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Sentenza

Sentenza n. 1174/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'accertamento dell'illegittimità e conseguente annullamento del silenzio/inadempimento/rifiuto formatosi sull’istanza di rilascio del visto per motivi di studio avanzata dal Sig. -OMISSIS- presso l’Ambasciata Italiana di Islamabad – Pakistan ;

Giustizia amministrativa202513811

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio formatosi sull'istanza di attivazione del procedimento per il rilascio di un visto di ingresso per studio universitario

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. per l'accertamento dell'illegittimità del silenzio-inadempimento o rifiuto formatosi sull'istanza di rilascio di un visto per motivi di studio presentata presso l'Ambasciata italiana di Islamabad. Nel corso del giudizio, l'amministrazione ha documentato la fissazione di un appuntamento per la presentazione della domanda di visto e l'intervenuta attivazione del relativo procedimento. Il Ministero ha quindi chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere, con compensazione delle spese. Il ricorrente ha aderito alla richiesta quanto all'improcedibilità o cessazione della materia del contendere, insistendo tuttavia per la rifusione delle spese di lite.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo che l'intervenuta attivazione del procedimento per il rilascio del visto avesse soddisfatto la pretesa sostanziale fatta valere in giudizio. La decisione è stata fondata sul combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a., anche in considerazione della concorde prospettazione delle parti. Le spese di lite sono state compensate, valorizzando il comportamento operoso dell'amministrazione; è stata tuttavia posta a carico dell'amministrazione la restituzione al ricorrente del contributo unificato, se effettivamente versato.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina il ricorso avverso il silenzio della pubblica amministrazione; nel caso concreto, il soddisfacimento della pretesa mediante attivazione del procedimento ha fatto venir meno la materia del contendere.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare cessata la materia del contendere quando la pretesa azionata è stata integralmente soddisfatta nel corso del giudizio.

  • art. 60 c.p.a.

    Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio della pubblica amministrazione, l'attivazione del procedimento amministrativo richiesto dal ricorrente può determinare la cessazione della materia del contendere quando soddisfa integralmente la pretesa azionata, anche se non si è ancora concluso il procedimento con il provvedimento finale.
  • La cessazione della materia del contendere può essere dichiarata ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a. quando entrambe le parti riconoscono l'intervenuto soddisfacimento della pretesa sostanziale oggetto del ricorso.
  • La fissazione dell'appuntamento necessario per presentare la domanda e l'attivazione del procedimento amministrativo possono costituire comportamento satisfattivo rispetto a un ricorso diretto contro l'inerzia dell'amministrazione nell'avvio del procedimento.
  • Anche in caso di cessazione della materia del contendere, il giudice può compensare le spese di lite valorizzando il comportamento operoso dell'amministrazione e porre a suo carico la restituzione del contributo unificato versato dal ricorrente.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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