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Sentenza

Sentenza n. 6635/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 5

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania (sezione quarta), n. 2214, pubblicata il 2 aprile 2026, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202602916

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Campania che aveva respinto il ricorso contro l'aggiudicazione del servizio di catering alla società cooperativa controinteressata

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (stazione appaltante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'appellante ha contestato l'aggiudicazione del servizio di catering alla controinteressata, deducendo: il travisamento della lex specialis e dell'offerta tecnica, poiché il centro di cottura principale indicato dall'aggiudicataria, sito in Caserta, sarebbe stato una struttura di ridotte dimensioni e inidonea alla produzione e veicolazione dei pasti, nonostante l'attribuzione del punteggio premiale massimo per la distanza di cinque minuti dal luogo di somministrazione; il travisamento dei fatti, il difetto di istruttoria e l'eccesso di potere, per avere il TAR valorizzato documenti quali SCIA, contratto di sublocazione, certificato di agibilità e documenti di trasporto senza verificare l'effettiva idoneità materiale dei locali, omettendo inoltre di disporre la verificazione richiesta; la perdita del requisito di partecipazione, poiché, una volta escluso il centro principale, il solo centro sussidiario di Aversa avrebbe avuto un tempo di percorrenza superiore ai trenta minuti previsti dalla lex specialis; l'omessa valutazione di un precedente giurisprudenziale riguardante la medesima aggiudicataria, relativo all'indisponibilità di un centro di cottura dichiarato in altra gara, ritenuto rilevante ai fini dell'affidabilità e dell'integrità professionale dell'operatore economico.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello e confermato la sentenza del TAR. Ha ritenuto corretta l'interpretazione della lettera di invito: il criterio relativo alla prossimità del centro di cottura richiedeva, ai fini dell'attribuzione del punteggio, la rappresentazione di una soluzione organizzativa misurabile ex ante attraverso il tempo di percorrenza, non la dimostrazione di un centro già concretamente operativo né di una specifica capacità produttiva, non prevista dalla lex specialis. La disponibilità e la riferibilità del centro risultavano supportate da un quadro documentale composto da contratto di sublocazione, certificato di agibilità con destinazione commerciale, SCIA per la somministrazione di alimenti e bevande anche da asporto, documenti di trasporto, etichette dei pasti e manuali HACCP. Non sono stati ravvisati travisamento dei fatti, difetto di istruttoria o difetto di motivazione. Il diniego della verificazione non ha leso il diritto di difesa, poiché tale mezzo istruttorio è rimesso al prudente apprezzamento del giudice, che può ritenerlo superfluo alla luce del quadro probatorio disponibile. È stata inoltre ritenuta corretta la valutazione del precedente giurisprudenziale, riferito a una fattispecie diversa e, peraltro, definito nel merito con il rigetto del ricorso: non poteva quindi essere automaticamente trasposto nel caso in esame. Le spese sono state poste a carico dell'appellante e liquidate in complessivi euro 4.000,00 oltre accessori in favore dell'amministrazione resistente.

Norme richiamate

  • art. 73 c.p.a.

    memorie e repliche ai sensi dell’art. 73 c.p.a.

    La disposizione è richiamata quale disciplina per il deposito di memorie e repliche in vista dell'udienza di discussione.

Massime di principio

  • Quando la lex specialis attribuisce un punteggio sulla base della prossimità del centro di cottura, mediante un parametro oggettivo e verificabile ex ante quale il tempo di percorrenza, l'offerta deve rappresentare una soluzione organizzativa coerente con tale criterio; non può essere richiesta, in assenza di una previsione espressa, la dimostrazione di una struttura già concretamente operativa o di specifici livelli di produttività.
  • La disponibilità e l'idoneità del centro di cottura possono essere valutate sulla base di un quadro documentale complessivo comprendente titolo di disponibilità, destinazione d'uso, SCIA e documentazione concernente la concreta organizzazione del servizio, quando tali elementi siano coerenti con le prescrizioni della lex specialis.
  • La verificazione è un mezzo istruttorio rimesso alla discrezionalità del giudice e non costituisce uno strumento nella disponibilità delle parti; il suo mancato espletamento non determina violazione del diritto di difesa quando il giudice ritenga sufficiente, con motivazione anche desumibile dal complesso della decisione, il quadro probatorio acquisito.
  • Un precedente giurisprudenziale cautelare relativo alla diversa indisponibilità di un centro di cottura non può essere automaticamente esteso a una gara nella quale la disponibilità del centro risulti documentata e le prescrizioni della lex specialis siano differenti; la rilevanza del precedente deve essere valutata in rapporto alla concreta fattispecie e alla sua natura sommaria.

Come è indicizzato

MaterieProcedura di garaOfferta e valutazioneRito appalti e sorte del contrattoIstruttoria processuale
RamiContratti pubbliciProcesso amministrativo
SottomaterieCriteri di aggiudicazione e punteggi
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoriaOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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