Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8416/2025 del 28/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando senza rinvio l'ordinanza impugnata limitatamente alla determinazione della pena per il reato continuato. Ha escluso l'aumento ingiustificato di 8 mesi e €500 e ha rideterminato la pena complessiva in anni quattro, mesi quattro di reclusione ed €3.050,00 di multa. Disposta la comunicazione al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Gorizia.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per errata applicazione degli artt. 81 cod. pen., 648, 649 e 671 cod. proc. pen. e vizi di motivazione: il giudice dell'esecuzione, dopo aver correttamente indicato la pena base per il reato più grave (sentenza irrevocabile del 5/3/2024: 2 anni e 8 mesi e €2.000), ha poi aggiunto ingiustificatamente un aumento di 8 mesi di reclusione e €500, non riferito a nessun reato concreto, che è stato comunque computato nella pena complessiva per continuazione.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    Applicazione della disciplina per la continuazione: il calcolo degli aumenti deve essere coerente e motivato; non sono ammissibili aumenti non riferiti a specifiche condanne; la corte ha corretto il computo della pena eliminando l'aumento ingiustificato.

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma che consente al giudice dell'esecuzione di provvedere in merito alla continuazione e alla rideterminazione della pena: il giudice deve indicare la pena base corrispondente al giudicato e motivare eventuali aumenti per continuazione; qui il vizio di motivazione relativo all'aumento non giustificato ha determinato l'annullamento.

  • art. 648 cod. pen.

    Articolo richiamato in relazione ai reati per i quali erano intervenute condanne irrevocabili; la norma è stata richiamata quale quadro fattuale per la continuazione ma la decisione della Corte ha riguardato il corretto calcolo della pena più che l'interpretazione sostanziale del reato.

  • art. 649 cod. pen.

    Richiamato unitamente ad altri articoli in relazione alle condanne pregresse; la Corte non ha elaborato particolari interpretazioni sostanziali dell'articolo, trattandosi di questione esecutiva sul calcolo della pena continuata.

Massime di principio

  • Nel riconoscimento della continuazione la pena base deve corrispondere a quella stabilita dal giudicato per il reato più grave; non è ammesso che il giudice dell'esecuzione apponga aumenti non motivati o non riferibili a specifiche condanne.
  • Gli aumenti per continuazione devono essere esplicitamente riferiti e adeguatamente motivati; in mancanza, la Corte può annullare l'atto impugnato e rideterminare la pena senza rinvio se non sono necessari nuovi accertamenti di merito.
  • L'annullamento parziale senza rinvio è utile quando la correzione riguarda un errore di calcolo o di motivazione che può essere rettificato dalla Corte di legittimità senza necessità di ulteriori istruttorie.
  • Le impugnazioni fondate su vizi di motivazione e su errata applicazione delle norme sul cumulo e sulla continuazione possono condurre alla rideterminazione della pena anche in favore del condannato.
  • Il Pubblico Ministero può sollevare davanti alla Corte richiesta di annullamento parziale e di rideterminazione della pena; la Corte valuterà la fondatezza e, se del caso, procederà all'annullamento senza rinvio per la parte correggibile.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.