Cassazione Penale, Sentenza n. 15452/2025 del 18/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Procuratore generale ha impugnato l'ordinanza della Corte d'appello di Milano (giudice dell'esecuzione) che aveva rigettato l'istanza di Loris Lavezzo volta al riconoscimento della continuazione in sede esecutiva ex art. 671 cod. proc. pen. Il PG deduceva incompetenza del giudice dell'esecuzione che aveva deciso (Corte d'appello di Milano), sostenendo che la competenza dovesse spettare al Tribunale di Varese in quanto l'ultima sentenza passata in giudicato riguarderebbe quella pronunciata dal Tribunale di Varese; inoltre affermava che la declaratoria di estinzione per morte di un coimputato, pronunciata in appello, non inciderebbe sulla competenza in executivis come invece può avvenire per la declaratoria di prescrizione.
La decisione
La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso infondato e ha confermato la statuizione della Corte d'appello di Milano. Ha ritenuto che, nel procedimento con pluralità di imputati, la modifica sostanziale apportata dalla sentenza di secondo grado (anche se riguardante un coimputato, come il proscioglimento per morte) determina, per il principio di unità dell'esecuzione e in base all'art. 665 comma 2 cod. proc. pen., la competenza del giudice di secondo grado quale giudice dell'esecuzione per tutti gli imputati coinvolti. Pertanto l'ordinanza impugnata (rigetto dell'istanza di Lavezzo) è stata confermata e il ricorso del Procuratore generale è stato respinto.
Norme richiamate
Norma invocata dall'istante per il riconoscimento della continuazione in sede esecutiva; nel caso era il titolo dell'istanza ma la decisione sulla competenza si è svolta sui criteri di determinazione del giudice dell'esecuzione
art. 665, comma 2 cod. proc. pen.
Interpretato come criterio formale che radica la competenza del giudice dell'esecuzione nel giudice che abbia reso una sentenza di secondo grado che abbia introdotto una modifica sostanziale della decisione di primo grado; tale competenza vale per tutti i coimputati (principio di unità dell'esecuzione), anche se la riforma riguarda un diverso imputato
art. 669, commi 7 e 8 cod. proc. pen.
Richiamati per sottolineare che provvedimenti di proscioglimento hanno rilievo anche nella fase esecutiva e possono comportare disposizioni esecutive specifiche
art. 676, comma 1 cod. proc. pen.
Richiamato per indicare gli interventi possibili in executivis conseguenti a provvedimenti di proscioglimento (es. liberazione, rilascio, restituzione ecc.)
art. 675, commi 1 e 2 cod. proc. pen.
Richiamati per evidenziare la possibilità di pronunce in executivis correlate a proscioglimenti, quali declaratoria di falsità documentale, cancellazione, ripristino o riforma di documenti
Massime di principio
- Nel processo con pluralità di imputati, se la sentenza di secondo grado introduce una modifica sostanziale della decisione di primo grado (anche se la modifica riguarda un coimputato diverso), il giudice d'appello diventa il giudice dell'esecuzione per tutti gli imputati per il principio dell'unitarietà dell'esecuzione.
- La competenza per la fase esecutiva si determina con criteri formali e astratti (art. 665 c.2) finalizzati a preservare un'attività esecutiva unitaria e ordinata, indipendentemente dall'effettiva necessità di intervento esecutivo per ciascuna statuizione.
- La declaratoria di estinzione del reato per morte del coimputato, pur non incidendo 'sul reato' in senso materiale per gli altri condannati, costituisce comunque una riforma sostanziale ai fini della determinazione della competenza in executivis.
- I provvedimenti di proscioglimento hanno rilevanza in sede esecutiva: possono dare luogo a misure concrete (rilascio, restituzione, cancellazioni, dichiarazioni di falsità) e quindi rientrano nella categoria di 'provvedimenti' che determinano la competenza del giudice dell'esecuzione.
- Per stabilire la competenza in executivis è necessario verificare le sentenze intervenute e accertare se in grado d'appello sia intervenuta una riforma sostanziale; in assenza di tale riforma la competenza resta in capo al giudice di primo grado che ha emesso l'ultima sentenza irrevocabile.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 18 apr 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 15453/2025 del 18/04/2025
- Sentenza penale · 18 apr 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 15454/2025 del 18/04/2025
- Sentenza penale · 18 apr 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 15455/2025 del 18/04/2025
- Sentenza penale · 18 apr 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 15456/2025 del 18/04/2025
- Sentenza penale · 18 apr 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 15457/2025 del 18/04/2025
- Sentenza penale · 18 apr 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 15458/2025 del 18/04/2025
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →