Sentenza n. 3179/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 5
per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima) n. 09490/2025, resa tra le parti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Lazio, Sez. I, che aveva dichiarato inammissibile per carenza di interesse il ricorso contro una delibera ANAC di vigilanza generale sui contratti pubblici
Esito
Favorevole al resistente (autorità indipendente)
La controversia
Il Comune di Mantova ha appellato la sentenza del TAR Lazio che aveva dichiarato inammissibile, per carenza di interesse, il ricorso proposto contro la delibera ANAC del 22 aprile 2020, n. 346, adottata nell'ambito dell'attività di vigilanza generale sui contratti pubblici ai sensi dell'art. 213 del d.lgs. n. 50/2016 e del regolamento ANAC approvato con delibera n. 803/2018. L'appello conteneva un unico motivo articolato, relativo alla ritenuta lesività della delibera impugnata, e riproponeva inoltre i motivi dedotti in primo grado, sui quali il TAR non si era pronunciato. Successivamente, il Comune ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione dell'appello e ha depositato un atto di rinuncia per sopravvenuta carenza di interesse, chiedendo la compensazione delle spese.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha dichiarato l'appello improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Ha ritenuto applicabile l'art. 84, comma 4, c.p.a., poiché l'appellante aveva manifestato il venir meno dell'interesse alla decisione e non risultavano svolte le formalità previste dall'art. 84, comma 3, c.p.a. per la rinuncia al ricorso. La controversia è stata quindi definita in rito, senza esame della questione relativa alla lesività della delibera ANAC né dei motivi riproposti contro tale atto. Le spese sono state compensate in ragione della mancata opposizione dell'ANAC alla definizione in rito e del carattere processuale della pronuncia.
Norme richiamate
art. 213 d.lgs. n. 50/2016
attività di vigilanza generale sui contratti pubblici
La delibera ANAC era stata adottata nell'ambito dei poteri di vigilanza generale sui contratti pubblici previsti dalla disposizione.
art. 84, comma 3, c.p.a.
formalità di cui all’art. 84, comma 3, c.p.a.
In assenza delle formalità previste per la rinuncia al ricorso, la dichiarazione della parte è stata valutata ai fini della sopravvenuta carenza di interesse, anziché quale rinuncia formalmente perfezionata.
art. 84, comma 4, c.p.a.
l’appello va dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse
La sopravvenuta dichiarazione del venir meno dell'interesse alla decisione giustifica la declaratoria di improcedibilità dell'appello.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Richiamato tra le disposizioni processuali applicabili alla definizione del giudizio.
art. 38 c.p.a.
Richiamato tra le disposizioni processuali applicabili alla definizione del giudizio.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato tra le disposizioni processuali applicabili alla definizione del giudizio.
Massime di principio
- Quando la parte appellante dichiara, prima della decisione, di non avere più interesse alla definizione dell'impugnazione, e non ricorrono le formalità necessarie per una rinuncia rituale, il giudice amministrativo dichiara l'appello improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
- La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse impedisce l'esame dei motivi d'appello e dei motivi riproposti relativi alla legittimità dell'atto originariamente impugnato.
- La mancata opposizione dell'amministrazione resistente alla definizione in rito, unitamente al carattere processuale della pronuncia, può giustificare la compensazione delle spese di lite.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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