Sentenza del 20/05/2015 n. 10342 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente contestava la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Sicilia sostenendo che il giudice d’appello avesse erroneamente qualificato come nuova l’eccezione di decadenza ed estinzione della pretesa TARSU relativa agli anni 2002 e 2003. Secondo G.G., tale eccezione era già stata proposta nel ricorso di primo grado e riguardava la tardiva consegna dei ruoli al concessionario della riscossione, oltre il termine previsto rispetto all’anno di debenza del tributo. Il ricorrente denunciava omessa pronuncia e nullità del procedimento ai sensi dell’art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che G.G., per dimostrare di avere già formulato in primo grado l’eccezione di decadenza, si fosse limitato a trascrivere integralmente numerose pagine del ricorso originario, senza indicare in modo specifico e puntuale i passaggi dai quali risultasse la contestazione della decadenza relativa agli anni 2002 e 2003. Il motivo è stato quindi ritenuto privo del requisito di autosufficienza. Inoltre, dalla documentazione trascritta non emergeva comunque la censura dedotta. La cartella TARSU è rimasta pertanto valida. Non sono state liquidate spese, poiché il Comune non si era costituito.
Norme richiamate
Art. 360, comma 1, n. 4, codice di procedura civile
omessa pronuncia e nullità del procedimento
La disposizione consente di ricorrere per cassazione denunciando vizi processuali, tra cui l’omessa pronuncia. Nel caso concreto, tuttavia, la censura non è stata accolta perché il ricorrente non ha dimostrato in modo autosufficiente che l’eccezione fosse stata effettivamente proposta in primo grado.
Principio di autosufficienza del ricorso per cassazione
Chi ricorre in cassazione deve indicare con precisione gli atti e i passaggi processuali sui quali fonda la censura, consentendo alla Corte di verificare la doglianza senza dover ricostruire autonomamente l’intero fascicolo. La mera trascrizione estesa di pagine degli atti precedenti, senza evidenziare i punti rilevanti, non è sufficiente.
Norme sulla decadenza dalla riscossione TARSU
La controversia riguardava la possibile decadenza dell’ente dalla riscossione per la tardiva consegna dei ruoli relativi agli anni 2002 e 2003. La Corte, però, non ha esaminato nel merito la correttezza del termine, poiché ha respinto il ricorso per carenza di autosufficienza e per mancata dimostrazione della tempestiva proposizione dell’eccezione.
Massime di principio
- Nel giudizio tributario, un’eccezione non esaminata perché ritenuta nuova in appello deve essere documentata in cassazione indicando con precisione dove e come era stata proposta in primo grado.
- La trascrizione integrale di ampie parti degli atti precedenti non sostituisce l’indicazione specifica dei passaggi decisivi: il ricorrente deve evidenziare le frasi o i motivi pertinenti.
- Se dalla parte dell’atto richiamata non emerge chiaramente la contestazione della decadenza, la Corte può ritenere corretta la qualificazione dell’eccezione come nuova e quindi non esaminabile in appello.
- La Corte di cassazione non riesamina normalmente il merito della pretesa tributaria quando il ricorso presenta un vizio processuale o non consente di verificare autonomamente la fondatezza della censura.
- Per contestare efficacemente una cartella, le eccezioni relative a decadenza, prescrizione o vizi della riscossione devono essere formulate tempestivamente e in modo espresso già nel primo grado di giudizio.
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