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Sentenza

Sentenza n. 183/2026 - C.g.a.r.s, Sezione 1

per la riforma della sentenza del T.a.r. per la Sicilia, sezione staccata di Catania, n. 2326 del 2025, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202500984

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
CGARSSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: Sentenza del TAR Sicilia, sezione staccata di Catania, n. 2326 del 2025, che aveva rigettato il ricorso per l’ottemperanza alla precedente sentenza relativa alla contrattazione del budget per interventi ambulatoriali di cataratta

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (azienda sanitaria)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia trae origine dalla richiesta della struttura sanitaria privata, già accreditata, di ottenere dall’ASP di Catania la contrattazione di un autonomo budget per gli interventi chirurgici di cataratta in regime ambulatoriale. Con una precedente sentenza del TAR, n. 1114 del 2024, era stato annullato il diniego dell’ASP relativo alla revisione del budget per l’anno 2018, con conseguente obbligo dell’amministrazione di provvedere alla contrattazione del budget. La struttura ha poi promosso giudizio di ottemperanza sostenendo che l’ASP avesse eluso il giudicato, poiché si era limitata a liquidare la somma di euro 123.123,86 per le prestazioni di cataratta effettuate nel 2018, senza convocarla per la stipula di un contratto autonomo e senza riconoscere un analogo budget per gli anni successivi. L’appello contro la sentenza di rigetto del TAR è stato articolato in due motivi: da un lato, l’erronea delimitazione del giudicato alla sola annualità 2018, assumendo che l’obbligo di contrattazione discendesse anche per gli anni successivi dall’effetto conformativo della precedente sentenza e dall’art. 3 del d.a. n. 506/2003; dall’altro, l’erronea affermazione della carenza di interesse rispetto alla mancata convocazione per la contrattazione del 2018, poiché la pretesa avrebbe avuto ad oggetto il diritto alla contrattualizzazione e non il mero pagamento delle prestazioni. L’appellante ha inoltre chiesto l’ordine di contrattazione di un budget autonomo annuale, la nomina di un commissario ad acta e la fissazione di una penalità di mora ex art. 114, comma 4, c.p.a.

La decisione

Il CGARS ha rigettato l’appello e confermato integralmente la sentenza del TAR. Il giudice ha ritenuto che il giudizio originario fosse inequivocabilmente circoscritto all’annualità 2018, poiché tanto l’istanza della struttura quanto il diniego impugnato riguardavano esclusivamente la revisione del budget per quell’anno. Il giudicato, pertanto, non poteva essere interpretato come fonte di obblighi riferiti agli anni successivi, né poteva riconoscere in sede di ottemperanza un diritto generale e permanente al convenzionamento nei termini prospettati dall’appellante. Gli eventuali obblighi derivanti direttamente dai decreti assessoriali invocati dalla struttura erano estranei al perimetro del giudizio di ottemperanza e avrebbero dovuto eventualmente costituire oggetto di una distinta pretesa. Quanto al 2018, il pagamento effettuato dall’ASP sulla base degli interventi di cataratta effettivamente eseguiti è stato ritenuto coerente con l’oggetto della precedente controversia; non risultava utilmente predicabile, in sede di ottemperanza, un ampliamento del giudicato volto a ottenere una diversa forma di contrattualizzazione. Il CGARS ha richiamato la natura consensuale del rapporto, riconducibile al fenomeno del government by contract, osservando che il bene della vita perseguito con l’istanza originaria era stato soddisfatto nei limiti del relativo oggetto. Ha quindi escluso qualsiasi violazione o elusione del giudicato. Le spese del grado sono state poste a carico dell’appellante e liquidate in euro 4.000, oltre accessori.

Norme richiamate

  • artt. 112 ss. c.p.a.

    Disciplinano il giudizio di ottemperanza; il controllo del giudice è limitato alla verifica dell’esatta esecuzione del giudicato e non consente di introdurre pretese nuove o estranee al contenuto della decisione da eseguire.

  • art. 114, comma 4, c.p.a.

    Richiamato dall’appellante quale base della richiesta di penalità di mora; la domanda non è stata accolta in ragione del rigetto dell’appello.

  • art. 3 d.a. n. 506/2003

    Invocato dalla struttura quale fonte dell’obbligo dell’ASP di contrattare uno specifico budget per la chirurgia ambulatoriale; il giudice non lo ha ritenuto idoneo ad ampliare, in sede di ottemperanza, l’ambito del giudicato riferito al solo 2018.

  • Corte costituzionale, sentenza n. 147 del 2025

    Richiamata per qualificare la fattispecie come espressione del government by contract, nel quale la funzione amministrativa può essere esercitata anche mediante moduli consensuali.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l’ambito oggettivo del giudicato deve essere ricostruito sulla base del contenuto della domanda originaria, dell’atto impugnato e della motivazione e del dispositivo della sentenza; non possono esservi ricondotte annualità o pretese diverse da quelle effettivamente dedotte e decise.
  • L’effetto conformativo di una sentenza amministrativa non può essere utilizzato per ottenere, in sede di ottemperanza, il riconoscimento di un obbligo permanente o riferito a periodi successivi quando la controversia originaria era circoscritta a una specifica annualità.
  • Il giudizio di ottemperanza non è il luogo processuale per far valere autonomi obblighi derivanti direttamente dalla legge o da atti amministrativi generali, se tali obblighi non risultano compresi nel giudicato da eseguire.
  • Quando l’amministrazione abbia dato attuazione al giudicato nei limiti dell’oggetto della domanda originaria, l’eventuale contestazione della misura economica o la richiesta di una diversa forma di contrattualizzazione non integra, di per sé, violazione o elusione del giudicato e deve essere fatta valere attraverso gli strumenti processuali appropriati.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaAccreditamento e convenzionamento
RamiProcesso amministrativoSanità
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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