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Sentenza

Sentenza del 02/02/2021 n. 2224 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Avviso di accertamento anno 2003 per IRPEF, IVA e IRAP relativo a un costo di Euro 1.214.000 per l'acquisto di 60.700 opuscoli da società estera. L'Ufficio contestava la non inerenza/antieconomicità e l'atteggiamento elusivo dell'operazione, richiedendo la rettifica del reddito della (---) s.a.s. e, per il principio di trasparenza (DPR 917/1986, art.5) e per la presunzione di distribuzione di utili in società a ristretta partecipazione, l'imputazione del maggior reddito ai soci.

La decisione

La Corte di Cassazione ha riunito i procedimenti collegati e rigettato la maggior parte dei ricorsi dei contribuenti (procedimenti nn. 23546/14, 23549/14, 23551/14, 23552/14, 23557/14, 23555/14). Ha accolto un motivo relativo al procedimento n. 29059/14 censurando la sentenza di appello ma, decidendo nel merito, ha comunque rigettato il ricorso originario del contribuente in quel procedimento. In sostanza l'accertamento è stato confermato e i contribuenti sono stati condannati alle spese di Cassazione; per il procedimento 29059/14 le spese di merito sono state compensate.

Norme richiamate

  • Decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986 (TUIR), articolo 5

    Principio di trasparenza: i redditi della società di persone sono imputati ai soci proporzionalmente alle quote, indipendentemente dalla percezione; da ciò deriva il litisconsorzio necessario e l'imputazione dei maggiori redditi accertati alla compagine sociale.

  • Decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, articolo 40

    Unitarietà dell'accertamento: l'avviso emesso nei confronti della società non richiede necessariamente la preventiva notifica ai singoli soci per essere opponibile, e l'accertamento unitario non rende nulla la pretesa verso i soci.

  • Decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, articolo 37-bis / Legge n. 212 del 2000, articolo 10-bis

    art. 37-bis (poi interpretato con art.10-bis L. 212/2000)

    Clausola antielusiva generale: il divieto di abuso del diritto ha portata ampia e può ricomprendere fattispecie atipiche; l'amministrazione deve provare il disegno elusivo mentre il contribuente deve dimostrare valide ragioni economiche alternative.

  • Decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, articolo 75 (vecchia numerazione) / principio di inerenza

    art. 75 (inerenza - normativa applicata in tema di costi deducibili)

    Inerenza: il costo è deducibile solo se riferibile all'attività d'impresa; antieconomicità e incongruità sono indici di mancanza di inerenza. L'onere probatorio primario circa l'inerenza grava sul contribuente.

  • Decreto Legislativo n. 546 del 1992, articoli 14 e 53

    Art.14: presupposti di litisconsorzio e necessità di partecipazione degli interessati; Art.53: nell'appello tributario non è richiesta una formalità eccessiva nei motivi purché l'intento sia chiaro; la CTR può desumere i motivi dall'atto considerato nel suo complesso.

  • Codice civile, articolo 2291

    Solidarietà e responsabilità illimitata dei soci di società di persone anche in materia tributaria: i soci possono essere destinatari della pretesa erariale anche se non notificati dell'avviso iniziale.

  • Codice di procedura civile, articolo 274

    Consente la riunione di procedimenti connessi in Cassazione per ragioni di economia processuale e uniformità di interpretazione; la Corte ha disposto la riunione dei procedimenti frazionati.

  • Raccomandazione UE 2012/772 e L. 11 marzo 2014, n. 23, art. 5

    Raccomandazione 2012/772; L. 23/2014 art.5

    Confermano il principio generale antielusivo: valutazione della sostanza economica e obbligo di coordinare le norme antielusive. La giurisprudenza utilizza questi principi per interpretare la norma nazionale antielusiva.

Massime di principio

  • Onere della prova: il contribuente ha l'onere originario di dimostrare l'esistenza, la natura e la concreta destinazione alla produzione del costo (inerenza). Se l'Ufficio contesta con elementi fattuali significativi, il contribuente deve fornire prove documentali convincenti.
  • Antieconomicità e incongruità della spesa sono indici rilevanti (ma non identificativi) della mancata inerenza; una spesa macroscopicamente sproporzionata rispetto all'attività può legittimare la disconoscenza della deducibilità.
  • Abuso del diritto: l'amministrazione deve provare il disegno elusivo (scopo prevalente di ottenere vantaggi fiscali e mancanza di valide ragioni economiche), mentre il contribuente deve dimostrare valide ragioni economiche non meramente marginali a giustificazione dell'operazione.
  • Società a ristretta base partecipativa: la presunzione di distribuzione di utili extracontabili si applica sia quando l'accertamento riguarda maggiori ricavi occultati sia quando riguarda costi indeducibili o inesistenti; tale presunzione può essere vinta solo con prove specifiche (es. reinvestimenti, accantonamenti provati, o estraneità alla gestione).
  • Notifiche e litisconsorzio: l'unitarietà dell'accertamento non impone la notifica dell'avviso societario a ciascun socio a pena di nullità; tuttavia il diritto di difesa del socio va valutato con riguardo ai tempi, contenuti e motivazioni dell'atto notificato a lui.
  • Procedura: i giudici possono riunire procedimenti connessi per assicurare uniformità e economia processuale; il giudice può valorizzare elementi emergenti dagli atti anche se non esplicitamente indicati dalle parti, purché non si pronunci ultra petita.

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