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Cassazione Civile, Ordinanza n. 22943/2025 del 08/08/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (conduttore)

La controversia

La controversia nasce da un bando d'asta pubblica indetto da un Comune per la concessione di un immobile da adibirsi a negozio. Una società concorrente ha impugnato davanti al giudice amministrativo una serie di atti della procedura, contestando il riconoscimento in favore del conduttore uscente del diritto di prelazione sul locale e chiedendo anche l'accertamento della insussistenza di tale diritto, oltre alla possibile declaratoria di inefficacia, nullità o annullabilità del futuro contratto eventualmente stipulato con il conduttore. La società sosteneva che il conduttore, partecipando alla gara, avesse rinunciato alla prelazione, che il termine per esercitarla decorresse dalla gara e che, comunque, la disciplina della prelazione di cui alla legge n. 392/1978 non fosse applicabile a un rapporto qualificato come concessione con la pubblica amministrazione. Il conduttore uscente ha quindi proposto regolamento preventivo di giurisdizione, deducendo che la domanda atteneva alla spettanza di un diritto soggettivo potestativo di prelazione legale e che, pertanto, la giurisdizione spettava al giudice ordinario.

La decisione

La Corte ha dichiarato ammissibile il regolamento preventivo di giurisdizione e ha affermato la giurisdizione del giudice ordinario. Ha ritenuto che il petitum sostanziale della controversia non fosse l'impugnazione di meri atti amministrativi, ma la verifica della sussistenza del diritto di prelazione del conduttore ai sensi della legge n. 392/1978. Poiché la prelazione legale integra un diritto soggettivo potestativo non degradabile da provvedimenti amministrativi, la questione deve essere decisa dal giudice ordinario, anche se la censura sia stata formalmente prospettata come illegittimità degli atti della procedura pubblica. Il giudice amministrativo resta privo di giurisdizione sulla domanda principale, fermo restando che spetta al giudice ordinario stabilire se il diritto di prelazione sussista o meno nel caso concreto.

Norme richiamate

  • art. 380-ter c.p.c.

    richiamato quale base per la trattazione in camera di consiglio del regolamento preventivo di giurisdizione sulla base delle conclusioni scritte del Pubblico Ministero

  • legge 27 luglio 1978, n. 392, art. 40

    individuata come disciplina della prelazione del conduttore, la cui applicabilità alla fattispecie è oggetto della controversia e la cui verifica spetta al giudice ordinario

  • legge 27 luglio 1978, n. 392, art. 38

    richiamato in giurisprudenza come precedente in tema di prelazione opposta nell'ambito di procedure di evidenza pubblica

  • art. 42 legge 27 luglio 1978, n. 392

    citato nel ricorso della società come norma asseritamente violata in relazione al diritto di prelazione del conduttore

Massime di principio

  • Ai fini del riparto di giurisdizione rileva il petitum sostanziale, da individuare soprattutto in base alla causa petendi e alla natura della posizione giuridica dedotta, prescindendo dalla sola formula delle conclusioni e dalla prospettazione formale dell'atto introduttivo.
  • Quando la controversia ha per oggetto l'esistenza o meno di un diritto di prelazione legale del conduttore, la posizione dedotta è un diritto soggettivo potestativo non degradabile da provvedimenti amministrativi; la giurisdizione appartiene quindi al giudice ordinario.
  • La circostanza che la contestazione sia veicolata come impugnazione di atti di una procedura ad evidenza pubblica non sposta la giurisdizione, se in sostanza si discute della spettanza di un diritto soggettivo attribuito dalla legge.
  • La qualificazione del rapporto e l'accertamento concreto della sussistenza dei presupposti della prelazione restano questioni di merito da decidere dal giudice munito di giurisdizione, non dal giudice chiamato solo a stabilire il riparto di giurisdizione.

Come è indicizzato

MaterieGiurisdizioneLocazione commerciale
RamiProcesso civileLocazioni
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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