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Sentenza

Sentenza n. 76/2026 - Bari, Sezione 3

per l'annullamento previa concessione di idonee misure cautelari ai sensi dell'art. 55 c.p.a., 1) del provvedimento prot. n. 777494 del 22.09.2025, notificato in pari data, con cui lo Sportello unico per l'immigrazione istituito presso la Prefettura - Ufficio territoriale del Governo di Foggia ha revocato il nulla osta alla conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato (non stagionale) rilasciato in favore del sig. -OMISSIS-in data 01.03.2025; 2) di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, in quanto lesivo, ancorché non conosciuto, ivi compreso, in particolare, l'eventuale provvedimento tacito di diniego dell'istanza di conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato (non stagionale), nonché, ove occorra, la relativa nota di comunicazione di pari data e numero di protocollo e la nota in data 01.07.2025 recante comunicazione di avvio del procedimento di revoca.

Giustizia amministrativa202501917

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del nulla osta alla conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato, fondata sulla presunta non autenticità del codice identificativo di una marca da bollo e sull'asserita inidoneità della documentazione alloggiativa

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente, entrato regolarmente in Italia per lavoro stagionale e titolare del relativo permesso di soggiorno, aveva presentato istanza di conversione in permesso per lavoro subordinato. Lo Sportello unico per l'immigrazione presso la Prefettura di Foggia aveva revocato il nulla osta alla conversione, ritenendo non autentico il codice identificativo di una marca da bollo apposta su una quietanza di pagamento e ritenendo inizialmente inidonea la documentazione relativa all'alloggio. Il ricorrente ha dedotto violazione di legge ed eccesso di potere, sostenendo che la presunta irregolarità della marca da bollo avesse natura meramente fiscale, fosse giuridicamente irrilevante ai fini della conversione e non fosse direttamente imputabile a lui. Ha inoltre contestato l'omessa considerazione della documentazione sopravvenuta relativa alla disponibilità di un alloggio idoneo, comprovata da contratto di locazione e certificato di idoneità alloggiativa, nonché la violazione del principio di proporzionalità.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il provvedimento impugnato. Ha ritenuto che la presunta irregolarità della marca da bollo, unico fondamento della revoca, costituisse una violazione meramente fiscale e non integrasse un falso rilevante ai sensi dell'art. 22, comma 5-ter, del d.lgs. 286/1998, anche perché l'adempimento non era direttamente imputabile al ricorrente. La revoca è stata inoltre ritenuta sproporzionata: l'Amministrazione avrebbe dovuto verificare idoneità, necessità e adeguatezza della misura, mentre la revoca non era necessaria, essendo disponibili rimedi meno invasivi per l'eventuale irregolarità fiscale, né proporzionata in senso stretto rispetto al grave pregiudizio arrecato al privato e alla modesta entità dell'interesse pubblico perseguito. Il giudice ha altresì rilevato l'omessa valutazione delle sopravvenienze favorevoli, in particolare della documentazione attestante la disponibilità di un alloggio idoneo, in violazione dell'art. 5, comma 5, del T.U.I. Le spese sono state integralmente compensate. È stata disposta la trasmissione della sentenza e dell'atto impugnato all'Agenzia delle Entrate per il recupero dell'imposta eventualmente evasa e per gli ulteriori accertamenti di competenza.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Richiamato nell'epigrafe quale fondamento della richiesta di misure cautelari, senza autonoma decisione cautelare, poiché il giudizio è stato definito con sentenza in forma semplificata.

  • art. 60 c.p.a.

    Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata all'esito della camera di consiglio, previo avviso alle parti.

  • art. 22, comma 5-ter, d.lgs. 286/1998

    La presunta irregolarità fiscale della marca da bollo non integra, secondo il TAR, la fattispecie di falso rilevante ai fini della revoca del nulla osta.

  • art. 5, comma 5, d.lgs. 286/1998

    Impone la valutazione delle sopravvenienze favorevoli, tra cui la documentazione successivamente prodotta comprovante la disponibilità di un alloggio idoneo.

Massime di principio

  • La mera irregolarità fiscale di una marca da bollo, non direttamente imputabile al richiedente, non integra di per sé un falso rilevante ai sensi dell'art. 22, comma 5-ter, del d.lgs. 286/1998 e non giustifica la revoca del nulla osta alla conversione del permesso di soggiorno.
  • La revoca del nulla osta in materia di immigrazione deve rispettare il principio di proporzionalità mediante la verifica trifasica dell'idoneità, della necessità e dell'adeguatezza in senso stretto della misura; non è legittima quando esistano rimedi alternativi meno invasivi per regolarizzare una violazione meramente fiscale.
  • Nel procedimento relativo alla conversione del permesso di soggiorno, l'Amministrazione deve valutare le sopravvenienze favorevoli e la documentazione prodotta prima della decisione, inclusa quella comprovante la disponibilità di un alloggio idoneo, ai sensi dell'art. 5, comma 5, del d.lgs. 286/1998.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoAutotutelaMotivazione del provvedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiProporzionalità e ragionevolezzaDifetto di istruttoriaAutotutela decisoriaPrincipio di legalità e tipicità

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