Cassazione Penale, Sentenza n. 47144/2023 del 23/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Ancona che, in sede di riesame ex art. 309 c.p.p., aveva confermato la custodia cautelare in carcere a carico del Mehic per grave indizio di traffico di stupefacenti (artt. 73, comma 4, e 80, comma 2, d.P.R. n. 309/1990), essendo stato trovato in flagranza alla guida di un furgone modificato contenente 179 kg di hashish. La difesa sosteneva la mera occasionalità del ruolo di corriere e contestava le scelte investigative.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile ritenendo manifestamente inconferenti le deduzioni difensive: le osservazioni della difesa sono state giudicate solo suggestive e non idonee a eliminare i concreti elementi di gravità indiziaria emergenti dall'arresto in flagranza e dalla rilevante quantità di stupefacente. I giudici hanno confermato la valutazione dei rischi (reiterazione e pericolosità) che aveva giustificato la misura cautelare. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro tremila alla cassa delle ammende; sono state disposte le comunicazioni amministrative previste.
Norme richiamate
art. 309 c.p.p.
Norma sul riesame della custodia cautelare: è stata applicata per valutare la conferma della misura e la Corte ha ritenuto sussistenti i presupposti cautelari alla luce degli elementi di fatto (arresto in flagranza e quantità di droga).
artt. 73 comma 4 e 80 comma 2 d.P.R. n. 309/1990
Norme del testo unico sugli stupefacenti che qualificano e aggravano il delitto di traffico di sostanze stupefacenti; la presenza di 179 kg di hashish è stata ritenuta indice della rilevanza del reato e della natura non occasionale dell'attività.
ad 616 cod. proc. pen.
Richiamata quale disposizione che regola le conseguenze processuali dell'inammissibilità dell'impugnazione; la Corte ha applicato le pronunce conseguenti come disposto nel dispositivo.
ad 94 comma 1-ter disp. att. cod. proc. pen.
Norma procedurale amministrativa per gli adempimenti di cancelleria cui il provvedimento è stato inviato a seguito della decisione.
Massime di principio
- Se l'arresto è avvenuto in flagranza e sussistono elementi oggettivi gravi (es. quantità rilevante di stupefacente, veicolo modificato per occultamento), le censure difensive che si limitano ad affermare la 'mera occasionalità' del ruolo sono spesso insufficienti a rimuovere la gravità indiziaria e a ottenere la revoca della custodia cautelare.
- In sede di riesame ex art. 309 c.p.p. il giudice valuta la gravità indiziaria e il pericolo di reiterazione: per ottenere successo il ricorrente deve fornire elementi concreti e specifici che mettano in discussione i fatti accertati (es. prove che dimostrino estraneità alla droga, responsabilità di terzi, inesistenza della modifica del mezzo, documentazione sulla provenienza della merce).
- Le valutazioni sull'adeguatezza della misura cautelare (necessità e proporzionalità) sono rimessa in larga misura alla discrezionalità del giudice del riesame; per ottenere misure meno afflittive è utile proporre concrete alternative (garanzie, domiciliari con braccialetto, cessione documentata di responsabilità) corredate da elementi probatori.
- Contestazioni meramente critiche delle scelte investigative (ad es. dubbi generici sulla polizia giudiziaria) senza prova nuova non incidono sulla tenuta dell'ordinanza cautelare; è preferibile concentrare le impugnazioni su vizi procedurali o elementi fattuali nuovi e documentati.
- Le impugnazioni ritenute manifestamente inconferenti possono essere dichiarate inammissibili e comportare condanne alle spese e somme a titolo di ammenda: è quindi importante valutare la fondatezza delle censure prima di proporre ricorso.
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