L.R. Emilia-Romagna 6/2014
LEGGE QUADRO PER LA PARITÀ E CONTRO LE DISCRIMINAZIONI DI GENERE
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge quadro dell’Emilia-Romagna promuove parità sostanziale, pari opportunità, contrasto a discriminazioni e violenza di genere, rappresentanza paritaria, medicina di genere, conciliazione vita-lavoro, strumenti di monitoraggio e cooperazione istituzionale. Prevede piani triennali, osservatorio, bilancio di genere, tavoli permanenti e interventi a favore di centri antiviolenza, case rifugio, lavoro femminile e prevenzione delle violenze.
Legge quadro regionale per la parità e contro le discriminazioni di genere
Legge quadro regionale per la parità e contro le discriminazioni di genere
La legge disciplina, per la Regione Emilia-Romagna, un quadro organico di principi, strumenti e interventi per promuovere la parità sostanziale tra donne e uomini, prevenire e contrastare discriminazioni e violenza di genere, sostenere la partecipazione paritaria alla vita pubblica, economica e sociale e integrare il punto di vista di genere nelle politiche regionali.
Principi generali e finalità
La Regione e gli enti locali agiscono nel rispetto di CEDAW, Convenzione di Istanbul, diritto dell’Unione europea, Costituzione e Statuto regionale. Il provvedimento mira a rimuovere disuguaglianze e discriminazioni dirette o indirette che limitano libertà, sviluppo personale e partecipazione sociale, valorizzando autodeterminazione femminile, cultura delle differenze, democrazia paritaria, prevenzione della violenza e equilibrio tra vita lavorativa, familiare e privata.
Definizioni rilevanti
La legge definisce, tra l’altro, il concetto di genere, democrazia paritaria, correttivi paritari, medicina di genere, misuratori di equità, linguaggio di genere, violenza contro le donne, centri antiviolenza, case rifugio, discriminazione di genere, politiche di conciliazione, diversity management, educazione di genere e bilancio di genere. Tali definizioni guidano l’interpretazione delle misure regionali.
Rappresentanza e partecipazione paritaria
La Regione promuove la rimozione degli ostacoli all’accesso alle cariche elettive e l’adozione di correttivi paritari nel sistema elettorale regionale. Nelle società controllate assicura l’applicazione delle regole statali sulla parità negli organi societari e monitora la composizione attraverso una sezione di genere nell’albo regionale delle nomine. Più in generale, favorisce la rappresentanza paritaria negli organismi associativi e può valorizzare, nei bandi e nelle selezioni, i soggetti che adottano pratiche egualitarie e antidiscriminatorie.
Educazione, cultura e linguaggio
La Regione sostiene progetti scolastici e universitari sulla cittadinanza di genere, il superamento degli stereotipi e il rispetto delle differenze, anche attraverso borse di studio su tesi in materia di genere. Promuove la conoscenza del ruolo delle donne nella storia e nelle istituzioni, sostiene centri documentazione e biblioteche delle donne, incentiva l’intitolazione di spazi pubblici a figure femminili esemplari e cura l’uso di un linguaggio amministrativo non discriminante e rispettoso dell’identità di genere.
Salute, servizi socio-sanitari e sport
La legge integra l’approccio di genere nella sanità, nella programmazione sociale e nei consultori familiari, promuovendo medicina di genere, ricerca, formazione, prevenzione e cura personalizzata. Viene rafforzata la rete territoriale, anche con il “codice di prevenzione” nei pronto soccorso per chi subisce violenza. La Regione promuove inoltre pari accesso allo sport e alla pratica motoria, con attenzione alla partecipazione femminile e alla copertura mediatica dello sport delle donne.
Prevenzione e contrasto della violenza di genere
La Regione rafforza la rete di prevenzione e contrasto attraverso centri antiviolenza, case rifugio, un Piano regionale triennale, osservatorio permanente, formazione degli operatori, interventi per uomini maltrattanti, sostegno ai minori testimoni di violenza, azioni contro tratta, matrimoni forzati e mutilazioni genitali femminili. È esclusa la concessione di contributi ad associazioni che promuovano la surrogazione di maternità.
Lavoro, occupazione femminile e imprenditoria
La legge promuove autonomia economica, occupazione femminile di qualità, parità salariale, conciliazione, prevenzione delle dimissioni in bianco e contrasto alle discriminazioni nei luoghi di lavoro. Prevede misure per l’imprenditoria femminile, accesso al credito, etichetta GED per buone pratiche aziendali, rafforzamento dei CUG e la disciplina della Consigliera o del Consigliere di parità regionale.
Conciliazione e responsabilità di cura
La Regione promuove politiche per armonizzare tempi di vita, lavoro e cura, con interventi su servizi, orari, flessibilità, sostegno al caregiver familiare, banche del tempo e pianificazione territoriale degli orari. L’obiettivo è riequilibrare i carichi di cura e contrastare discriminazioni socio-economiche strutturali.
Comunicazione, cooperazione internazionale e strumenti di sistema
La Regione contrasta la discriminazione dell’immagine femminile nei media e nella pubblicità, anche con il supporto del CORECOM. In ambito internazionale sostiene cooperazione e solidarietà per empowerment femminile e contrasto alla violenza. Gli strumenti di sistema includono bilancio di genere, statistiche di genere, tavolo permanente per le politiche di genere, area di integrazione del punto di vista di genere, piano interno triennale, centro regionale contro le discriminazioni, conferenza delle elette e valutazione dell’impatto di genere ex ante.
Controllo, transitorio e finanziamento
L’Assemblea legislativa esercita il controllo sull’attuazione tramite una relazione triennale della Giunta. È prevista una disciplina transitoria per l’Area di integrazione e la copertura finanziaria grava sugli stanziamenti già autorizzati per il 2014 e, per gli esercizi successivi, sugli stanziamenti annuali.
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