcedibile. Le spese di lite sono state compensate per la peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 7, comma 1, d.l. 95/2025, convertito dalla legge n. 118/2025

    La cessazione ex lege della materia del contendere nei giudizi relativi ai provvedimenti regionali sul pay-back dei dispositivi medici presuppone l'accertamento regionale dell'avvenuto versamento della quota ridotta, la pubblicazione del provvedimento nel bollettino e sul sito istituzionale e la comunicazione al TAR.

  • art. 84, comma 4, c.p.a.

    il giudice può desumere dall'intervento di fatti o atti univoci dopo la proposizione del ricorso ed altresì dal comportamento delle parti argomenti di prova della sopravvenuta carenza d'interesse alla decisione della causa

    Il versamento della quota ridotta e il comportamento processuale della ricorrente possono costituire elementi univoci per desumere la sopravvenuta carenza di interesse, determinando l'improcedibilità del ricorso anche quando non ricorrono i presupposti formali per la cessazione della materia del contendere.

  • art. 9-ter, comma 9-bis, d.l. 78/2015

    Costituisce il fondamento normativo del meccanismo di ripiano del superamento del tetto di spesa per i dispositivi medici cui si riferiscono gli atti impugnati.

Massime di principio

  • La cessazione ex lege della materia del contendere nei giudizi contro i provvedimenti regionali relativi al pay-back dei dispositivi medici richiede la ricorrenza congiunta degli adempimenti previsti dalla legge, inclusi l'accertamento regionale dell'avvenuto versamento della quota ridotta, la pubblicazione del relativo provvedimento e la comunicazione al giudice amministrativo.
  • In mancanza dei presupposti formali per la cessazione della materia del contendere, il versamento effettuato dal ricorrente e il suo comportamento processuale possono comunque dimostrare la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, conducendo alla dichiarazione di improcedibilità ai sensi dell'art. 84, comma 4, c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieFarmaci e dispositiviEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiSanitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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