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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16797/2023 del 20/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Napoli che confermava la condanna per associazione per delinquere di stampo mafioso (art. 416-bis) a carico di Nicola Inquieto. I motivi di ricorso contestavano: 1) l'utilizzo di intercettazioni acquisite in Romania (presunta irregolarità nella rogatoria e violazione artt. 190, 191, 729 c.p.p.); 2) mancata assunzione di prove decisive (rinnovazione dell'istruttoria in appello); 3) errata valutazione e insufficiente riscontri delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e travisamento delle intercettazioni; 4) errata qualificazione giuridica della condotta (si chiedeva il riconoscimento di concorso esterno, favoreggiamento, reimpiego di capitali o fittizia intestazione anziché partecipazione mafiosa); 5) ingiustificata applicazione dell'aggravante della natura armata dell'associazione; 6) diniego delle circostanze attenuanti generiche e contestazione della dosimetria della pena; 7) illegittimità della confisca dei beni (presunta provenienza lecita delle provviste e travisamento probatorio).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la pronuncia della Corte d'appello di Napoli: riconoscimento della responsabilità penale per associazione di stampo mafioso, conferma dell'aggravante della natura armata, conferma della confisca dei beni indicati e della quantificazione della pena (quattordici anni di reclusione determinata in appello). La Cassazione ha ritenuto infondate le censure, richiamando i principi sulla utilizzabilità delle prove acquisite per rogatoria internazionale (applicazione della lex loci, presunzione di legittimità dell'attività svolta dall'autorità estera salvo specifica prova contraria), la valutazione unitaria e di merito delle dichiarazioni dei collaboratori, la legittimità della qualificazione della partecipazione mafiosa per facta concludentia, la legittimità della confisca quando l'impresa è "inquinata" da capitali illeciti e la discrezionalità del giudice nella determinazione delle attenuanti e della pena.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    Norma centrale per la qualificazione del reato di associazione mafiosa; applicata per riconoscere la stabile disponibilità dell'imputato al sodalizio, anche quando l'inclusione avvenga per facta concludentia e senza rituali formali

  • art. 190 cod. proc. pen.

    Richiamato nel contesto delle intercettazioni e della rogatoria: il processo deve rispettare i principi fondamentali e inderogabili dell'ordinamento italiano, ma le modalità di acquisizione all'estero sono regolate dalla lex loci

  • art. 191 cod. proc. pen.

    Inserito nel ragionamento sulla rogatoria internazionale: la disciplina applicabile agli atti eseguiti all'estero è quella dello Stato in cui l'atto è compiuto; il giudice italiano presume la legittimità delle attività delle autorità straniere salvo prova contraria

  • art. 729 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'assistenza giudiziaria internazionale e la rogatoria; la Cassazione ricorda che non si produce una translatio automatica delle norme processuali italiane per gli atti eseguiti all'estero

  • art. 192 cod. proc. pen. comma 3

    Rilevante nella valutazione delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia: la credibilità soggettiva e l'attendibilità oggettiva vanno valutate unitariamente e non in passaggi rigidamente separati

  • art. 240-bis cod. pen.

    Norma sulla confisca per equivalente e sulla riconducibilità dei beni all'attività delittuosa; applicata per giustificare la confisca di imprese ed investimenti ritenuti "inquinati" da capitali illeciti

  • art. 133 cod. pen.

    Principi per la determinazione della pena; la Corte ha ribadito la discrezionalità del giudice del merito nel valutare i criteri per la quantificazione della pena

  • art. 62-bis cod. pen.

    Regole sulle circostanze attenuanti generiche; la Corte ricorda che il loro riconoscimento non è automatico ed è subordinato alla valutazione di elementi positivi che ne giustifichino l'applicazione

  • art. 270 e art. 271 cod. proc. pen.

    Norme sulle intercettazioni e relative sanzioni formali: la Cassazione osserva che l'omesso deposito di atti sull'intercettazione non comporta automaticamente inutilizzabilità dei risultati intercettativi, salvo sanzioni previste espressamente

  • art. 173 disp. att. c.p.p.

    Richiamato come limite alla estensione del motivo di ricorso sulla motivazione: cassazione esamina i motivi nei limiti consentiti dall'art. 173 disposizioni di attuazione

  • art. 606 cod. proc. pen. comma 1 lett. e)

    Criterio di ammissibilità delle censure in cassazione in materia di motivazione: la Corte può sindacare mancanza, manifesta illogicità o contraddittorietà della motivazione, non una diversa valutazione dei fatti

Massime di principio

  • Intercettazioni acquisite all'estero per rogatoria: la lex loci regola le modalità di esecuzione e il giudice italiano presume la legittimità dell'attività svolta dall'autorità straniera; la difesa deve dimostrare specificamente l'incompatibilità con i principi fondamentali italiani per ottenere l'inutilizzabilità
  • Valutazione delle dichiarazioni di collaboratori di giustizia: il giudice effettua una valutazione unitaria di credibilità soggettiva e attendibilità oggettiva; convergenze sul "nucleo essenziale" e riscontri esterni rafforzano la prova, e divergenze minori non necessariamente ne compromettono l'attendibilità
  • Distinzione partecipazione mafiosa vs concorso esterno: la qualificazione è fattuale e si fonda sulla presenza di una stabile messa a disposizione del singolo nei confronti dell'organizzazione (anche per facta concludentia); non è necessaria una investitura formale
  • Aggravante della natura armata: quando è dimostrata la disponibilità di armi da parte del sodalizio, l'aggravante può estendersi ai partecipi in quanto riferita all'attività associativa e non sempre alla condotta personale dell'imputato
  • Confisca di imprese: se risulta che un'impresa è stata alimentata e sviluppata con capitali illeciti riconducibili al sodalizio, la confisca potà essere legittima laddove sia impossibile distinguere nettamente capitale lecito e illecito
  • Circostanze attenuanti generiche e dosimetria della pena: il loro riconoscimento non è automatico; il giudice del merito ha ampia discrezionalità e la Cassazione non rivisita la valutazione delle circostanze di merito se congruamente motivate
  • Controllo di Cassazione sulla motivazione: limite alla revisione del merito; la Corte valuta la presenza di vizi logici, di contraddittorietà o di manifesta illogicità nella motivazione, non l'aggiornamento della valutazione probatoria effettuata dal giudice di merito
  • Censure su travisamento della prova: perché abbiano esito utile in cassazione, devono essere precise e dimostrare palese e non controvertibile difformità tra il significato della prova e la conclusione giudicata

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