Cassazione Penale, Sentenza n. 36041/2024 del 26/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza d'appello che li ha ritenuti responsabili di bancarotta fraudolenta impropria (art. 223, co.2, L. Fall.) per aver cagionato il fallimento della Prestige S.r.l. mediante tre operazioni ritenute antieconomiche e fraudolente. Le censure principali sono: vizio di motivazione e violazione di norme fallimentari (art. 223 e 224 L. Fall.), richiesta di riqualificazione della condotta in colposa (art. 224 L. Fall.), contestazione della valutazione probatoria e dell'assenza di indici di fraudolenza, deduzione che alcune operazioni erano economicamente fondate (due diligence favorevoli) e che taluni pagamenti sarebbero stati recuperabili o non volatilizzati, nonché rilievi procedurali relativi alla mancata considerazione di contestazioni formulate ex art. 516 c.p.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi come infondati e ha confermato la decisione della Corte d'Appello del 18/10/2023. Sono state ritenute sussistenti le operazioni dolose idonee a cagionare il dissesto della Prestige S.r.l.: i giudici di merito hanno valutato correttamente la perizia tecnica, la mancanza di garanzie, la remuneratività inverosimile degli investimenti, il conflitto di interessi e la rinuncia al recupero delle somme come indici del dolo (anche in forma di dolo eventuale/operazioni dolose). La qualificazione richiesta dai ricorrenti come fatto colposo (riqualificazione ex art. 224 L. Fall.) è stata ritenuta infondata. Conseguentemente i provvedimenti di merito restano confermati; i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a rifondere le spese di rappresentanza e difesa della parte civile per euro 4.000,00 oltre accessori, in conformità a quanto disposto dall'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 223 L. Fall.
Riconosciuta distinzione tra bancarotta cagionata con dolo diretto e bancarotta per effetto di operazioni dolose; la seconda configura responsabilità anche quando il dissesto sia effetto di atti intrinsecamente pericolosi o di abusi di gestione e si persegue con dolo eventuale
art. 224 L. Fall.
Norma che riguarda la fattispecie lieve (colposa); i giudici hanno ritenuto non applicabile la riqualificazione in colpa quando sussistono indicazioni di consapevolezza del rischio e pluralità di operazioni anomale indicate come dolose
art. 43 cod. pen.
Richiamata per la nozione di dolo: il dolo diretto e il dolo eventuale sono distinti e utili per qualificare la tipologia di bancarotta contestata
art. 2639 cod. civ.
Norma citata nelle censure in tema di conflitto di interessi e validità degli atti societari; la Corte non ha ritenuto che le deduzioni dei ricorrenti sulle garanzie o regolarità formale degli atti superassero la valutazione di merito
art. 516 cod. proc. pen.
Rilevata la possibilità di contestazioni alternative e la legittimità dell'azione pubblica anche ove siano state prospettate contestazioni diverse nel corso del procedimento; i giudici hanno ritenuto che i ricorrenti fossero messi in condizione di difendersi
art. 125 cod. proc. pen.
Norma processuale richiamata nelle censure relative alla correttezza del procedimento; la Corte ha ritenuto irrilevanti sotto il profilo di legittimità gli argomenti che richiedono rivalutazione del merito
art. 256 lett. e cod. proc. pen.
Richiamata nei motivi di ricorso; la Corte ha valutato la regolarità delle contestazioni e la loro compatibilità con il diritto di difesa
art. 546 lett. e cod. proc. pen.
Citata nella sede di ricorso; non ha determinato rilievo utile a ribaltare la motivazione di merito
art. 616 cod. proc. pen.
Norma applicata per la condanna alle spese processuali dei ricorrenti in caso di rigetto del ricorso
Massime di principio
- La Corte di Cassazione esercita un sindacato limitato sulla valutazione delle prove: non può riformare la ricostruzione fattuale dei giudici di merito se la motivazione è logica, congrua e non manifestamente illogica
- L'art. 223 L. Fall. contempla sia la bancarotta voluta (dolo diretto) sia la bancarotta conseguente ad operazioni dolose; per queste ultime è sufficiente il dolo eventuale o la consapevolezza del rischio insito in atti intrinsecamente pericolosi per la salute societaria
- Le operazioni societarie anomale, mancanza di garanzie, remuneratività inverosimile, conflitto di interessi e la rinuncia a recuperare somme costituiscono elementi indiziari idonei a desumere il dolo anche in assenza di distrazione immediata di patrimonio
- La riqualificazione in colpa (art. 224 L. Fall.) è possibile solo se emerge concretamente che le scelte erano imprudenti ma non consapevoli del rischio di dissesto; la pluralità di operazioni caratterizzate da criticità e la consapevolezza delle anomalie rendono difficile tale riqualificazione
- L'extraneus (terzo beneficiario o istigatore) può essere ritenuto corresponsabile se consapevole del rischio che le operazioni determinino il dissesto, anche senza voler direttamente il danno ai creditori
- In situazioni analoghe, il difensore dovrebbe mirare non solo a proporre letture alternative dei fatti, ma a individuare vizi manifesti nella motivazione o errori di diritto chiari e specifici per superare il limite del sindacato in cassazione
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