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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24750/2023 del 08/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto i ricorsi fondati e ha annullato l'ordinanza del Tribunale del Riesame limitatamente alle esigenze cautelari, rilevando la mancata motivazione sul requisito del periculum in mora (obbligatorio anche nei sequestri finalizzati alla confisca). Ha disposto il rinvio per un nuovo giudizio sul punto. I restanti motivi sono stati ritenuti assorbiti dall'accoglimento del motivo principale.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto del reato per complessivi € 994.388,57 e per equivalente di beni, disposto dal G.I.P. nei confronti degli indagati per associazione finalizzata a truffe ai danni del Servizio Sanitario Nazionale. La difesa ha impugnato sostenendo: (i) mancata e/o insufficiente motivazione sul requisito del "periculum in mora" (necessità dell'anticipazione ablativa rispetto al giudizio), (ii) erronea e apparente quantificazione del profitto del reato, con confusione tra danno e profitto e conteggi non individualizzati tra concorrenti, e (iii) omessa valutazione della misura nella parte relativa alla responsabilità e all'effettivo profitto conseguito da ciascun concorrente.

Norme richiamate

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Limita il sindacato in Cassazione ai motivi di violazione di legge; la Corte ricorda che rientrano qui anche vizi motivazionali così gravi da rendere il provvedimento incomprensibile o apparente.

  • art. 321, comma 2, cod. proc. pen.

    art. 321, comma 2, cod. proc. pen.

    Il provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve contenere una concisa motivazione anche sul "periculum in mora", ossia sulle ragioni per cui è necessaria l'anticipazione dell'effetto ablativo rispetto alla decisione di merito.

  • art. 240 cod. pen.

    Quadra il sequestro finalizzato alla confisca del profitto del reato; la Corte evidenzia che anche in tali ipotesi occorre motivare il pericolo di dispersione o modificazione del bene.

  • Sez. U., n. 36959 del 24/06/2021 (Ellade)

    Sez. U., n. 36959 del 24/06/2021

    Giurisprudenza richiamata che stabilisce l'obbligo di motivazione sul periculum anche per i sequestri finalizzati alla confisca e precisa i contenuti minimi della motivazione in termini di ragioni per cui il bene potrebbe essere modificato, disperso, deteriorato, utilizzato o alienato.

Massime di principio

  • Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca richiede sempre, anche sul piano del riesame, una motivazione specifica e concreta sul "periculum in mora"; l'assenza di tale motivazione comporta annullamento.
  • La motivazione del provvedimento cautelare deve contenere un giudizio prognostico minimo e ragionato non solo sul fumus del reato ma anche sulla necessità dell'anticipazione ablativa (proporzionalità e tutela del diritto di proprietà).
  • La quantificazione del profitto del reato deve essere supportata da elementi indiziari chiari e da un nesso causale preciso tra condotta illecita e beni sequestrati; non è ammissibile confondere danno e profitto o adottare calcoli meramente apparenti.
  • In caso di più concorrenti, il sequestro finalizzato alla confisca diretta deve avere riguardo a quanto effettivamente conseguito da ciascun concorrente; il giudice deve motivare la determinazione dell'importo relativo a ciascuno.
  • Sul piano processuale, i vizi gravi della motivazione di provvedimenti cautelari reali rientrano nel sindacato di legittimità in Cassazione e possono determinare l'annullamento con rinvio per un nuovo esame nel merito cautelare.

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