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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39478/2023 del 28/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'appello di Roma che aveva confermato la condanna per bancarotta fraudolenta impropria da operazioni dolose e patrimoniale con aggravanti. Hanno articolato due motivi: (1) vizio di motivazione e travisamento della prova circa la responsabilità degli imputati, con contestazioni specifiche sulla valutazione delle dichiarazioni di Possenti, sul ruolo di Galiffo come amministratore di fatto, sulla natura degli immobili acquistati (presunta abusività) e sulla sussistenza del debito erariale; (2) carenza di motivazione in ordine al mancato apprezzamento della sospensione condizionale della pena per Maselli e Possenti, entrambi ultrasettantenni al momento dei fatti.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il primo motivo per generichezza e per tentativo di rinnovare la valutazione del merito probatorio; ha invece ritenuto fondato il secondo motivo relativo alla sospensione condizionale della pena per Maselli e Possenti. Di conseguenza la sentenza impugnata è annullata limitatamente alla pronuncia che ha negato la sospensione condizionale nei confronti di Maselli e Possenti e rinviata ad altra Sezione della Corte d'appello di Roma per nuovo esame su quel punto. I restanti ricorsi di Maselli e Possenti sono dichiarati inammissibili; il ricorso di Galiffo è dichiarato inammissibile e Galiffo è condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 173, comma 1, disposizioni di attuazione codice di procedura penale

    Richiamato per delimitare i limiti dell'esposizione dei motivi di ricorso in cassazione; la Corte ha ritenuto che il ricorso non abbia rispettato i criteri di specificità richiesti

  • art. 163, comma 3, codice penale

    Rilevato che la pena inflitta (2 anni e 6 mesi) rientra nei limiti previsti per la concessione della sospensione condizionale della pena; occorre valutare la concessione alla luce dell'eta' (ultrasettantenni) e dell'assenza di precedenti ostativi

  • art. 616 codice di procedura penale

    Consente alla Corte di cassazione di condannare al pagamento delle spese processuali e alla Cassa delle ammende nei confronti del ricorrente la cui impugnazione risulti evidentemente inammissibile o dolosamente infondata; applicata nei confronti di Galiffo

Massime di principio

  • In cassazione i motivi che deducono travisamento della prova devono essere specifici e motivati: semplici richiami all'appello o contestazioni generiche sono inammissibili.
  • Le dichiarazioni rese dall'amministratore o da soggetti coinvolti nella procedura fallimentare possono essere utilizzate in giudizio, salvo argomentazione precisa sulla loro inutilizzabilità; contestarle richiede prova o argomentazione circostanziata.
  • Quando la pena inflitta rientra nei limiti per la sospensione condizionale (art. 163 c.3) e i destinatari sono ultrasettantenni senza precedenti ostativi, il giudice di merito deve motivare espressamente la decisione di negare la sospensione; la mancata motivazione legittima l'annullamento limitato e il rinvio per nuovo esame.
  • La Corte di cassazione non può sostituirsi al giudice di merito nell'apprezzamento delle prove né formulare una diversa ricostruzione dei fatti se il motivo si limita a proporre una diversa lettura del compendio probatorio.
  • Ricorsi manifestamente infondati o inammissibili possono essere sanzionati con condanna alle spese e a somme in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; va dunque valutata la fondatezza formale dei motivi prima di proporre impugnazioni.

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