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Ordinanza

Ordinanza del 11/04/2016 n. 495 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

Istanza di sospensione - Requisiti - Fumus boni iuris e periculum in mora - Valutazione della sussistenza.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il documento afferma che, per le istanze di sospensione dell’atto impugnato o della sentenza di primo grado ai sensi degli artt. 47 e 52 del d.lgs. 546/1992, il fumus boni iuris e il periculum in mora devono essere valutati congiuntamente e secondo un criterio di bilanciamento dinamico. In tale valutazione, uno dei due requisiti può assumere rilievo preponderante compensando la minore intensità dell’altro.

Valutazione bilanciata di fumus boni iuris e periculum in mora nelle istanze di sospensione

Valutazione dei requisiti per la sospensione

Il documento riguarda i criteri da applicare nell’esame delle istanze di sospensione dell’efficacia dell’atto impugnato o della sentenza di primo grado. La verifica deve concentrarsi sulla sussistenza dei due presupposti cautelari del fumus boni iuris e del periculum in mora, considerati non isolatamente ma nel loro rapporto reciproco.

Riferimenti normativi

La valutazione è riferita alle seguenti disposizioni del decreto legislativo n. 546/1992:

  • articolo 47, commi 1 e 4, relativo alla sospensione dell’atto impugnato;
  • articolo 52, commi 2 e 5, relativo alla sospensione della sentenza di primo grado.

L’articolo 52 è richiamato nella formulazione risultante dalle modifiche introdotte dal decreto legislativo n. 156/2015.

Bilanciamento tra fumus boni iuris e periculum in mora

Il documento precisa che i due requisiti devono essere oggetto di un bilanciamento continuo tra le diverse questioni controverse — indicate come questioni in disputandum — per le quali è stata richiesta la sospensione. Non è quindi necessario che entrambi gli elementi presentino la medesima intensità o un grado identico di evidenza.

La valutazione deve avvenire secondo la metafora dei vasi comunicanti: la maggiore consistenza di uno dei requisiti può compensare la minore consistenza dell’altro. In particolare:

  • il fumus boni iuris può assumere un rilievo preponderante quando il periculum in mora risulti presente in misura minore;
  • alternativamente, il periculum in mora può prevalere nella valutazione quando il fumus boni iuris sia meno intenso;
  • l’esito deve derivare da una valutazione complessiva e dinamica delle questioni dedotte a sostegno della domanda cautelare.

Principio interpretativo

Il criterio indicato esclude una lettura rigidamente cumulativa dei presupposti, intesa come necessità che ciascuno di essi raggiunga autonomamente un livello massimo di consistenza. La decisione sulla sospensione deve invece fondarsi sulla ponderazione complessiva del possibile buon esito della pretesa e del rischio di un pregiudizio derivante dall’esecuzione dell’atto o della sentenza durante il giudizio.

In tale prospettiva, la maggiore forza riconosciuta a uno dei due requisiti può assumere rilievo decisivo, purché la valutazione riguardi le specifiche questioni per le quali la sospensione è stata domandata.

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