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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15502/2025 del 18/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Pubblico Ministero ha impugnato l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva annullato l'ordinanza cautelare del GIP e dichiarato inutilizzabili le intercettazioni eseguite in altro procedimento (n. 11733/2019) poste a fondamento della gravità indiziaria contro Buonpane per corruzione. Il ricorso sosteneva l'erronea applicazione degli artt. 266 e 270 c.p.p., deducendo la sussistenza della connessione sostanziale ex art.12 c.p.p. tra i reati mafiosi per i quali erano state disposte le captazioni e i fatti di corruzione contestati, e chiedeva l'annullamento dell'ordinanza del riesame.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. In motivazione ha rilevato che il ricorso del Pubblico Ministero era aspecifico, in quanto non contestava puntualmente le argomentazioni del Tribunale del riesame ma riproponeva una valutazione alternativa delle risultanze. Inoltre la Corte lo ha ritenuto manifestamente infondato nel merito: alla disciplina anteriore al decreto-legge 30/12/2019 (applicabile ratione temporis al procedimento da cui provenivano le intercettazioni) l'utilizzabilità delle intercettazioni in altro procedimento è vietata salvo che siano indispensabili per reati per i quali è obbligatorio l'arresto in flagranza; tuttavia il divieto non opera con riferimento agli esiti relativi ai soli reati connessi ex art.12 c.p.p., ma la connessione sostanziale richiede la prova del medesimo disegno criminoso e non può essere desunta in modo apodittico da mera contiguità investigativa. Il Tribunale del riesame aveva motivato logicamente e congruamente l'assenza di tale connessione nel caso concreto; pertanto il ricorso non ha indicato profili specifici di illegittimità tali da giustificare l'annullamento dell'ordinanza impugnata.

Norme richiamate

  • art. 270 cod. proc. pen.

    comma 1 (testo anteriore al dl 30/12/2019)

    I risultati delle intercettazioni non possono essere utilizzati in procedimenti diversi da quelli nei quali sono stati disposti, salvo che risultino indispensabili per l'accertamento di delitti per i quali è obbligatorio l'arresto in flagranza. La norma non opera con riferimento agli esiti relativi ai soli reati che risultino connessi ex art.12 c.p.p., purché rientrino nei limiti di ammissibilità dell'art.266 c.p.p.

  • art. 266 cod. proc. pen.

    Fissa i limiti di ammissibilità delle captazioni e delle risultanze intercettive; le intercettazioni eseguite in altro procedimento possono essere utilizzate solo nei limiti previsti da tale articolo e dalla disciplina di utilizzabilità di cui all'art.270.

  • art. 12 cod. proc. pen.

    La connessione tra procedimenti ai fini dell'utilizzabilità delle intercettazioni richiede che i reati siano esecutivi di un medesimo disegno criminoso; non basta la mera contiguità o il fatto che i procedimenti derivino da una comune indagine.

  • art. 581, lett. c) cod. proc. pen.

    In materia cautelare il ricorso in Cassazione deve rispettare i requisiti di specificità per individuare le questioni che si assume irrisolte; l'assenza di questa specificazione comporta l'inammissibilità del ricorso.

  • art. 416-bis cod. pen.

    Rilevante ai fini della valutazione della competenza e della possibile connessione: l'esistenza dell'aggravante mafiosa può incidere sulla qualificazione della vicenda e sull'utilizzabilità delle intercettazioni disposte per reati associativi.

Massime di principio

  • Verificare sempre la data di iscrizione del procedimento d'origine per determinare quale versione dell'art.270 c.p.p. sia applicabile: la disciplina varia ratione temporis.
  • L'utilizzabilità di intercettazioni disposte in altro procedimento non è automatica: occorre dimostrare la connessione sostanziale ex art.12 c.p.p., che richiede la prova di un medesimo disegno criminoso, non mera contiguità investigativa.
  • In sede cautelare la Corte di legittimità richiede che il gravame sia specifico: il ricorso in Cassazione deve indicare puntualmente i profili di illegittimità impugnati, altrimenti è inammissibile.
  • Quando vi è uno stralcio di fascicolo da un procedimento maggiore, bisogna motivare con elementi probatori concreti come le intercettazioni concernenti reati associativi siano funzionali e connesse ai reati 'stralciati' (es. corruzione), dimostrando il vincolo volitivo tra gli autori.
  • La mera presenza di indagini comuni, di persone coinvolte in più vicende o di cronologia sovrapposta non basta a dimostrare la connessione richiesta per estendere l'utilizzabilità delle captazioni.

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