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Sentenza

Sentenza n. 6547/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Terza) n. 881/2022.

Giustizia amministrativa202205802

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Lombardia, Sez. III, n. 881/2022

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’impresa ha proposto appello contro la sentenza del TAR Lombardia n. 881/2022. Dal testo non risultano specificati i motivi di appello né il contenuto puntuale del provvedimento amministrativo originariamente impugnato. Nel corso del giudizio è emerso che la società appellante si è sciolta il 24 novembre 2025 ed è stata cancellata dal registro delle imprese il 24 dicembre 2025. Il Consiglio di Stato ha rilevato d’ufficio tale sopravvenienza, ai sensi dell’art. 73, comma 3, c.p.a., ritenendola incompatibile con la persistenza dell’interesse alla prosecuzione dell’azione di annullamento.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha dichiarato improcedibile l’appello per sopravvenuta carenza di interesse. La cancellazione della società appellante determina infatti l’estinzione del soggetto giuridico cui dovrebbe imputarsi l’utilità derivante dall’eventuale accoglimento dell’impugnazione, consistente nel riesame della fattispecie e nell’eventuale rilascio di un provvedimento favorevole funzionale alla prosecuzione dell’attività. Venuto meno il soggetto titolare dell’interesse, la sentenza non potrebbe procurare un’utilità concreta e attuale. Le spese di lite sono state compensate in ragione della natura delle questioni trattate.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    eventuale rilievo d’ufficio di una questione rilevata dal giudice

    Consente al giudice di sottoporre al contraddittorio delle parti una questione rilevata d’ufficio prima di decidere; nel caso concreto è stato utilizzato per fondare la dichiarazione di improcedibilità dell’appello per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    eventuale svolgimento dell’udienza con modalità di collegamento da remoto in videoconferenza

    Richiamato per lo svolgimento dell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato mediante collegamento da remoto.

  • art. 208 cod. amb.

    Richiamato nella giurisprudenza citata per evidenziare che l’attività autorizzatoria non potrebbe più essere imputata a un soggetto societario estinto e quindi non più in grado di gestire l’attività.

Massime di principio

  • La sopravvenuta cancellazione di una società dal registro delle imprese, intervenuta durante il giudizio, determina l’improcedibilità dell’azione di annullamento quando l’eventuale decisione favorevole avrebbe come utilità il riesame e il rilascio di un provvedimento amministrativo funzionale alla prosecuzione di un’attività non più esistente o comunque non più imputabile a un soggetto giuridico esistente.
  • La dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse richiede una situazione di fatto o di diritto nuova rispetto a quella esistente al momento della proposizione del ricorso, tale da rendere certa e definitiva l’inutilità della pronuncia giudiziale.
  • L’estinzione della società appellante fa venir meno l’interesse concreto e attuale alla prosecuzione del giudizio quando non residui alcuna utilità giuridicamente apprezzabile conseguibile mediante l’accoglimento dell’impugnazione.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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