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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36883/2025 del 12/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del Magistrato di Sorveglianza che, nell'attuare la sentenza di conversione della pena in detenzione domiciliare, aveva inasprito le prescrizioni originarie (riducendo le ore giornaliere di uscita e limitando l'ambito territoriale). La difesa ha censurato la modifica "in peius" come illegittima perché non sorretta da fatti nuovi che giustificassero la revisione delle prescrizioni già decise dal giudice della cognizione, rilevando inoltre la gravità delle condizioni di salute del condannato e la vetustà/irrilevanza di molti precedenti.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato: ha interpretato l'art. 62 della L. 689/1981 (come modificato dal d.lgs. 150/2022) nel senso che il Magistrato di Sorveglianza può modificare le prescrizioni della sentenza attuativa solo se emergono fatti nuovi che mutino sostanzialmente i presupposti già valutati dal giudice della cognizione. Poiché nel caso di specie non erano emersi elementi nuovi e il Magistrato aveva semplicemente sovrapposto una propria valutazione a quella del giudice di merito, la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata (nella parte che confermava la limitazione oraria) e ha annullato senza rinvio anche il provvedimento del 23 aprile 2025, disponendo la trasmissione degli atti al Magistrato di Sorveglianza di Bari perché provveda nuovamente attenendosi ai principi indicati.

Norme richiamate

  • art. 62, legge 24 novembre 1981, n. 689

    "... previa verifica dell'attualità delle prescrizioni ... provvede con ordinanza con cui conferma e, ove necessario modifica"

    Il Magistrato di Sorveglianza può modificare le prescrizioni solo se risulta la sopravvenienza di elementi nuovi che mutino l'attualità della situazione originaria; non può sostituirsi al giudice della cognizione né rivedere il merito in assenza di fatti nuovi

  • d.lgs. 150/2022

    Ha modificato la disciplina procedurale richiamata dall'art. 62 della L. 689/1981; la Corte ricava dalla riforma la conferma del limite della verifica dell'"attualità" come condizione per ogni modifica

  • art. 678, comma 1-bis, cod. proc. pen.

    Regola la procedura con cui il magistrato di sorveglianza provvede con ordinanza entro termini previsti all'attuazione delle sanzioni sostitutive; disciplina i termini e le forme dell'intervento del magistrato

  • artt. 444 e seguenti, cod. proc. pen.

    Norme relative al procedimento abbreviato/patteggiamento cui si è fatto riferimento come base della sentenza di condanna che ha disposto la conversione della pena

  • art. 20-bis cod. pen. e art. 56 L. 689/1981

    Norme che consentono la conversione della pena detentiva in sanzioni sostitutive quali la detenzione domiciliare o la semilibertà; la loro applicazione richiede che le modalità di esecuzione siano poi attuate conformemente

Massime di principio

  • Il Magistrato di Sorveglianza può verificare l'"attualità" delle prescrizioni stabilite dal giudice della cognizione, ma può modificarle solo se emergono fatti nuovi che incidono significativamente sui presupposti già valutati.
  • In assenza di sopravvenienze, il Magistrato di Sorveglianza non può sovrapporre la propria valutazione al giudice di merito né correggerne il giudicato: l'incidente di esecuzione non deve trasformarsi in un ulteriore mezzo di impugnazione del merito.
  • Le ordinanze relative a misure alternative divenute irrevocabili hanno carattere di stabilità; eventuali irrigidimenti delle prescrizioni richiedono motivazione basata su elementi nuovi e obiettivi.
  • Quando il Magistrato modifica le prescrizioni, la motivazione deve confrontarsi esplicitamente con le valutazioni già contenute nella sentenza di condanna; altrimenti la modifica può essere annullata per eccesso di potere.
  • Se si ritiene che il giudice della cognizione abbia errato, la via corretta è il rimedio d'impugnazione contro la sentenza di merito, non l'uso del procedimento di attuazione presso il Magistrato di Sorveglianza.

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